Duell-Anti

Il signor Voglio e il signor Desidero si sfidano a duello.

«Voglio ucciderti!» spara il primo dalla sua monocolpo.

«Desidero sopravviverti» dice il secondo scansando il proiettile.

«Ti faccio a pezzi!» Con questo grido Voglio si avventa con una lama che attraversa invano l’inconsistenza dell’avversario.

Un feroce corpo a corpo li avvinghia fino allo stremo delle forze: sangue e sudore li rendono indistinguibili.

La confusione è spaventosa: lei stessa scappa e si rifugia in una scatola a forma di testa, da cui escono filamenti spettinati: gli indistinti pensieri dell’uno o dell’altro. Nel corpo che poi si forma, la duplicità degli arti opposti serba il ricordo dei fondatori.

Un occhio si apre un attimo prima dell’altro. Senza potersi più incrociare sono costretti a lavorare in parallelo: meglio così, con tutte queste nuove cose da osservare. Sono entrambi molto curiosi.

La prima cosa che leggono è il Regolamento dei racconti. Se non hai 300 parole non ti pubblica nessuno.

Guardano dentro sé stessi e ci rimangono male: averne solo 167 è da minorati.

«Rubiamole» dice uno.

«Cerchiamole» suggerisce l’altro.

Ormai costretti ad agire insieme si rimboccano le maniche per raccogliere il poco che hanno.

Desidero fa un mucchietto con tutte le parole trovate: 201. «Primo!»

Voglio arriva con una carriola piena di sacchettini suddivisi in ordine alfabetico. «Io ne ho 218: ho vinto!»

Stanno per pigliarsi a pugni e farsi gli occhi neri, ma capiscono che in tal modo la meta non sarà mai più vista.

Il primo a cadere in depressione è Voglio che si sbuccia un ginocchio, ma si trattiene dal piangere.

Desidero invece è quello che ha orizzonti ampi e guarda lontano, ma non per questo è di buon umore.

Sconsolati si siedono intorno ad un tavolo per accordarsi almeno su una semplice domanda.  
«Ma quante ce ne mancano ancora di parole per finire questo racconto?»

Con grande entusiasmo gridano insieme «Ne basta una sola!»

FINE.

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Discussioni

  1. Ciao Daniele. Una bella idea, un metaracconto potremmo dire. Il mio problema è opposto, e spesso devo limare e limare per rientrare nelle 1000 parole 🙂
    In effetti la piattaforma conteggia in modo diverso le parole rispetto al programma di scrittura (io uso Pages).
    A presto e buon fine settimana.

  2. Quando si rimane a corto di idee, eh?
    Ma chi te l’ha fatto fare?
    Guarda il lato positivo: con l’A.I. non avresti fatto nessuna fatica, ma che gusto ci sarebbe stato?

    1. A dire il vero il duello fra i due l’avevo scritto mesi fa, con il gusto di esprimere un senso attraverso il surreale.
      Poi, durante l’esame per avere l’accesso a questa piattaforma, mi era stato chiesto di scrivere un racconto di alemno 300 parole per passare l’esame di editing e in mezz’ora ci ho aggiunto quel minimo di storia per trasformare il surreale in demenziale.
      Come da tutte le cose prive di significato se ne può cogliere un senso, o sfogliarne diversi altri come con le margherite.

  3. In realtà i conteggi sono imperfetti, sorry.
    Sul PC li avevo calcolati precisi, perchè Word alla fine mi dava 300 parole esatte. Invece qui il contatore della piattaforma forse non conteggia le congiunzioni o altro e mi ha costretto ad aggiungerne altre 17 parole: ho dovuto sbrodolarne un po’ qua e là. Vabbè, cambia poco.