Diluvio

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Alle volte riuscire a gestire un flusso enorme di energia, richiede una resistenza ed una pazienza davvero prodigiosa. Soprattutto se quel flusso è continuo ed ininterrotto.

La coda della gatta sembrava nuovamente una frusta in azione.
Guardava quella massa umidiccia d’argilla rossa posata su un telone di plastica trasparente, mentre il robot cercava di darle una forma approssimativamente umana.

– Guarda che è un grossissimo errore quello che stai facendo! – La gatta certosino con quel suo collare rosso fuoco non tentava neanche di nascondere la sua preoccupazione, la paura e l’ansia di dover affrontare un pericolo ancora più grande di una semplice strega ambiziosa e avida di potere.

– Non credo tu abbia la più vaga idea di cosa significhi farsi attraversare continuamente dalla magia in un corpo che non vede l’ora di ribellarsi e soggiogare chiunque provi a controllarlo… –

Davide non ascoltava le parole della sua saggia gatta. Di tanto in tanto si allontanava dalla sua opera come a cercare di valutarne la qualità artistica.

– Il Libro dice che l’argilla rossa è il materiale migliore per poter imitare l’aspetto di una persona, che è anche l’elemento più efficace da usare per canalizzare la magia e che, per controllarne il flusso… beh, qui dice di lasciare che fluisca! Il che non mi è molto d’aiuto. – Il robot aveva le giunture sporche di pasta d’argilla.

La scultura invece aveva una forma umana molto semplice: una semisfera al posto della testa, un collo leggermente troppo sottile, un busto rettangolare formato da diversi panetti di quel fango rosso accostati tra loro, un bacino squadrato e… mancavano ancora all’appello una gamba sinistra e metà braccio destro.

Blue Defender scolpì per ultime le dita creando dei piccoli cilindri tutti uguali.

– L’anima dovrebbe essere inserita in un posto sicuro… Io pensavo alla testa o al petto. Tu che dici Lilly? – Davide ricercava un posto difficilmente raggiungibile da una malintenzionata esperta dei golem fangosi.

– Io dico che non appena attiverai la scultura, questa impazzirà e distruggerà il palazzo e forse andrà avanti fino a radere al suolo l’intera città. Davide, non farlo. Te ne prego! – Ma il robot completò la sua scultura inserendo il pollice nel quadrato che formava quella mano rosso mattone.

Sul petto di quella opera d’arte, con lo stile di un vicino di casa di Henry Moore, il robottino iniziò ad incidere un cerchio che avrebbe dato vita al suo nuovo corpo. L’incantesimo richiamava uno spirito obbligandolo all’obbedienza cieca, ma univa anche un comando che legava lo schiavo d’argilla ad un’anima mortale.

– Se dovessi perdere il controllo… Lilly, usa questo. – Davide diede un fogliettino adesivo giallo evidenziatore, con sopra uno di quei cerchi magici.

Lilith riconobbe uno dei segni: “Distruzione”.

– Non so se… – La gatta osservava quell’incantesimo con timore.

– …Io non credo di riuscire a fare in tempo a legare nuovamente la tua anima a qualcosa. – La sua coda si era fermata e adesso guardava il robot infangato con un velo di tristezza impregnato di paura.

– Non ti preoccupare. Sulla scrivania vi ho lasciato una montagna di incantesimi per il cibo e per tutto quello che vi può servire, in caso non dovessi farcela. – Il robottino chiuse gli occhi come se stesse sorridendo.

– Idiota! Non è il cibo che mi preoccupa! Vedi piuttosto di non ucciderci tutti. Non voglio morire schiacciata da uno stupido servitore di fango! –

– Pensaci tu Lilly, metti la mia anima in un posto sicuro. – Il robot si allontanò da quella statua appena abbozzata. Aprì lo sportello dietro la schiena estraendone un sacchetto di velluto bordeaux, non appena quel piccolo portagioie venne estratto dall’alloggiamento, il robot si spense senza più muoversi. La gatta lottò qualche secondo contro se stessa: era tentata di lasciare le cose come stavano ed inventarsi una scusa qualunque che giustificasse il fallimento dell’esperimento.

