
Diventerai una stella
Il suo era odore di mare e vento. Mi chiesi se fosse per il lavoro che faceva o se era insito in lui, come le impronte digitali. Forse non lavorava neanche sul mare, non avevo capito bene quale fosse il suo ruolo e non provai neanche a chiederglielo, non mi avrebbe risposto. Eppure non sembrava così riservato durante i nostri amplessi. Al contrario, la sua energia mi lasciava spossata, chissà se metteva lo stesso entusiasmo quando era a letto con sua moglie. Sicuramente non la guardava più con quegli occhi semi-chiusi dal piacere, cercando le sue labbra con tanta bramosia.
Almeno questa volta aveva avuto la decenza di abbassare la sua foto sul comodino, ma il bicchiere d’acqua con l’impronta del suo rossetto era sempre al solito posto, e una patina traslucida di polvere si era formata sulla superficie; inoltre sembrava un pò più pieno, come se fosse stato svuotato e riempito nuovamente.
Sentivo il rumore rassicurante dell’acqua che scivolava nella vasca, dove il mio amante si apprestava a lavarsi via l’eco rimasto del nostro amore. Prendeva questi incontri con tutta la calma del mondo, e io provavo a fare lo stesso. Del resto lui non si preoccupava di portarmi a casa sua e io lo assecondavo sempre.
Scivolai fuori dalle lenzuola, il pavimento era freddo sotto i piedi nudi, ma la curiosità era troppa e quello era l’unico momento possibile. Diedi una sbirciata alla foto ribaltata: bella donna, bionda proprio come me, occhi grandi e color nocciola, che per certi versi ricordavano davvero i miei. Mentre l’abbassavo mi sembrò di leggere una nota di tristezza in quel sorriso statico. Ripescando la camicia dal groviglio di vestiti sparsi in terra, raggiunsi l’armadio. Gli abiti erano disposti in un ordine rigoroso e scandagliavano tutte le sfumature del grigio e del beige. “Una donna monocroma, la poveretta”. Sul fondo dell’armadio, una serie di scarpe erano appaiate sotto il completo da abbinarvi, in perfetto stile classico. Ne tirai fuori un paio, ma invece di provarle rimasi a fissare l’impronta che avevano lasciato. La polvere ne delineava il contorno, in uno stampo più chiaro sul fondo di legno bianco laccato. Nessuno le indossava da molto tempo e alcune erano addirittura nuove. Richiusi l’armadio decisa a non farmi distrarre dalle manie altrui.
Fuori alla finestra una foschia sfilacciata galleggiava sui prati coperti di brina, e provai freddo. Quelle campagne pallide avevano un che di sinistro. Tutto sembrava talmente molle e sbiadito sotto il sole invernale, che con il freddo arrivò la tristezza. Non c’era una sola casa d’intorno, solo boschi di scure conifere. Decisi che erano proprio loro a mettermi a disagio, le conifere non mi sono mai piaciute, potevo anche riuscire a capire la loro bellezza, ma questo non le rendeva meno sinistre.
Era ora di passare al comodino, “nei comodini si trovano sempre segreti interessanti”, pensai con un brivido di eccitazione. Prima di aprire il cassetto tesi l’orecchio in direzione del bagno, l’acqua scorreva e il resto era silenzio.
Ma quello che trovai non aveva niente di sensazionale: creme per il viso, un paio di occhiali da vista con la forma allungata da segretaria sexy e un romanzo rosa, dozzinale. Questa donna era monocroma anche nella scelta delle sue letture. Lo sfogliai distrattamente e ne scivolò fuori il piccolo ritaglio di un articolo di giornale che planò fin sul pavimento. Mentre mi chinavo per raccoglierlo, il titolo mi fece trasalire. Lo portai alla luce della finestra, mi sentivo le gambe molli e lo stomaco attorcigliato in un garbuglio freddo. Presi un respiro, “datti una calmata, per Dio!” mi rimproverai. Presi a leggere dal principio e mentre i miei occhi rimbalzavano da un rigo all’altro un’ondata di consapevolezza mi travolse e mi trovai a boccheggiare. Rilessi lo stralcio al centro del trafiletto:
‘La donna è stata trovata morta nella vasca da bagno, in una circostanza molto simile era stata rinvenuta la precedente consorte del Sig. Marea all’epoca scagionato per assenza di prove contro di lui. La contusione alla testa della donna aveva portato i medici e la polizia a sospettare di un aggressione e l’uomo era annoverato tra i principali sospetti. Oggi il distrutto Sig. Marea è stato nuovamente scagionato…’
Poi le parole si erano definitivamente confuse. Un conato di vomito mi fece bruciare la gola mentre guardavo quel bicchiere pieno d’acqua con l’impronta rossa di labbra carnose. Eppure quell’articolo l’avevo già letto, la conoscevo bene quella storia, ma il fatto di essere lì, in quella casa maledetta con lui era davvero tutt’altra cosa.
Ero così intontita da non rendermi conto che il flusso dell’acqua corrente si era tragicamente interrotto e la porta aperta proiettava un fascio di luce geometrico, dove si stagliava il mio amante in tutta la sua feroce bellezza.
