El Lago De La Luz
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Prima Della Partenza
- Episodio 2: Sussurro nel vento
- Episodio 3: Riflesso
- Episodio 4: Santa Muerte
- Episodio 5: Specchio Nero
- Episodio 6: Il Dono
- Episodio 7: Fiori Per i Morti
- Episodio 8: Vento Del Nord
- Episodio 9: La Via Della Morte
- Episodio 10: La Rosa Del Deserto
- Episodio 1: Il Settimo Livello
- Episodio 2: La Calavera Catrina
- Episodio 3: El Lago De La Luz
- Episodio 4: Ánimas Doradas
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Cassandra, Sara e la Calavera Catrina arrivarono sulla riva del lago di Piediluco dove il fumo bianco e dolciastro del Copal avvolgeva tutto il paesaggio lasciando trasparire i rami scheletrici degli alberi.
«Ksen!» urlò Cassandra, gettandosi in avanti.
Sara la afferrò per la vita, bloccandola nella sua morsa. «Fermati! Dove cazzo vai.»
Ksenia reagì d’istinto iniziando a divincolarsi pericolosamente sul ramo sentendo il suono di quella voce che aveva appena squarciato il buio delle tenebre.
«Fermati, Ksen..» gridava tra le lacrime.
Le monache erano intente a bruciare la cera mentre eseguivano il rituale della purificazione sotto lo sguardo severo e silenzioso dei corvi disposti in fila sui rami degli alberi.
«Ahora inicia tu camino, hija del desierto persa.» esclamò la suora con le palpebre cucite.
Imelda lentamente si avvicinava all’altare di pietra, il suo viso crudo e lucido incarnava il culto della morte stessa.
Prese il pennellino, aprì il vasetto color oro e iniziò a dipingersi il dorso delle mani seguendo le ossa che sporgevano dalla pelle rinsecchita e piena di rughe. Le monache si inginocchiarono iniziando a spargere a terra i petali arancioni mentre i corvi avevano iniziato a sbattere le loro ali sui rami. Imelda fece un passo avanti, il fango non la risucchiò, la terra la accolse come se la padrona di casa stesse per chiudere la porta di un luogo che aveva solo significato dolore e disperazione.
«Dolores è la mia famiglia, adesso è tempo di tornare alla terra del sole.»
La Calavera Catrina alzò la mano nella quale aveva il pennellino e il vasetto dorato, il sorriso sembrò prendere vita nel suo volto, i tendini sul viso si muovevano in perfetta armonia con la sua espressione.
«Cassandra, questa è la Pintura de Calavera, prendila, dipingerai il volto della Muerte Dorada, come sigillo della sua liberazione.»
Imelda si voltò verso l’acqua nera, dove sentiva il ramo che scricchiolava col peso di Ksenia, dove sentiva una voce strozzata chiamare disperatamente il nome della sua amata.
«Dolores, mija.»
L’acqua del lago iniziò a ribollire, nel punto in cui erano stati lanciati i sassi, come se il cadavere nel fondo avesse sentito il richiamo di quella voce. La vecchia mistica allungò il suo braccio e afferrò le dita gelide della Santa Muerte che strinse la sua mano di pittura dorata.
«Lascia andare la ragazza, la tua preghiera è stata esaudita»
Dolores afferrò l’estremità della pietra, con un colpo secco fece precipitare il corpo di Ksenia in acqua afferrandola per i capelli prima che potesse essere inghiottita dal fondo buio e oscuro.
«Ksen!!!» la voce di Cassandra uscì dalla sua bocca come se una lama le avesse squarciato il petto.
Dolores fece riemergere Ksenia, si avvicinò al suo viso e sussurrò: «Perdona mi alma, hija del desierto; ahora tú también eres libre.» furono le sue ultime parole mentre la liberava dalle funi. Cassandra corse dalla sua amata, entrando in acqua prendendole il viso, cercando il respiro come si cerca la strada di casa dopo essersi smarriti dentro ad un incubo.
Imelda e Dolores non erano più sulla superficie, l’acqua nera era tornata liscia, immobile e muta.
Sulla riva, dove la vecchia Calavera aveva posato il piede per l’ultima volta, c’era solo un singolo fiore bianco che stava sbocciando, mentre le monache si perdevano nella nebbia accompagnate dal volo dei corvi. Cassandra trascinava fuori dall’acqua Ksenia e nel fondo del lago qualcosa cambiò: una luce dorata stava risalendo verso la superficie, la luce della liberazione da quel limbo sospeso tra la vita e la morte. Saliva dal fondale del lago nero di Piediluco come un respiro trattenuto per un secolo, tagliando l’acqua nera in colonne di polvere luminosa.
«Cassandra, la prendo io, fai ciò che devi fare e andiamo via da qui» le disse Sara.
La guida turistica si chinò, prese Ksenia tra le braccia con la testa che ciondolava quasi priva di sensi.
