È solo l’inizio – parte II

Serie: La legge dei sospiri

Il profilo migliore di Carolin era il destro, riusciva a far trasparire tutta la sua candida nobiltà che credeva di possedere. La sua pelle era liscia e bianca nonostante fosse appena tornata dal mare, i suoi capelli biondo scuro facevano da ornamento alle sue spalle strette e contrastavano i suoi occhi di color verde splendente. Non erano queste cose di lei, però, che avevano attratto Luca per la prima volta. Lui le guardava spesso quel filo di doppio mento che le si formava quando assumeva un aria seria; amava la forma del suo viso anche se non proprio sfilata; i suoi fianchi erano un po’ oltre la giusta misura e stonavano con il resto del suo corpo, ma a Luca piacevano così. Con la mano destra, Carolin, si spostava continuamente i capelli dietro l’orecchio e, abbassando lo sguardo, osservava la forma delle sue gambe lungo il sedile. Poi si girava a guardare quelle della ragazza appena arrivata e con rabbia notava quanto fossero perfette anche da seduta. Sapeva di non poter competere con lei in quanto a bellezza, allora come poteva riconquistare Luca?

Nel frattempo il suo ragazzo ascoltava la musica in cuffia mentre leggeva un libro: “Io, Zlatan”, e non aveva nemmeno degnato la ragazza mora di un solo sguardo da quando si era seduta. Luca non le aveva neanche chiesto come si chiamasse, era fedele a Carolin e per questo non voleva creare nessun tipo di presupposto. Poi però ebbe lo stimolo di andare in bagno e sentì l’esigenza di rivolgersi a le. “Perché?” starete pensando, perché per uscire dal posto in cui era seduto avrebbe dovuto chiudere il tavolino pieghevole che stava in mezzo ai due e che ostruiva il passaggio. Dato che sul tavolino era poggiata la borsetta della ragazza, avrebbe dovuto chiederle il permesso di di spostarla.

Senza spostare la testa dal libro, con la coda dell’occhio, Luca guardò in viso la ragazza mora. Vide che lo stava osservando! Subito mise il libro in mezzo alla visuale dei suo occhi. Non se lo aspettava. Pian piano, poco alla volta, inclinò il libro da una parte per poterla guardare di nuovo. Era sempre lì, con lo sguardo rivolto verso di lui. Si poteva notare facilmente come lei pronunciasse in fuori le sue labbra per attirare a sé il gradimento di Luca. Lui non poté far a meno di notare quanto la sua bocca fosse dannatamente attraente, ma nella sua mente aveva soltanto la visione della pelle candida di Carolin. Allora gli venne in mente che la sua fidanzata era dietro di lui a fare chissà cosa. Con agitazione girò leggermente la testa tra lo spazio dei due sedili e … «Madonna! » disse andando indietro con il capo. Gli prese un colpo al cuore quando si ritrovò ad essere osservato anche da Carolin a distanza ravvicinata.

«Amore che spavento! »

Carolin non gli rispose, sorrise e si voltò, poi mise le cuffiette del cellulare alle orecchie, ma senza musica: voleva ascoltare qualsiasi cosa dicessero quei due, se osavano farlo!

Dalla sua reazione Luca capì che qualcosa non andava, forse Carolin era arrabbiata con lui per qualche motivo. Per non aggravare la situazione decise di non andare in bagno. Era difficile trattenerla fino all’arrivo, mancava più di un’ora fino alla loro fermata, ma aveva fiducia nella sua vescica.

Guardando fuori dal finestrino si poteva vedere, a tratti, il riflesso dell’interno del treno. Ad un certo punto imboccarono una galleria più lunga del solito e mentre Carolin guardava fuori dal finestrino intravide il volto di un ragazzo. Il treno uscì dalla galleria e l’immagine del ragazzo svanì tra la luce del sole che illuminava il paesaggio. Fu in quel momento che le venne l’idea. Si alzò dal suo posto e si accomodò nel gruppetto di sedili da quattro posti che era alla sua destra, dall’altra parte del corridoio. Due di questi posti erano occupati da un signore e sua moglie, entrambi sulla sessantina, e l’altro dal ragazzo che aveva visto riflesso sul finestrino. Carolin fece un cenno quasi a chiedere se fosse libero, dico quasi poiché non le avrebbe impedito di sedersi. Alla risposta affermativa si mise comoda e legò i capelli per formare una coda, scoprendo la collana che scendeva dal collo fino alla spaccatura tra i suoi seni. Sfacciatamente iniziò ad attirare l’attenzione del ragazzo come se fosse la dea della tentazione.

