E poi l’amicizia 

Serie: Stazione Termini


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Cinzia deve sostenere l’interrogazione di Educazione Civica, ma non è preparata, Francesco e Serena l’osservano per vedere come va…

«Buongiorno, mi piacerebbe parlare del cyberbullismo.»

«Bene, inizi pure.»

«Dunque bene, è un bullismo nascosto… che… si fa il bullo senza metterci la faccia… così… i bulli sono… sui social c’è un gran casino…»

E il professore la interruppe snocciolando per benino il tutto, guardando con riprovazione la sua pancia al vento, il trucco pesante e le trecce d’autore.

«Signorina, mi dica cos’è la Costituzione.»

«Bene, sono, sono, delle leggi… che…»

«È la nostra Legge Fondamentale, mi dica come sono suddivisi i poteri.»

«Non mi ricordo, non ce li hanno dati da studiare»

Il professore la guardò con occhi stanchi: «Qui non c’è da studiare c’è da conoscere.»

Cinzia si alzò e si vedeva che le veniva da piangere, lei non era interessata a come funzionava uno Stato, le bastava che funzionasse.

Finalmente Cinzia finite tutte le interrogazioni arrivò quasi di corsa col fiatone e con gli occhi ancora un po’ lucidi.

«Tranne quello di educazione civica, sono andata abbastanza bene, non credo che mi bocceranno.»

Francesco aprì di più le braccia e Cinzia entrò in quel cerchio d’affetto stringendosi a Serena e appoggiando la testa sull’altra spalla di Francesco e lui le strinse tutte e due; dolcemente e intensamente accarezzò le loro scapole, le clavicole e gli omeri, e Cinzia e Serena compresero quello strofinio leggero e continuo sulle loro spalle, a volte poteva bastare un tocco gentile per guarire, un gesto, uno sguardo o un sorriso per ridare fiducia nella vita.

Pareva che Francesco avesse una magia per tutte e due.

Tra loro tre si era creato un cerchio magico e taumaturgico.

Adesso voi penserete che io vi racconti delle fantasie, ma le due ragazze, ormoni, sesto senso, scarica elettrica di neuroni, campo d’energia o altro, sentivano attrazione, fiducia, calore, comprensione emanare dal corpo di Francesco, e pensavano ambedue che magari era ora di smettere di giocare e di torturare le dita e gli omeri, ma non era nessuna magia di Francesco era perché Cinzia e Serena si affidavano a lui, si sentivano protette.

Francesco, era un po’ scombussolato, lui era quello coi piedi per terra e la testa sulle spalle, benché la sua ritrosia in effetti fosse solo una difesa per non ferirsi troppo con le emozioni. Aveva sempre messo un muro, ma con Serena aveva perso la bussola e con Cinzia, sebbene non gli piacesse per niente come tipo di ragazza, sentiva una certa tenerezza per la sua cafoneria che nascondeva un pulcino bagnato.

Per la prima volta nella sua vita si sentiva importante, desiderato e unico, capì quella sciocca superstizione degli unti dal Signore. I re merovingi con un semplice tocco della mano facevano scomparire ogni disturbo, erano perlopiù le scrofole, ma le malattie della pelle non erano spesso sintomo di disagio psicofisico, di stress e di ansia?

Francesco si chiese perché fosse successo proprio a lui quella specie di evento sessantottino o meglio post sessantottino, con tutte quelle menate yogi and yoghi and bubu, di americanate e orientalate, che detestava perché andavano di moda e non erano comprese pienamente, non lo sapeva, mica era possibile spiegare tutto e soprattutto non gli interessava era su un altro pianeta, dove tutto era possibile, si sentiva pieno, non aveva fame, sete, desideri, interessi… i suoi monti, la pesca, la tranquillità, lo studio, la riflessione cosa erano?

Nulla.

Nulla in confronto a Serena e a Cinzia.

Poi vennero le interrogazioni di Francesco, sempre per via dell’ordine alfabetico dei cognomi, l’abbraccio si sciolse.

Francesco era preparatissimo, a tal punto che poi durante l’esame d’italiano, il professore disse a Francesco: «Vuole venire al mio posto? È più preparato di me.»

Serena che aveva ascoltato la frase elogiativa, fece un sorriso a Francesco e si avviò alle sue interrogazioni, che lei era subito dopo Francesco, erano simili anche col cognome.

«Amò, scialla, Sere è atomica.»

«Non puoi parlare normalmente, proprio non ce la fai.»

Cinzia gli sgranò in faccia due occhioni da bambina offesa, Francesco li vide quasi luccicare, avrebbe voluto scusarsi ma la Pippi gli girò le spalle e si mise a parlare a ruota libera con un gruppo di ragazzi, sembrava che avesse un gran successo coi maschietti, la Pippi non capiva che era la sua disponibilità, la sua pancia al vento e gli occhi bistrati che la rendevano ‘appetitosa’ e ‘ facile’, evidentemente aveva carenze d’affetto e cercava dove trovava apprezzamento e consenso.

Francesco pensava che non era per niente il suo tipo ma che dopotutto Cinzia non era così sgradevole come sembrava.

Francesco sentiva un’ondata di calore dentro di sé, ma imperiosamente tacitava quell’impulso-no Cinzia è l’esatto mio contrario, non potrei mai prenderla in considerazione, ma con l’amicizia vanno bene gli opposti e la Pippi mi piace, perché non è finta, lei copia quello che le sembra corretto per essere inserita in questo razzo di società e allo stesso tempo fa la contestatrice perché non vuole farne parte ma è remissiva, è indifesa, prova ad andare controcorrente, ma non ne ha la forza.-

Francesco fu contento della sua analisi, a lui piaceva chiarire tutto, già a lui piaceva chiarire tutto, indagava tutto, chissà mai perché non voleva indagare su quello che gli era successo con Serena, no per quello avrebbe aspettato la notte, quando a casa, nei suoi monti, nel suo letto, avrebbe pensato e meditato su quello che provava per Serena.

Diede un’occhiata a Serena, lei era di fronte al professore di Educazione Civica, pareva che qualcosa non andasse bene, ma poi Serena si alzò tranquilla… eppure Francesco sentiva che qualcosa di strano era accaduto.

Serie: Stazione Termini


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Paola, questa serie continua a piacermi, come venire catapultata in un altro mio tempo. Anche il nuovo episodio è scritto molto bene, i personaggi ben definiti e i dialoghi che sostengono la trama. Molto brava!