–Oh, l’hai trovato. Non devi avere paura, sono diventate stelle sai, splendenti e pure… vieni…– mi sorrise in maniera tenera mentre mi tendeva la mano. I suo passi verso di me furono accompagnati da quell’odore di mare e vento e io mi trovai a tremare come una foglia.
-Sei stato tu?- era quella la domanda giusta da fare, solo quella.
Lui sorrise affabilmente mostrando i denti bianchi e perfetti.
Scoccai uno sguardo alla finestra, solo nebbia e scure conifere. Avevo le mani così serrate da conficcarmi le unghie nel palmo – lascia almeno che mi vesta- dissi facendo appello a tutto il mio autocontrollo.
– Ma per lavarsi bisogna essere nudi. Vieni, finalmente sarai pulita, come loro…– sorrise ancora e io feci un passo in dietro mentre un rivolo di sudore freddo come le dita della morte, mi scendeva giù per la colonna vertebrale.
Stava dicendo qualcosa quanto un tonfo fece spalancare la porta che andò a schiantarsi contro il muro. Invece di guardare i poliziotti armati che facevano irruzione nella stanza, fissai i suoi occhi e vidi paura e frustrazione e incredulità. Beh, io non sapevo di preciso che lavoro facesse, ma lui del mio non aveva capito proprio niente.
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I miei più vivaci complimenti ad un racconto degno di un classico noir, genere e stile che mi appassiona di più. Tra le righe ho letto molta passione nel trasmettere anche irrequietezza, suspance e soprattutto paura. Rinnovo i complimenti
Bello! iniziare un commento con un aggettivo tanto banale forse non è il massimo, eppure trovo sia il modo migliore per definire il tuo racconto. Ho apprezzato ogni singola sfumatura, ogni visione che sei riuscita a mostrare alla mia mente. Ho vissuto la tua storia, mi ha veramente colpito. Edizioni Open può contare su una nuova Autrice. Complimenti, con tutta la mia sincerità e tutto il mio rispetto.
Ciao Dario! Il tuo commento davvero mi rende felice. L’immedesimazione del lettore credo sia l’obbiettivo primario di chi scrive, molto difficile da raggiungere. Quindi grazie e a presto!
“Sentivo il rumore rassicurante dell’acqua che scivolava nella vasca, dove il mio amante si apprestava a lavarsi via l’eco rimasto del nostro amore”
Immagine fortissima, come il resto della storia…
Ciao Marco, grazie! Felice che l’effetto d’impatto sia riuscito. Alla prossima!
Mi è piaciuto tanto, un storia condensata in poche battute ma con elementi simili a quelli di un romanzo. Da lettore sono stato totalmente depistato. Dalle prime suggestioni erotiche mi sono spostato su un piano sentimentale, per poi sentire una tensione crescente, culminata con un finale a effetto. Davvero bello.
Ciao Tiziano! Sono davvero felice che l’effetto sia riuscito a dovere. Ti ringrazio anche per le segnalazioni, correggerò. A prestissimo
” era quella la domanda giusta da fare, solo quella.”
Vero
“Sentivo il rumore rassicurante dell’acqua che scivolava nella vasca, dove il mio amante si apprestava a lavarsi via l’eco rimasto del nostro amore”
Questo passaggio mi è piaciuto
Ciao Virginia, mi associo a quanto detto dagli altri: una storia ben costruita, forte di un finale a effetto… un’effetto a sorpresa davvero spiazzante. Brava! Alla prossima! 🙂
Grazie Giuseppe! Anche io come te, sono un’amante del Fantasy ma mettersi alla prova di tanto in tanto fa solo bene. A prestissimo ?
Bello! Ben scritto. All’inizio non mi aspettavo uno svolgimento del genere. Una storia di corna, ho pensato. Invece c’è stata una virata verso il thriller, con un finale geniale! Complimenti Virginia! ?
Ciao Cristina, grazie! Infatti doveva un po’ confondere il lettore con una presupposta storia di corna?
Ciao Virginia,
bello! L’effetto sorpresa ti è riuscito molto bene: si fanno congetture sin dall’inizio del racconto e alla fine tu spiazzi tutti con un colpo di scena. E’ proprio il tipo di finale che piace a me, inaspettato 🙂
Ciao Erica, grazie! Anche io adoro i finali che lasciano il segno?
Bello! Bello Bello!
Spiazzante!
Inizio lento quasi da romanzetto rosa, lui tradisce la moglie, tutto previsto e prevedibile, al massimo ti aspetti che entri lei dalla porta.
Invece tutto cambia: un serial killer!
Poi il finale: colpo di scena! Ancora più spiazzante!
Mi hai proprio sorpreso!
Bene! Sono felice che la sorpresa sia riuscita a dovere. La lettura doveva procedere proprio come l’hai descritta ?
Ciao Virginia, piaciuto tantissimo!!! Il colpo di scena finale è davvero geniale. Grazie per averci regalato questa moderna storia di Barbablù 😀
Ma sai che avevo pensato di chiamarlo Barbablù? Poi però sarebbe stato tutto chiaro fin dal titolo. Felice che ti piaccia, grazie!
Come inizio non c’è male, brava Virginia! Un bel librick, belle descrizioni e bello anche il finale, alla prossima.
Grazie caro, a prestissimo con nuove storie e grandi sogni.