Sulla superficie dell’acqua, dove la luce dorata stava dissolvendo l’oscurità, una lanterna accesa scivolava verso la riva spinta da un leggero vento e dietro di essa c’era il vecchio Rafael. Il nonno di Dolores, l’uomo che pregava e piangeva da cento anni. Il suo viso non era più stanco, aveva assunto l’aria della consapevolezza. L’acqua del lago iniziò ad agitarsi proprio davanti a lui come la fatica di un parto, finche dalla superficie nera emerse il corpo di una ragazza umana fatta di carne e di innocenza spezzata. Il cadavere era pesante, pieno e gonfio di dolore, legato ancora a quel mondo che non lo voleva lasciare andare. Mentre il torso cianotico emergeva una mano nodosa e dorata si poggiò su di esso.
La Calavera Catrina apparve per l’ultimo istante, il suo viso crudo e scheletrico ora sembrava brillare di luce propria.
Con uno sforzo che le costò l’ultimo respiro terreno, Imelda posò il palmo sulla schiena di Dolores e la spinse verso Cassandra, verso quella donna che aveva ascoltato e raccolto la sua testimonianza affrontando l’inferno per liberare la sua amata dalla prigionia della morte. Un gesto d’amore, come un ultimo disperato abbraccio prima di raggiungere la sua famiglia. Il vecchio Rafael cadde in ginocchio accanto al corpo di sua nipote. Le sue mani, che per un secolo avevano stretto solo un bastone e pregato, si posarono sul viso della ragazza per un’ultima volta.
«Adesso anch’io posso tornare a casa» sussurrò.
La sua voce non era più quella di un’anima spezzata, ma quello di una campana lontana, di una promessa mantenuta grazie al coraggio di una donna. Raccolse il fiore che era sbocciato, una calla messicana, bianca come la purezza e l’innocenza. La appoggiò con delicatezza sul petto di Dolores, esattamente sopra il cuore che non batteva più.
«La Pintura de Calavera» disse, con gli occhi azzurri che iniziavano a sbiadire, a farsi trasparenti come il ghiaccio al sole.
«Il passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.»
La nebbia lo avvolse mentre indietreggiava, i contorni del suo corpo che si facevano evanescenti.
«Alla chiesa di Santa Chiara, il 31 ottobre.»
«Cuídate mucho, eres muy valiente, que Dios te bendiga.»
Rafael si voltò camminando dentro il lago, l’acqua lo accolse senza resistere e in un secondo fu inghiottito dalla nebbia, adesso anche lui aveva trovato la sua pace.
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Il Settimo Livello
- Episodio 2: La Calavera Catrina
- Episodio 3: El Lago De La Luz
- Episodio 4: Ánimas Doradas
Bellissimo questo capitolo che mi ha particolarmente coinvolta, soprattutto per la componente emotiva che si sente dietro tutta la dimensione soprannaturale.
Ho percepito molto il tema dell’amore come qualcosa capace di attraversare il dolore, il tempo e persino la morte.
La scena è molto intensa, ma quello che più ho sentito è il senso di pace che lentamente si sostituisce alla sofferenza.
Ciao Cristiana 😀 grazie per il tuo bellissimo commento, apprezzo in modo particolare la tua chiave di lettura e il tempo che mi hai dedicato ♥
Molto belle le immagini con i colori che si accompagnano come in una scena di un film.
Grazie mille del tuo apprezzamento
Non sono tranquilla: Cassandra e Ksenia si sono veramente liberate della presenza di Dolores? Bravo, Skǫll!👏👏
Dolores aveva bisogno di un’anima affine per ritrovare la strada della libertà, Cassandra è il filo che lega alla luce. Si è veramente spezzato tale legame? Dolores è definitivamente libera, e Cassandra? Temo il continuo
Sarei tentato di risponderti 😀 ma purtroppo devo lasciarti con il dubbio adesso.. grazie infinite Laura ♥︎
Un episodio molto intenso e vividi nelle immagini ricche di contrasti, tra luce e oscuritá, bianco, nero e dorato. Una narrazione avvincente che suscita suspense e appaga nel finale provvisorio.
Ciao Maria Luisa 😀 lieto che ti sia piaciuto il capitolo, grazie sempre del tuo tempo, apprezzo molto la tua chiave di lettura 🙏
In tutta la serie, sullo sfondo delle vicende a tratti drammatiche, io percepisco un’atmosfera di malinconica dolcezza, che mi fa affezionare ancora di più alla lettura.
Ciao Maria, bellissimo il tuo commento, lo apprezzo veramente tanto 😀 grazie ancora per la tua attenzione
Sembra un capitolo chiuso, ma non credo lo sia, non del tutto. Dove mi porterai Skoll?
Qualsiasi strada tu scelga, ti seguirò.
🙏 infinite
😀 non ti voglio rovinare la sorpresa caro Giuseppe.. Sempre grazie del tuo tempo
Ciao Skǫll! Episodio dal ritmo indiavolato. Ho notato che hai usato tantissimo i colori, quasi come fosse un dipinto. Tra l’altro gli accostamenti cromatici sembrano molto azzeccati. Ti sei ispirato a delle immagini?
Ciao Nicholas 😀 volevo dare una nota cupa attraverso i colori come hai giustamente notato. Ho preso spunto da un videoclip di Rob Zombie, a me piace quel tipo di impronta. Ti ringrazio molto per il commento e del tuo apprezzamento 🙏