Dokeria

C’erano colonne e fiocchi di polvere nell’aria, non piccoli ma giganteschi. Solo che non era una tempesta di sabbia, di questo Mogamed ne era certo. Era un bombardamento degli occidentali.

Mogamed e i compagni erano nelle trincee e dalle feritoie assistevano al martellamento dell’artiglieria occidentale.

«Compagni, amici, rendete grazie ad Allah e poi immoliamoci tutti in questo jihad, in questo piccolo sforzo». Era il comandante, un mastino delle montagne e del deserto.

«Urrà, urrà!». Tutti i compagni presero i tappetini e si prostrarono verso la Mecca.

Mogamed non era mai stato in quella città santa, né in Arabia Saudita. Non era mai uscito dalla Dokeria, ma di lì a poco sarebbe stato uno shahid.

Dopo che tutti ebbero pregato raccolsero dalle rastrelliere gli AK74M e innestarono le baionette. In fila, si avviarono verso l’uscita.

Comparve un giornalista americano. Faceva foto. Usò il russo per comunicare. «Vi volete sacrificare per la vostra causa?».

«Sì, sì» inveirono tutti.

Mogamed fu più tranquillo. «Noi vogliamo combattere i dokeriani nestoriani perché la Dokeria dev’essere una sola e islamica».

«Urrà, urrà!». Erano tutti così infervorati.

Mogamed si avviò verso l’esterno e si dispose a rastrello con tutti gli altri compagni.

Il giornalista americano continuava a fare foto.

Dokeria Orientale contro Dokeria Occidentale, islamici sciiti contro cristiani nestoriani. Ma sarebbe stato l’Islam a vincere.

Adesso il bombardamento era cessato e il comandante si mise a fischiare. Il fischietto era più il sibilo di un serpente delle dune. «Avanti, compagni! Per la Dokeria Unita, per l’Islam!».

Lo schieramento si mise a correre fra le nubi di polvere in fase di discesa.

Mogamed corse e vide delle saette come dei raggi laser di un film di fantascienza americano. I compagni gemettero e caddero, ma Mogamed continuò a correre e a sparare.

Mogamed raggiunse la trincee degli occidentali e li vide. Non erano diversi da lui, se non nelle uniformi. Ma erano occidentali, nestoriani, nemici. Mogamed sparò e quelli reagirono.

Mogamed non vide più il deserto di Dokeria, ma vide un paradiso con uri e fontane di miele.

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Discussioni

  1. “Mogamed non vide più il deserto di Dokeria, ma vide un paradiso con uri e fontane di miele.”
    Vorrei pensarlo, ma il Paradiso non è così facile da raggiungere, soprattutto per chi segue ciecamente un credo senza farsi molte domande sul nemico, uomo di carne ed ossa come lui.

    1. Ho voluto rappresentare cosa pensano certi fanatici, che poi ci sono in qualsiasi religione… Grazie per avermi letto! 🙂