Di sangue e rabbia.

Serie: Cheramyes

Era uno spettacolo inquietante e… per tutti gli dèi dell’Olimpo! Leon si portò una mano alle labbra, sentendo il pranzo risalire lungo l’esofago. Jasone stava spolpando un topo, come fosse una coscia di pollo ben arrostita. 
Il volto del giovane era imperturbabile, dalle labbra colava del sangue e ai lati di queste vi erano piccoli frammenti d’organi interni… Leon non riuscì a resistere oltre, si nascose dietro una grossa pianta e rigettò tutto ciò che il suo stomaco conteneva.
Quando si rialzò, pallido e tremante, Jasone se ne stava poggiato con la schiena contro un albero e con il volto reclinato di lato, si rilassava al tiepido calore dei raggi solari che filtravano tra i rami. Erano poco distanti dalla casa dei gemelli quando aveva perso il controllo e Leon, era rimasto terrorizzato a fissarlo.
Quell’essere… si muoveva veloce, istintivamente, un’animale privo di umanità. 
«Non puoi presentarti ai gemelli in questo stato pietoso, se lei ti vedesse darebbe di matto… Dobbiamo farceli amici, non farci scoprire. Penseranno tu sia un succhiasangue o un demone o…»
Jasone aprì gli occhi e lo guardò, sbattendo appena le lunghe ciglia. Il contrasto delle iridi dorate, con il blu intenso dei suoi capelli lasciò Leon senza parole.
Ma
 più di tutto, furono le dita del giovane a circondargli la gola a lasciarlo senza respiro.
Si
 era mosso così velocemente che neppure l’aveva visto ed ora lo sovrastava.
Leon tentò di liberarsi, conficcò le unghie nel polso del mutaforma, ma non lo smosse di un millimetro.
«Non voglio compiacerla, non più. Io ero un dono che le era stato affidato. Un regalo. Avrebbe dovuto aver rispetto della mia condizione. Avrebbe dovuto sentirsi baciata dalla fortuna, di possedere uno della mia specie. Un grifone. Tutta la Grecia ci rispetta, innumerevoli sono le storie sul nostro conto. Ridurmi in questo stato… rendermi, UMANO» sputò fuori quella parola come se fosse un insulto. Leon sbarrò gli occhi, il cuore gli batteva all’impazzata nel petto mentre guardava Jasone. La sua voce era incantevole, sembrava provenire da recessi lontani di un’epoca antica e sfarzosa. Aveva uno strano accento, le lettere vibravano come fossero condotte dalle corde tese di un’arpa. «Tu non sai niente, stregone. Non sai chi è lei, davvero.»
Leon si riscosse a quelle parole e mosse il capo, come a volersi scrollare di dosso la sottile malìa che gl’aveva annebbiato il cervello.
Non gl’importava chi lei fosse, contava soltanto ciò che gli aveva promesso e che gli altri del Consiglio, non riuscivano a dargli: vendetta.
«Mia madre è morta, per mano di un demone. Se eseguo gli ordini, l’Ancella mi darà ciò che desidero. Ha pieno contatto con gli dèi, hai visto cosa può fare! E’ diversa dagli altri…»
Il grifone lasciò la presa dal collo del giovane e scoppiò in una roboante risata pregna di scherno. 
Quando lo guardò, nei suoi occhi vi era impressa una profonda compassione. Con le dita, tracciò un delicato sentiero dalla clavicola alla cintola di Leon ed egli, si ritrovò ad avvampare a quel tocco, le labbra schiuse per lo stupore; il grifone si era avvicinato e lo stava annusando, con le labbra sporche di sangue, accarezzò caldo e leggero il lobo del suo orecchio e scivolò lungo il collo, solo allora parlò di nuovo e il tono della sua voce, si riversò ovunque dentro Leon, facendolo tremare. Inconsapevolmente, affondò con una mano tra i capelli blu dell’essere che lo sovrastava e chiuse gli occhi, pervaso da uno strano languore.
«Vendetta… ne sento l’odore su di te. Ah, un sentimento capace di smuovere i cuori puri come il tuo. Mi piacerebbe mangiarlo, il tuo cuore ma… Non lo farò. Ti aiuterò. E che Ade possa proteggere la tua stoltezza. Lei è davvero diversa, tu neppure immagini quanto.»
Scostò il volto dal collo del giovane e si leccò le labbra, ripulendole del sangue. Si guardarono negli occhi, i respiri sospesi, il calore dei reciproci corpi ad avvolgerli.
Leon sbattè gli occhi scuri e sentì le gote scaldarsi, quando si accorse del modo in cui stringeva i capelli blu di Jasone. Oh, per tutti gli dèi… Lui aveva sempre trovato attraenti le donne, cosa gli stava prendendo?
Il grifone increspò le labbra sbiecamente e da queste uscì un verso, simile a uno schiocco.
Sembrava compiaciuto, di cosa Leon, non ne aveva idea.
Si
 scostò in fretta e si ricompose, passandosi le mani tra i corti capelli neri e schiarendosi la voce, indicò la casa dei due stregoni. 
«Vogliamo andare?»
La voce gli uscì stranamente roca, se la schiarì più volte, poi ficcandosi le mani nelle tasche dei pantaloni neri s’incamminò verso la casetta senza più degnare di un’occhiata il grifone.

