
“Il primo incontro è casualità, il secondo è coincidenza, il terzo è destino”.
Serie: Le novelle della Luna: La metamorfosi delle stelle
- Episodio 1: Le Novelle della Luna: La metamorfosi delle Stelle
- Episodio 2: Tempesta di lacrime
- Episodio 3: Incontri bizzarri
- Episodio 4: Sirio, la stella più luminosa
- Episodio 5: “Il primo incontro è casualità, il secondo è coincidenza, il terzo è destino”.
- Episodio 6: Verità
- Episodio 7: Perfino una conoscenza casuale può dirsi predestinata
STAGIONE 1
Io restai ferma per qualche secondo, ma non mi tirai indietro e lo aiutai. Non me l’aspettavo affatto di rincontrare quell’uomo così presto. Pagai la sua spesa, ed anzi, uscimmo dal negozio con il carrello pieno.
“Siria cara, mi hai salvato per la seconda volta!” esclamò lui tanto esaltato da gettarsi verso di me con le braccia aperte.
Io lo allontanai prontamente, e arrossendo sussurrai “Figurati…” solitamente non ero timida, e non mi sono mai sentita in soggezione di fronte a nessuno, non so perché con Piero mi comportavo così “Dov’è la tua macchina?” gli domandai.
Lui si fermò, e guardandomi con un leggero sorriso disse “La macchina? Ah, l’ho venduta anni fa!”. Aveva un tono allegro, ma io non riuscii a ridere e restai in silenzio. Non avevo mai avuto simili problemi, e neanche potevo immaginare quanto potesse essere difficile una situazione simile.
“Sali in macchina, ti accompagno io” suggerii a quel punto, ma lui replicò “Non credo sia il caso, sono pur sempre un estraneo e più vecchio di te!” disse quella frase quasi come se volesse “elevarsi”, ma io prontamente gli risposi sarcastica “Giusto, vuoi ammazzarmi in qualche campagna? Fallo pure” io dopo aver caricato la spesa salii, e dopo qualche minuto Piero fece lo stesso. Solitamente non avrei mai fatto salire un estraneo, non ero tanto sprovveduta, ma quella volta era… Diverso? Non so, non saprei spiegare perché l’avessi fatto.
Accesi la macchina e cominciai a guidare, faceva freddo quella notte e c’era una leggera pioggia, non come la prima volta che lo incontrai.
“Ti ringrazio di cuore, domani è il compleanno di mio figlio, e volevo farlo felice, dargli qualcosa di meglio…” sussurrò lui, tenendo lo sguardo basso sulle dita incrociate. Perché si vergognava di ciò? Gli faceva molto onore invece, ma non glielo dissi.
“Anche tu hai un figlio?” sussurrai senza pensare alle mie parole. Non l’avevo un figlio, ma pensai a Joel e dissi quella frase.
“Oh sì, è un testardo quel bamboccio… Tu?” mi chiese incuriosito.
Ma io scossi subito il capo correggendomi “No, non ce l’ho. Indicami la strada… Sa di sua madre?” dissi, riferendomi alla nostra prima volta.
“Intendi la donna per cui mi stavo uccidendo? No, non era lei” mi spiegò, indicando intanto con la mano la direzione in cui proseguire.
“E sua madre dov’è?”
“Beh, non saprei in realtà. Ho avuto troppe donne, e mai un’anima gemella!” si atteggiò, ma io mi voltai con un sopracciglio alzato. Era palesemente una bugia, quello lì non sapeva affatto mentire.
Lui mi comprese con il solo sguardo, e schiarendosi la voce mi spiegò “L’ho adottato, non so cosa mi passasse per la testa in quel periodo… Ma dopotutto quel ragazzino è il mio dono divino… Questo significa il suo nome”.
A differenza della sua prima uscita, quest’ultima mi colpì parecchio… Un figlio alla fine è un dono divino… Feci un sospiro amaro, e cercai con tutto il cuore di non piangere, ma gli occhi divennero gonfi e pieni di lacrime, fortunatamente però Piero sembrava non accorgersene.
