Domenica mattina

Serie: Due sorelle


«E quindi?» chiese Nicola raccogliendo la palla.

Simone guardò il suo migliore amico e allargò le braccia, come a dire “Non è evidente?”.

«E quindi niente, le mie sorelle hanno rovinato tutto, come al solito» rispose nervosamente.

Nicola gli lanciò la palla. Simone la prese al volo e fece dei palleggi.

«Jordan ha la palla, è circondato da avversari» si fece la telecronaca.

«Arriva LeBron!» si intromise Nicola.

«Finta di Jordan…tiro…e…» la palla volò in aria, rimbalzò sul tabellone del canestro e girò sull’anello, in bilico. Una folata di vento si alzò dal mare e investì il campetto da basket oltre la spiaggia. La palla, ancora in bilico sul canestro, ruppe il suo equilibrio e scivolò fuori, rimbalzando placida e tranquilla verso Simone.

Nicola esplose in una risata fragorosa, tanto da doversi sedere sul cemento del campo mentre Simone, immobile, guardava ancora il canestro.

“Mai una gioia…” pensò raccogliendo la palla.

«E con questo LeBron vince! Signore e signori ecco a voi il nuovo campione!» urlò euforico Nicola mettendo le mani sulla bocca per simulare un megafono.

Simone sopportò quella piccola parata del vincitore.

«Sì sì…hai avuto culo.»

I due ragazzini, completamente sudati, si tolsero le scarpe ed entrarono scalzi in spiaggia. L’estate si avvicinava ma l’aria primaverile era ancora fresca. Quel giorno il maestrale tirava forte dal mare portando il freddo del nord e umido. I due amici si avvicinarono alla battigia. Le onde erano alte e la corrente forte, tanto che solo pochi impavidi surfisti osarono entrare in acqua.

«Ma adesso cosa farai?» chiese Nicola sovrastando il rombo delle onde.

Simone alzò le spalle: «Niente…faccio questo benedetto duetto con lei e ciccia».

I ragazzini continuarono a passeggiare lungo il bagnasciuga. Gli schizzi delle onde più violente portati dal vento si impregnavano sui loro capelli ancora sudati.

Risalirono un molo e, appoggiati alla balaustra, guardarono la spiaggia battuta dalle onde, coperta dalla coltre umida che la rendeva misteriosa e magica, avvolgente come il vapore nelle stazioni dei treni che si vedono nei film.

Simone si perse in quell’immagine e d’un tratto si ritrovò dentro uno di quei film in bianco e nero. Lui e Angela erano ai piedi della scaletta dell’ingresso al treno.

La ragazza piangeva disperata, mentre lui la consolava accarezzandole i capelli e la schiena.

«Perché?» urlava sconvolta la ragazza tra i singhiozzi. «Perché mi lasci qui? Portami con te!».

Simone scosse la testa.

«Non posso, amore mio, devo partire…non ho scelta.»

I due si guardarono negli occhi, lei si asciugò le lacrime e avvicinò le sue labbra a quelle di lui…

«Simo!» urlò Nicola dandogli uno strattone.

«Yo sì eccomi…che c’è» disse Simone risvegliandosi.

«Guarda quei pazzi!» e indicò un branco di ragazzi poco più grandi di loro che avevano scavalcato la balaustra e si tenevano alla ringhiera. Le onde lambivano i loro piedi, ma alcune più alte raggiungevano le caviglie.

«Adesso cadono…vedrai» disse Nicola con un sogghigno.

Alcune ragazze, amiche di quei pazzi, tirarono fuori i cellulari e si misero a fare foto e video.

«Che figata!» disse Irene comparendo a fianco di Simone.

«Roba da veri rockettari» aggiunse Ludovico apparendo dall’altra parte.

Simone guardò i suoi fratelli immaginari e annuì con un sorriso di sfida.

«Che cavolo stai facendo?» chiese Nicola.

Simone si arrampicò sulla ringhiera. Era maledettamente scivolosa.

«Scendi!» gli ordinò l’amico.

Simone scavalcò con una gamba mentre si teneva forte con le mani.

«Simo non fare scherzi…oddio ti ucciderai…»

Il ragazzo allungò il collo. Il boato di un’onda lo investì assieme agli schizzi.

“Cazzo se è alto!” pensò spaventato. Iniziò ad avere caldo. Il sudore delle mani si mescolò alla salsedine e all’umido nell’aria.

Simone guardò dietro verso il molo. I ragazzi e le ragazze più grandi lo guardavano incoraggiandolo con grida e gesti di approvazione.

Ingoiò la saliva, si fece forza e scavalcò con l’altra gamba.

Tremava. Il fragore di un’onda sotto di lui. Gocce di sudore scendevano dalla tempia confondendosi con gli schizzi. Fu un attimo, scivolò con la mano sinistra, si sbilanciò. Il piede sinistro trovò la balaustra. La suola traditrice della scarpa non gli concesse un sostegno. Sotto gli occhi terrorizzati di Nicola, Simone cadde tra le onde.

Serie: Due sorelle


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