– Ragazzi, voi allontanatevi! – Disse la gatta ad alta voce rivolta agli altri felini.

– Noi siamo già tutti in bagno dentro la vasca! – Rispose la voce di Massimo Decimo Meridio da in fondo al corridoio.

– Tutti coraggiosi! – Esclamò Lilith ridendo.

Poggiò il sacchetto di velluto sulla fronte del nuovo golem d’argilla e con l’unghia incise un piccolo cerchietto con tre righe al suo interno. Il portagioie affondò morbidamente nella mezza sfera di fango compatto, sparendo al suo interno senza lasciare nessuna traccia.

Toccò con la zampa il simbolo magico inciso sul petto. Gli occhi della gatta si accesero attivando l’incantesimo… Silenzio. Niente sembrò accadere, solo una strana quiete. La gatta scese dalla statua, i suoi pensieri vagavano tra il troppo poco potere che aveva utilizzato per timore, ad un banale errore nella trascrizione dei simboli magici.
Poi la stanza sembrò perdere luce, come se il cielo si fosse improvvisamente annuvolato, minacciando un forte temporale.
Il pelo della gatta si sollevò inondato da un diluvio di adrenalina, sul corpo di quell’opera poco artistica delle linee arancioni cominciarono a formarsi partendo dalle parole magiche segnate sul petto, linee incandescenti che creavano un complicato disegno fatto di sottili spirali, ramificazioni che somigliavano ad un sistema nervoso o a quello cardiocircolatorio, dove scorreva un fuoco liquido al posto del sangue. La scultura si mosse, come attraversata da una scossa di un defibrillatore, uno spasmo seguito da un altro più forte. La gatta teneva il foglietto tra i denti, pronta ad applicarlo sull’essere di fango rosso in caso di pericolo.

Le convulsioni continuarono sempre più frequenti e violente, le venature incandescenti ricoprivano adesso interamente quel gigantesco plumcake, sprigionando nuvole di vapore e irradiando calore. Lilith osservava attentamente respirando boccate di adrenalina e paura. L’aspetto era proprio quello del dolce tedesco.
Un suono gutturale, una specie di ringhio soffocato si poteva avvertire da qualche parte all’interno della massa di terra oramai cotta. Il plumcake si  spaccò proprio dove era stato inciso l’incantesimo, il rumore di cocci di porcellana che cadevano su un telo di plastica bruciacchiato, non distolsero l’attenzione preoccupata della gatta.
Con un urlo liberatorio una figura umana spaccò la restante crosta di terracotta sollevandosi come tirata da una corda invisibile. Era un corpo scolpito decisamente meglio, sullo stile di un eroe greco e somigliava lontanamente ad un commesso sfigato in un enorme negozio di elettronica.