“Sei innamorata di qualcuno?” mi domandò all’improvviso, intanto che continuava ad indicarmi la strada, e fortunatamente questa domanda mi distrasse dai miei brutti pensieri.
“No” risposi soltanto, alla fine era la semplice verità.
“Gli uomini di oggi non hanno proprio gusto!” disse a voce bassa, ma lo udì chiaramente, non so se fosse quella la sua intenzione. Io divenni ancora rossa in viso, era chiaro cosa intendesse… Ma perché?
“Hai preso un regalo a tuo figlio?” domandai, cercando di cambiare argomento.
“Si, gli ho preso un bel pallone, a lui piace molto il calcio!” disse con un bel sorriso orgoglioso.
Con il cuore che batteva forte in petto trovai il coraggio di dargli una pacca sulla spalla in segno di affetto, ma tolsi subito la mano “Domani mattina preparagli una bella colazione, stagli vicino, digli che gli vuoi bene e gioca con lui”. Giungemmo a casa di Piero, abitava in una zona popolare, era tenuta in condizione discrete…
“Lo farò Siria, grazie, un giorno riuscirò a ripagarti”. Uscì dall’auto, mi invitò anche nel suo appartamento, ma a malincuore dovetti rifiutare, dovevo ancora preparare tutto per il compleanno di Joel. Lo guardai tutto il tempo finché non rientrò in casa. Era un brav’uomo, semplice e genuino, e sperai che un giorno lui e suo figlio potessero trovare la serenità.
Tornai a casa, e dopo aver fatto quello che dovevo fare mi misi finalmente a letto, ma rigirandomi fra le lenzuola non riuscivo a trovare sonno, pensavo continuamente a Piero, ed i nostri due strani incontri…
La sera seguente incontrai Joel, venne come al solito assieme ai suoi amici, e dopo aver festeggiato tutti assieme mi mostrò orgoglioso anche il suo nuovo pallone. Gli diedi anche il mio regalo, un completo da calcio, e fu contentissimo, ed io ancor di più per averlo reso felice.
Si era fatto tardi, e lui ed i suoi amici dovevano rientrare, io mi offrii di accompagnarli perlomeno fino all’incrocio successivo. Il gruppetto con le bici mi precedeva, quando Joel rallentò e venne al mio fianco.
“Zia! Ti devo raccontare una cosa, ma tu non dirlo a nessuno” si premurò di dire, facendomi promettere che sarebbe stato un segreto solo tra me e lui “Ieri ho pregato tanto, ho chiesto di avere una mamma, mi basterebbe come regalo per tutti i compleanni della mia vita!”.
Io ebbi una dolorosa fitta al cuore, non seppi come rispondergli in un primo momento, e abbassai lo sguardo poggiandogli una mano sul capo, quando lui se la tolse di dosso e continuò entusiasta “No! Non devi essere triste! Ho sognato poi un gatto, si chiamava Marius, e ha detto che tra pochi giorni vorrà incontrarmi per darmi buone notizie sulla mia mamma!” mi raccontò quella strana storia. Non riuscii a rispondergli in tempo che lui con tutto il gruppo mi salutarono ed accelerarono svoltando l’angolo.
Cos’aveva detto? Un gatto doveva dargli delle notizie su sua madre? Joel aveva una buona fantasia, e non avevo idea che cosa intendesse realmente con quelle parole. Io ovviamente gli auguravo con tutto l’animo che un giorno potesse chiamare una donna “mamma”…
L’importante per ora era che Joel aveva trascorso una bella giornata, assieme a suo padre, ai suoi amici, e perché no, alla Zia Siria.
Il giorno seguente andai a lavoro, ormai potevo dire di essere tornata alla mia quotidianità, anche se alla fine vivevo non pensando a quella mia ombra, e tenevo la mente impegnata con tutt’altro… No, non l’avevo ancora accettato, ma a differenza di qualche mese prima non mi passava più per la testa di farla finita, volevo continuare a vivere.