« Ehi bel tipo! Come ti chiami? » gli chiese a voce alta.

« Lorenzo » rispose il ragazzo con i capelli corti. Lorenzo era forse l’unico dei presenti ad aver intuito che a Carolin stava accadendo qualcosa di strano. Infatti non aveva smesso di osservarla dall’inizio del viaggio e aveva notato il suo stato di agitazione.

« Piacere, io sono Carolin » disse porgendogli la mano.

Lorenzo la afferrò aspettandosi una classica stretta di mano, ma Carolin lasciò la mano morta, mettendo a disagio il ragazzo quando la strinse più del dovuto.

« Wow, mi stai mostrando la tua virilità? »

« No no, scusami » disse Lorenzo tutto imbarazzato. Per un attimo pensò che la ragazza bionda ci stesse provando con lui, il che gli scombussolava i pensieri, poi aver toccato la sua pelle lisca gli aveva fatto accelerare di colpo i battiti del cuore. Non poteva essere vero.

« Quando mai una ragazza si comporta così? È pure più grande di me » pensava Lorenzo. In effetti Carolin aveva due anni in più di Lorenzo.

« Sono venuta qui per chiederti una cosa, perché mi sembri un ragazzo tecnologico ».

« Dimmi tutto ». Sì mise dritto con la schiena per apparire serio e competente.

« Non riesco a collegarmi alla Wi-Fi del treno, tu sai come si fa? ».

« Certo, dai pure a me ».

Lorenzo si mise all’opera e in un baleno risolse l’inceppo. In realtà Carolin non aveva avuto nessun problema a collegarsi da sé. Il dado ormai era tratto. Tra una chiacchiera e l’altra i due iniziarono a scherzare e, con qualche risatina finta di Carolin, Lorenzo era già cascato nei suoi occhi, incredulo difronte a ciò che gli stava succedendo.

« Senti, non è che ti va di prendere qualcosa al bar? » chiese Carolin.

« Almeno per ringraziarti dell’aiuto ». Le sue intenzioni erano chiare. Sperava che facendo finta di essere corteggiata da un altro ragazzo avrebbe fatto tornare Luca da lei. Ciò che non capiva era che Luca non si era mai allontanato.

Nello stesso momento però, forse per colpa del sospiro della gelosia che tutto comanda, Luca decise di non trattenersi più dall’andare in bagno e, senza chiederle il nome, si rivolse alla ragazza mora. « Scusa non è che … » stava per dirle.

« Luca, il mio nuovo amico … » aveva preso a parlare Carolin con un sorriso sulle labbra, ma fece una pausa quando vide Luca parlare alla ragazza.

« … mi ha invitato al bar a prendere qualcosa da bere » concluse con tono freddo e distaccato.

Luca la guardò, poi osservò Lorenzo e disse: « allora vi raggiungo dopo essere andato al bagno ».

Il sospiro della gelosia cresceva dentro Carolin che ormai percepiva la realtà completamente distorta. Si era convinta che Luca stesse facendo dei complimenti alla ragazza mora e non ci vedeva più dalla gelosia. Per vendetta avrebbe voluto prendere la faccia di Lorenzo tra le mani e tenerlo fermo mentre lo baciava dinanzi a Luca. Fortunatamente le rimaneva, ancora per poco tempo, un briciolo di auto controllo e smorzò il suo istinto tra le parole, « va bene » disse.

Luca spostò la borsa della ragazza, chiuse il tavolino senza aggiungere altro e si diresse nella direzione opposta a quella di Carolin e Lorenzo.

Serie: La legge dei sospiri
  • Episodio 1: È solo l’inizio – parte I
  • Episodio 2: È solo l’inizio – parte II
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    Discussioni

    1. Sai che sei riuscito a portarmi a bordo? Allora a tratti sfiora l’ assurdita’ ma riesci a contenere i toni. Diciamo che la protagonista e’ la gelosia e i personaggi si muovono mossi da questa emozione , vigliacca. Leggero’ il seguito , mi e’ piaciuto come inizio .

      1. Grazie!! Diciamo che la vicenda non è un storia ordinaria e neanche lo diventerà nei prossimi episodi 🙂 Hai letto anche l’episodio 1?