– Ca-zzo! – disse quella statua di terracotta rosso mattone, guardandosi le mani. La sua voce era roca, come se dovesse ancora accordare le corde vocali al passaggio dell’aria per farle vibrare nel modo corretto.
– Sei ancora tu? O devo appiccicarti il foglietto e farti esplodere? – Lilith restava ancora a distanza, ma era affiorata una piccola bolla di speranza in quel lago oscuro fatto di paura.
– Chiedimelo di nuovo fra qualche minuto… È terrificante il flusso di energia che sta attraversando il mio corpo. Mi sembra di essere immerso fino al collo dentro un fiume in piena! Percepisco anche la voce del golem che urla il suo desiderio di libertà! – Una delle mani, la sinistra, cominciò a gonfiarsi così come l’avambraccio, presto divennero due volte più possenti rispetto alla controparte. Unghie affilate crebbero minacciose e una sorta di squame puntute e coriacee come la roccia cominciarono a ricoprire quel braccio.
– Lascia che fluisca! – Fece la gatta con voce tranquilla. – Fai entrare l’energia da una parte e falla uscire dall’altra! Immagina di farla passare da un piede e farla uscire dall’altro… – Davide cercò di visualizzare questa specie di corrente elettrica e provò a indirizzarla, facendola scorrere in modo che non ristagnasse da nessuna parte: da un lato entrava, faceva un giro e poi scorreva via. Era come una vibrazione feroce, ma la mano ritornò normale e l’urlo dello schiavo si placò fino a diventare un semplice lamento sussurrato. 
– Ho paura che mi servirà del tempo per abituarmi a questa specie di fremito continuo… – Stava guardandosi le mani con una certa soddisfazione.
– Come ti sembro? Riuscirò ad ingannare i colleghi? – Domandò Davide voltandosi verso la sua Lilly.
– Sei ancora rosso e somigli ad uno di quei salvadanai strambi. E poi sei nudo! – Disse Lilith distogliendo lo sguardo.
– Aspetta, aspetta! Avevo letto cosa dovevo fare! – Davide fece scorrere un filo di magia in più, i suoi occhi si accesero per un breve istante con la stessa luce dorata della gatta. La terracotta iniziò a colorarsi di una tonalità di beige rosato, i capelli, la barba e la peluria divennero di un castano scuro simile al colore originario di Davide, ma i riflessi tendevano al rossiccio. La gatta certosino sembrava avere gli occhi lucidi.
– Adesso sì che sei come un vero umano! – Kira stava sbirciando timorosa da uno spiraglio della porta del salotto. – E anche di bell’aspetto! –
– Forse sei un po’ troppo tonico rispetto a come eri prima! – Mizu con la sua voce da Timmy Turner fece qualche passo in avanti.
– Siamo ancora in pericolo o possiamo rilassarci? – Snupy entrò titubante nella stanza.
– Devo ancora abituarmi a questa specie di scossa elettrica continua, ma credo di aver capito come evitare ripercussioni… Chi di voi ha fame? -Domandò il nuovo Davide umano.
– Prima però vestiti! Ti scongiuro! – Lilly guardava altrove imbarazzata.
– Io lo terrei così! – Rise Kira strusciandosi su una gamba del commesso nuovo di zecca.

Serie: Wiccats.


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Discussioni

  1. Per un attimo ho temuto che avrei letto Lilly esclamare “te l’avevo detto che non avresti dovuto”. 😹
    Finalmente Davide ha di nuovo il suo corpo (e che corpo!), fatto che per me era rimasto un’incognita sin dai primi episodi. Ma ora devo assolutamente andare avanti per scoprire come gestirà tutta questa energia!
    Un’ultima considerazione: spesso a noi gattari viene ripetuto “i gatti si affezionano alla casa, non al padrone”, io credo che questo episodio dimostra l’esatto contrario. Dimostra quanto i nostri compagni felini si preoccupino per noi e ci vogliano bene. ❤️

    1. Potendoselo scolpire a suo piacimento, ho immaginato che Davide cedesse alla vanità… Io mi farei decisamente più alto e con un fisico da tuffatore o da ginnasta da corpo libero, poi ovviamente c’è da mettere in conto il fatto che una statuetta di fango non senta granché a livello di gusto, fame, sonno e bisogni fisiologici… ma dalla sua, ha il fatto di essere immune a tutto quello che debilita un normale corpo umano in carne e ossa. Direi che vantaggi e svantaggi si compensano!

  2. Quando mio figlio era piccolo, diceva estasiato di fronte al film d’animazione di turno: ‘Papà, mamma, si è INVOLUATO!’ E lo diceva con gli occhi che brillavano. Ecco, il tuo commesso si è ‘involuato’ e perlopiù ha dimenticato i vestiti. Roba da tapparsi gli occhi. Bello, Emiliano, continui a tenermi compagnia e i tuoi racconti mi rilassano e mi fanno trattenere il fiato fino alla fine, come se fossimo ancora bambini.