Tornai a casa le prime ore del pomeriggio, il Sole ancora non tramontava, ma faceva molto freddo. Non so perché, ma pensai a Piero: chissà come stava, se aveva seguito i miei consigli per il compleanno di suo figlio. Sapevo dove abitava, non era poi così lontano da me, potevo recarmi da lui… Ma perché dovevo farlo? Cosa gli avrei detto poi? Che ero in pensiero per lui? No, non avevo il coraggio di farlo, solo immaginare una scena simile mi faceva battere forte il cuore.
Entrata in casa però, intanto che toglievo il cappotto notai fuori dalla finestra un fattorino inciampare a terra e cadere assieme alle numerose scatole che portava. Io, nonostante non avessi il mio aspetto migliore mi precipitai fuori per aiutarlo e vedere se stava bene.
Gli corsi contro, e appena gli chiesi se stesse bene intanto che lo aiutavo a rialzarsi ebbi un dejavù “Piero!?” domandai incredula, indietreggiando subito.
Piero, raccolse gli occhiali da terra e mi guardò sorpreso anche lui. Stette in silenzio per un bel minuto ad occhi sgranati, poi scattò in piedi e prendendo la mia mano disse seriamente “Il primo incontro è casualità, il secondo è coincidenza, il terzo è destino”.
Serie: Le novelle della Luna: La metamorfosi delle stelle
- Episodio 1: Le Novelle della Luna: La metamorfosi delle Stelle
- Episodio 2: Tempesta di lacrime
- Episodio 3: Incontri bizzarri
- Episodio 4: Sirio, la stella più luminosa
- Episodio 5: “Il primo incontro è casualità, il secondo è coincidenza, il terzo è destino”.
- Episodio 6: Verità
- Episodio 7: Perfino una conoscenza casuale può dirsi predestinata
Oltre a farli incontrare spesso, il destino si sta divertendo parecchio con Siria e Piero. Il piccolo Joel sarà il punto di unione?
Potrebbe esserlo, chissà 😁😁
“Il primo incontro è casualità, il secondo è coincidenza, il terzo è destino”.”
è un proverbio? Me lo segno, è davvero azzeccato
Questa frase l’ho sentita parecchio tempo fa, ma non riesco proprio a ricordare dove, credo che fosse di origine giapponese, e ancora oggi la sto cercando😖 Siccome non la ricordavo perfettamente l’ho modificata un po’, ma il succo è rimasto lo stesso. 🤗
“scattò in piedi e prendendo la mia mano disse seriamente “Il primo incontro è casualità, il secondo è coincidenza, il terzo è destino”.”
Eh già , qui gatta ci cova 😃
😁😆😊
” Ho sognato poi un gatto, si chiamava Marius”
❤️ ❤️ ❤️ Eccolo finalmente👏 👏 👏
Si si, ecco il beniamino 😆❤
Un bel titolo, che chiude anche l’episodio, noi sappiamo già chi è il figlio di Piero e chi sarà la sua mamma, quando lo capira Siria?
Grazie mille, questa frase piace particolarmente anche a me☺. Hahahah chissà quando 😆
“Ho sognato poi un gatto, si chiamava Marius,”
❤️
Eccolo qui! 🤣🤣
” anche il suo nuovo pallone.”
…ma!
😄😄
““Beh, non saprei in realtà. Ho avuto troppe donne, e mai un’anima gemella!” si atteggiò, ma io mi voltai con un sopracciglio alzato. Era palesemente una bugia, quello lì non sapeva affatto mentire.”
Mi piace come stai caratterizzando Piero. Il modo in cui lui si sforzi di essere leggero, spiritoso, di dissimulare la sua sofferenza per una grande delusione d’amore…e come gli venga così male, che Siria non possa non notarlo
Grazie mille☺ Si, esatto il povero Piero è così, sognatore e rimugina parecchio hahaha😆
La cosa curiosa è che io ho conosciuto una ragazza di nome Siria
Hahaha no no ogni riferimento a fatti reali è puramente casuale 😆