[…]

Callie fissava quei due strani tipi con espressione sconcertata. Quello dai capelli blu, aveva uno strano odore, entrambi avevano evitato di sfiorarla limitandosi a farle un breve inchino, quando erano entrati in casa.
Erano pochi coloro che la toccavano… La gente non ci teneva mai molto a conoscere il proprio futuro. 
Stolti. Il futuro era mutevole come il meteo. Un attimo prima c’era il sole, l’attimo dopo le nuvole erano lì, pronte ad oscurarlo. Tutto dipendeva dal percorso che compivano, dai gesti, dalle scelte… Lei vedeva sì, ma la sua Vista non era sempre esatta.
Lanciò un’occhiata all’orologio e poi di nuovo ai due tipi, seduti sul divano. 
Ciò che vi è stato detto, non è vero…Sto bene.
Leon, il tipo dai corti capelli neri fece un segno d’assenso rabbrividendo. Non gli piaceva che lei potesse parlare in quel modo.
«Il carico di poteri che devi portare dopo la morte di tuo fratello è, notevole… Si stupiscono del fatto che tu non sia ancora esplosa. La ninfa che ha riportato al Consiglio, il tuo interesse riguardo… il riportare in vita Sirio era molto preoccupata sulle tue condizioni di salute. Qualche giorno fa, c’è stata una forte tempesta e il nostro Saggio ha mostrato… beh, ci ha mostrato uno strano moto nella sfera di Luce. L’equilibrio si è come infranto, qualcosa di oscuro è tra noi.»
Il Saggio… Quel vecchio bacucco con la barba bianca, quello sempre intento a fissare la Sfera o a sonnecchiare su vecchi libri polverosi. Lo stesso vecchio bacucco che anni or sono aveva giudicato lei e suo fratello : ‘Un pericolo per le nostri genti. Vanno rinchiusi, ci condurranno alla FINE. Sono mine vaganti. Troppo potere, dobbiamo rinchiuderli!’ 
Lo stesso che aveva fatto in modo che venisse loro tolta la voce. A quel tempo lei e Sirio erano giovanissimi. Due orfani, ignari del mondo. Seduti al centro di quel cerchio composto da donne e uomini incappucciati di nero, si erano sentiti in trappola. Avevano da poco scoperto i loro poteri e non avevano ben chiaro ciò che li aspettava. Quel nuovo mondo, non li aveva accolti con le buone maniere. Gli incappucciati avevano paura di loro, di ciò che rappresentavano. 
Una donna aveva interceduto per loro. 
Aveva detto ‘farò loro da maestra, li guiderò verso il giusto equilibrio.’
E così aveva fatto. Athanasia si era mostrata una donna affettuosa, ma severa. Per Sirio era stata una sorta di madre, per Callisto solo una guida.
Lei era sempre stata quella più selvatica tra loro, quella difficile da domare.
L’amore della sua vita, l’unico in grado di ricevere affetto da lei era Sirio. Il resto del mondo… non le interessava poi molto.
Uccideva demoni, perchè le era stato imposto che era il modo giusto con cui mantenere l’equilibrio, ma in fondo al suo cuore, lo faceva perchè quello era il profondo desiderio di Sirio e a lei questo, tanto bastava.
Stringere quel patto con Damar, aveva quindi alterato il prezioso equilibrio della Sfera del bacucco.
Callisto allargò le braccia stringendosi nelle spalle.
Non so come aiutarvi. Cercate risposte altrove, qui non ne troverete.
Leon sembrò agitarsi e lanciò un’occhiata al tipo al suo fianco che fino a quel momento era rimasto in silenzio, a fissarla.
«Sappiamo che ci nascondi qualcosa… Il Saggio dice che la tempesta è nata qui.»

[…] 

Damar ascoltava e annusava l’aria. C’era qualcosa che non andava. Il suo corpo fremeva per raggiungere Callisto al piano terra. 
Lei era in pericolo. La rinascita di Sirio era un segreto. 
L’immagine di Callisto che veniva giustiziata, lo portò ad emettere un sibilo di rabbia repressa.
La
porta della soffitta si aprì di scatto, portandolo a sollevare una mano nella quale brillava una sfera di luce nera. Questa svanì in uno sbuffo quando Callisto gli corse incontro. 
Vogliono interrogarmi. E una volta che lo faranno, sapranno ogni cosa. Mi hanno dato un giorno di tempo per prepararmi e per riunire il Consiglio. E’ stato quella specie di punkettaro blu a disporre le condizioni, Leon non ne sembrava contento. Li ho visti discutere mentre uscivano di qui.
Damar si avvicinò alla finestra e fissò il sentiero che conduceva verso la porta della casa. 
Il giovane dai lunghi capelli blu camminava in modo sciolto, elegante, mentre quello al suo fianco parlava velocemente.
Non mi stai ascoltando.
Damar si volse a guardarla e l’afferrò tra le braccia. Questa volta lei non gli sfuggì, non potè farlo. Le labbra del demone s’incollarono alle sue, affamate e prive di dolcezza.
«Non ti faranno alcun male. Non glielo permetterò.» 