    1. Ah! Davide e le sue evoluazioni! Chissà cosa potrà diventare in futuro…
      Cristiana! Grazie infinite per il tuo commento sempre bello carico di zuccheri, gentilezza e di energia emotiva (ovviamente per me! Ogni volta che ti leggo, potrei fare di corsa il giro della città e rimettermi subito all’opera, con il fiatone ed una flebo, ma vuoi mettere?) Dai che adesso sto disegnando l’illustrazione per il prossimo episodio!

  3. … E con questo ho recuperato gli episodi che mi ero perso. Bella storia, sempre più accattivante. Mi hai fatto pensare a Goku quando diventa super Saiyan per la prima volta 😀 Vedo guai all’orizzonte.

    1. Ciao Francesco! Che bello che è tornare a leggere i tuoi commenti! Se mi scrivi così, mi rendi felicissimo!! Una volta che in una frase inserisci un cult come il compianto maestro Toriyama… Beh, posso solo sentirmi onorato per un simile paragone! Grazie infinite!

  4. E io che già mi immaginavo cocci per l’aria, mura infrante e vetri distrutti!
    Scherzo. 😄
    Bello come sta proseguendo la storia, però adesso voglio vedere come se la caverà quando ritornerà al negozio! 😁👌

    1. Guarda Giuseppe, sto finendo proprio adesso di scrivere l’episodio successivo, domani poi farò l’illustrazione e probabilmente lo pubblicherò o la sera stessa o il giorno dopo se qualcosa ancora non mi soddisfa! Sono davvero contento che la storia attiri l’interesse di chi la legge! Lo sai, ho sempre il terrore di perdermi in inutili descrizioni e far diventare noioso il racconto! Grazie mille per essere passato!

    1. Tu e la gatta siete due maniache! Ma effettivamente non sono io a poter esprimere opinioni o giudizi… 😀 Dato che adesso al povero Davide toccherà subire la sfilata di un sacco di streghette tutte giovanissime in apparenza, ma con una età media intorno ai duecentottanta anni…

      1. La bellezza va sempre ammirata e quando é consentito, anche sfiorata. Io, sin da piccola quando fioriva una rosa in giardino, sentivo il bisogno di sfiorare i petali con delicatezza. Ora non piú: ho paura delle spine.

  5. Una bella favola moderna, dove al posto della fata Turchina c’é la gatta certosina. Una storia che mi porta in una dimensione molto felina con un bel fusto di pino, come direbbe Littizzetto, appena risuscitato, per magia, in tutta la sua avvenenza e simpatia. Wow! Mi piace.

    1. Povero! Davide è sempre morto, ha solo un corpo più “umaneggiante”. In modo da poter ingannare i colleghi e non perdere il suo lavoro! Che poi con la magia che adesso sta iniziando a padroneggiare, non è che gli servirebbe più di tanto uno stipendio, ma cosa vuoi… Lo mantiene ancora in contatto con una realtà familiare e confortevole.
      Grazie Emme, per esserti fermata dalle parti del centro commerciale “Giotto” a dare un’occhiata a quello che combina Daviduccio… ♥

  6. Uhm… Dov’è che si trova questo libro magico?
    Bel colpo, molto ben descritto. Mi continua a ricordare, a tratti, D’nD. Ma con tutta la originalità ed il tratto ironico delle tue storie. Sempre un piacere da leggere!

    1. ♥ Giancarlo è sempre un piacere leggere i tuoi commenti! Lo sai, ogni volta mi lascio coinvolgere dai miei personaggi e un banale racconto di morte del protagonista per infarto, mi si è trasformato in una specie di saga alla conquista del titolo di dominatore della stregoneria sumera! 😀