Dramma in poesia. Atto quarto.

Serie: Dramma in poesia


Dramma in poesia.

Atto quarto:

“L’alba del nuovo anno”

Oggi.

La ragazza sentiva qualcosa perforarle il cuore. Era ranicchiata nel mezzo della cantina vuota. Sentiva il bisogno di scoprire che fine avessero fatto i suoi genitori e J.M.D. La storia dell’uomo le rammentava perennemente di Limone, il ragazzo strano nell’orfanotrofio.

Limone le portava “regali”. Quasi ogni notte udiva dei passi giungere all’entrata della sua camera da letto e trovava solitamente un pacchetto. Limone sgozzava degli scoiattoli e glieli portava come fossero doni. La ragazza smise presto di dormire, il comportamento di Limone non la faceva sentire al sicuro. Provò a parlarne con i signori Jerrics prendendoli da parte quando non erano in soffitta a fare solo Dio sa cosa. I due tuttavia la ignoravano, per loro gli orfani erano semplice merce. La ragazza decise di iniziare ad aiutare il cuoco durante i pasti in modo da evitare Limone.

Il cuoco si chiamava Fausto Mesti ma gli orfani lo chiamavano sughetto. Il soprannome era dovuto al pasto del mercoledì. Solitamente quel giorno della settimana il cuoco serviva un piatto speciale agli orfani con un sughetto che a detta sua fosse pieno di ingredienti segreti.

Anni prima.

Il funerale del povero Timmy fu organizzato dagli orfani, esattamente un anno dopo i Jerrics avrebbero acquistato l’orfanotrofio. In quei giorni Gustavo passava il tempo seduto dinanzi la finestra a fissare il vuoto. Thomas era preoccupato per il proprio prediletto e si rifiutò di prendere parte al funerale di Timmy. Agata era in prima fila con la bambina quando fu calata la bara e sentì le lacrime rigarle il viso.

Nei giorni dopo giunsero nuovi orfani. Uno di essi si chiamava Greg Tornon. Greg era il classico tizio alto con addominali simili a quelli di una statua di marmo bianco ed amante degli sport. Dopo una settimana dal suo arrivo si avvicinò ad Agata chiedendole come mai di quella perenne tristezza nei suoi occhi. La ragazza si sfogò raccontandogli di Timmy mentre passeggiavano nel prato tra l’orfanotrofio ed il bosco. La bambina era intenta a raccogliere margherite mentre i due parlavano. Solitamente qualche volta a settimana veniva l’insegnante pagato da Thomas, si chiamava Enrico Pali. Enrico dava spesso ai bambini più piccoli il compito di raccogliere fiori e disegnarli. La bambina odiava colorare dunque raccoglieva margherite.

Oggi.

La ragazza tentò di calarsi nella mente dell’uomo. Ripercorse gli ultimi avvistamenti cercando invana di capire dove si stesse nadcondendo ma niente. Dopo qualche giorno, entrando dentro la camera che aveva affittato, la trovò sottosopra e capì di essere sulla strada giusta.

Qualche anno prima.

Giunsero i preparativi per l’ultimo giorno dell’anno. L’unico momento in cui Thomas dava l’opportunità ai bambini di festeggiare. Ogni volta che la bambina andava a lezione da Enrico, Agata ne approfittava per uscire di nascosto con Greg e fare lunghe passeggiate. I raggi del sole punzecchiavano la pelle dei due colpendo le due anime all’unisono. Poi giunse l’ultimo giorno dell’anno e a mezzanotte i due si baciarono rivelando il proprio amore a tutti.

A Thomas non piaceva che Agata fosse felice, da quando aveva scoperto che i suoi sospetti su Timmy erano giusti. Quando Agata si coricò salutando l’amato, Thomas mise a letto Gustavo e poi agì.

Oggi.

Assieme alla polizia la ragazza scoprì che era stato J. M. D. a entrargli in camera. Decisero di tendergli un agguato. La ragazza ripercorse gli ultimi spostamenti dell’uomo fino alla cantina. Nessuno entrò o uscì da quella casa dopo lei, eppure la ragazza svanì.

Sentì le corde graffiarle i polsi fino a procurare una minuscola ferita che fece uscire una goccia di sangue rigandole la pelle. Era dentro il bagagliaio di una macchina, rapita come anni prima.

Un anno dopo l’arrivo di Limone nell’orfanotrofio, il ragazzo sembrava non essere migliorato. La sua ossessione per la ragazza peggiorava sempre di più e poi raggiunse il culmine. La svegliò una notte dicendole di correre in cucina poiché il cuoco si era sentito male. La ragazza corse nella stanza senza pensare che fosse troppo tardi per essere vero, d’altronde erano le 2 di notte. Era martedì. Sul tavolo il pentolone con gli ingredienti segreti di Sughetto. Quando si rese conto che non ci fosse nessuno rimase paralizzata e tremante si volse verso Limone. Il ragazzo aveva una mazza in mano e colpì il tavolo facendo cadere il pentolone. Il sugo si riversò per tutto il pavimento rivelando organi umani, l’ingrediente segreto di Sughetto. Limone colpì legò la ragazza e la portò via. Il giorno dopo disse ai signori Jerrics che fosse fuggita dopo aver scoperto l’ingrediente segreto.

Fine quarto atto.

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Discussioni

  1. Sono arrivato fino a questo episodio e comincio a scrivere qui le mie prime impressioni. L’ambientazione e i personaggi sono davvero ottimi, una trama di fondo basata sulla vita in orfanotrofio con digressioni temporali e digressioni sulle vicende dei personaggi, a mio modesto parere, funziona. Ho notato che la modalità di narrazione è molto condensata e questo purtroppo non aiuta a creare un climax crescente e non aiuta ad affezionarsi ai personaggi e a entrare fino in fondo nella loro vita. Inoltre nel primo episodio ci sono davvero troppi sbalzi tempoli e si rimane un po’ confusi. Questo fenomeno si riduce sensibilmente negli episodi successivi. Molto belli invece gli stralci poetici conme mezzo di comunicazione e di riconciliazione tra generazioni. Proseguo con la lettura.

    1. In effetti riguardo il primo atto forse sarebbe stato meglio iniziare con un unico “arco narrativo” ed aggiungere gli altri dopo, per non gettare immediatamente il lettore in un intreccio di archi narrativi
      Giusto per aiutarlo nella lettura e farlo anche affezionare ai personaggi dell’arco principale.
      Comunque mi fa piacere che ti sia piaciuta la parte in poesia 🙂