Serie: Cheramyes
  • Episodio 1: L’ultimo spettacolo
  • Episodio 2: Do ut des
  • Episodio 3: Equilibri infranti. 
  • Episodio 4: Due facce, di una stessa medaglia.
  • Episodio 5: Segreti e magie.
  • Episodio 6: Fenomeno da baraccone.
  • Episodio 7: Di sangue e rabbia.
  • Episodio 8: Il Consiglio e il Saggio (parte prima) 
  • Episodio 9: Il Consiglio e il Saggio (parte seconda).
  • Episodio 10: Infera vendetta e Incantevole inganno. 
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

    Commenti

      1. Vanessa Post author

        Piace anche a me Jasone 😎 è un figo. Attendo la tua opinione sui restanti, incasinatissimi capitoli! Ciao 🌺

    1. Daniele Parolisi

      La storia mi ha preso tantissimo e la chiusura è perfetta. Complimenti per come stai dando forma, colori e perfino odori hai tuoi personaggi a ogni racconto. Non cadi mai sul banale e la storia ha sempre sbalzi da cardiopalma. Ancora complimenti!

      1. Vanessa Post author

        Daniele, mi fa tanto piacere che la storia ti stia prendendo tanto 😍 grazie mille!!

      1. Vanessa Post author

        Grazie Alessandro, davvero 😍 sei sempre gentilissimo!

    2. Giuseppe Gallato

      Ciao Vanessa e stracomplimenti per questo episodio, forse il più bello della serie: condotto egregiamente, dialoghi diretti ed efficaci e un passato degno della storia ordita! Fantastico! I personaggi poi sono tutti ben caratterizzati e prendono sempre più forma!
      Ps. Posso farti una domanda? Qual è il tuo personaggio preferito? 🙂

      1. Vanessa Post author

        Ciao Giuseppe, anche a me è piaciuto scrivere di questo episodio ma c’è n’è uno in particolare che non vedo l’ora di affrontare 😍 *si sfrega le mani*
        Che bella domanda mi hai posto… Ti dirò, è una scelta difficile ma credo… Callisto. È sotto molti aspetti disincantata, oscura, forte e allo stesso tempo, fragile. Però… Mi piace molto anche Jasone. È molto nelle mie corde e scrivere di lui mi ha molto intrigato.

        Ma ora voglio sapere o.o il tuo di preferito, chi è??

        Grazie per ogni bella parola 🖤

    3. Antonino Trovato

      Ciao Vanessa, sto amando sempre più il destino oscuro legato ai due gemelli! Hai aggiunto un dettaglio non da poco, legato al passato di Callie e Sirio, un passato drammatico ma affascinante al tempo stesso, che si incastra a meraviglia con un futuro pronto a ribaltarsi. Passi in maniera disinvolta da descrizioni crude ad una mirabile, ed oscura, sensualità senza discriminazioni, mentre le tue descrizioni dettagliate dei personaggi, e delle loro azioni, hanno una minuzia incredibile, impossibile non vederli dinanzi a sé. Odiarti? E perché? Stai rendendo tutto molto interessante, anzi, la tua storia, e il tuo modo di scrivere li adoro ad ogni episodio😍!

      1. Vanessa Post author

        Ciao Antonino, il tuo entusiasmo è sempre una grande sferzata d’energia, è bello sapere che vedi oltre le parole, che riesci ad immergerti a fondo nella storia. Tendenzialmente i miei scritti hanno sempre parti sensuali/erotiche/sanguinarie, devo dire che qui per ora non ho ancora dato il meglio di me su quel fronte o.o ahahahah
        Temo mi odierete perché è anche parte del mio stile, percorrere una strada e poi sterzare improvvisamente, ribaltando tutto. Ma non è colpa mia, sono i personaggi che fanno di queste virate improvvise :3 grazie per esser passato di qui e per le belle parole 🖤

    4. Micol Fusca

      Ciao Vanessa, ti diverti a mettere tutto sottosopra a ogni piè sospinto! 😀 Effettivamente mi ero dimenticata della spada di Damocle che pendeva sulla testa di Callie, Damar mi aveva completamente presa nella sua rete.

      1. Vanessa Post author

        Ciao Micol! Sì, è una dote naturale quella di rompere le biglie ahahahahahah
        È probabile che alla fine della prima Serie, verrò odiata o.o però è cosa normale per chi legge i miei scritti 🖤