East Valley

Serie: IL CREATORE DI MONDI


La realtà è magica.

    STAGIONE 1

  • Episodio 1: East Valley

Emerald, access…

Il primo treno per l’aeroporto sarebbe passato tra trenta minuti. Tra le linee dei palazzi e le curve dei cavalcavia poteva vedere un’ala dell’ologramma della Emerald che dominava il cielo di Sydney, e la parola dreams di dive into your.

Connessioni: 4352.

Silia c’era, sicuramente.

Indossò gli occhiali e comparve nel suo luogo preferito: la collina dietro la sua casa. La natura splendeva particolarmente, l’erba brillava e le foglie danzavano al ritmo di un fresco venticello. Da lì vedeva quasi tutto il villaggio. In una giornata così, erano tutti indaffarati e si fermò ad osservare la scena. Dai contadini che scaricavano prelibatezze, all’oste che si asciugava le mani sulla maglia macchiata di vino che aveva assaggiato, ai maghi apprendisti che si divertivano a far apparire colombe.

Silia stava decorando la sua casetta di legno ed era così assorta che non si accorse nemmeno della sua presenza.

«Ciao, ho visto che stai facendo magie per stasera.»

Si girò e i suoi occhioni da elfa dicevano: «Sapevo che saresti venuto. Sicuro che non hai cambiato idea? Non sai cosa ti perdi. Ti piacciono i miei capelli?»

«Sei l’elfa più bella di tutto il villaggio.»

«Diecimila abitanti. Ma tu non vuoi esserci. Non ti vuoi godere la gloria. Scusami ti punzecchio, so che non ami la folla.»

«Non è per me la festa. È per voi. Voi avete cacciato tutti i demoni da questa vallata e creato questo posto. L’avete fatto vivere.»

«Sotto la tua attenta guida, Sel.»

Si lisciò la barba bianca e la guardò negli occhi.

«Sai che la cosa mi interessa di più è che tu stia bene.»

«Sto bene.» Sorrise: «Stasera ci troviamo anche dal vivo. A casa di Steve, con Liliana. L’hanno proposto loro, per farmi sentire meno la tua partenza. Mi mancherai, sei unico.»

«Anche tu. Tornerò. Non è un addio.»

«Cosa farai se non la trovi, la tua amica? O se la trovi e non vorrà parlarti, dopo tutti questi anni?»

«Non lo so. Ho bisogno di rischiare.»

«Stai attento. È pieno di magia nera, là fuori.»

«Starò attento. Non esiste solo magia nera, per fortuna. Ovunque, tra le anonime stringhe di un bug o nell’angolo nascosto di un cortile, come in uno scorcio di vita che appare da una finestra, abitano misteri e connessioni improbabili tra mondi. La realtà è magica e ce lo ricorda ad ogni istante, quello che conta è solo la nostra capacità di meravigliarci.»

Dal portico, videro uno gnomo incamminarsi verso di loro.

«Signore.»

Chinò il capo tenendo il braccio orizzontalmente e attese il permesso di parlare.

«Salve Muschio, come procede?»

«Siamo pronti. Silia, ti aspettiamo per il tuo discorso. I folletti si annoiano e hanno iniziato a combinarne qualcuna delle loro.»

«Hai da fare, mi sa.»

«Tra due minuti. Vai, non tarderò.»

Si abbracciarono a lungo.

«Non dimenticarci.»

«Non lo farò. A presto.»

***

L’illuminazione artificiale si attivò automaticamente nel crepuscolo della piccola stazione di periferia. La sua natura, che aveva spesso messo da parte negli ultimi anni dedicati a East Valley, quando si trovava all’aperto a quell’ora della giornata, emergeva inesorabilmente. Osservò la sua ombra staccarsi dai suoi piedi e ritornare dopo pochi secondi al suo posto. Si era chiesto parecchie volte il motivo di questo insolito fenomeno che lo accompagnava da sempre. Ora era giunto il momento di indagare sul serio sulla questione. In Europa forse avrebbe trovato una risposta. Si sedette a fianco ad un ragazzo vestito di nero, con gli occhiali, assorto a leggere sul suo dispositivo.

Dall’altra parte dei binari, una ragazza giocava con una ciocca della folta chioma ribelle e guardava verso di loro. Il gesto lo ipnotizzò, portandoli alla mente un ricordo archiviato del passato. Un brivido gli corse lungo la schiena appena realizzò che era un segnale. Sentì l’ansia crescere al suo fianco.

«Fratello, ti hanno beccato. Stai calmo. Non prendere il sottopasso. Più avanti c’è un’apertura nella recinzione, per uscire dalla stazione. Attento, perché sono in due.»

Il ragazzo si alzò e si allontanò velocemente. Una ragazza bionda a sinistra si mosse di scatto per seguirlo, mentre il treno in quel momento si stava fermando. Incontrò Selenio a bloccarla.

«Scusa per l’interruzione. Lasciategli fare un po’ di esperienza», le disse con tono calmo e rassicurante.

Lei cercò di farsi strada e di non perdere di vista la preda, ma quando notò il simbolo cucito sulla manica del giubbotto si fermò, con stupore e attenzione.

Selenio salì sul treno un attimo prima che si chiudessero le porte, e rimase a osservarla finché poteva vederla dal vetro. Immaginò come avrebbe raccontato ai suoi compagni quello strano incontro. Poi decise che era meglio scucire il simbolo della Camarilla prima di partire. Avrebbe potuto creargli problemi, là dove stava andando.

Il cielo era limpido e la notte era viva e, mentre l’aereo rullava sulla pista, pensò che se conquistare una persona era come salire su una verde collina, farsi perdonare poteva essere come scalare una montagna, in ciabatte.

Real world, loading…

Continua...

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Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. ho riletto due volte il capitolo perché mi ha totalmente disorientata (in senso positivo). All’inizio credevo che nell’attesa del treno si fosse messo a giocare nella realtà virtuale, ma poi ho compreso che fosse una simil video chiamata. Attendo il prossimo capitolo per comprendere meglio l’ambientazione, mi incuriosisce