
EleDante: inferno, purgatorio & paradiso
Serie: Racconti da quarantena - prima parte
- Episodio 1: Il disegno sul capoFoglio
- Episodio 2: Non piangere, Goccinella!
- Episodio 3: Una media, mastro serpInte
- Episodio 4: GoLilla e le domande sull’amore
- Episodio 5: Il grande valore del piccolo Moniglio
- Episodio 6: La guerra del pipAstrello
- Episodio 7: CoccoBrillo non esagerare
- Episodio 8: Il presidente rinoceConte
- Episodio 9: EleDante: inferno, purgatorio & paradiso
- Episodio 10: La partita a poker di LeopErdo
STAGIONE 1

Nel mezzo del cammin della sua vita, un piccolo elefante si trovò sperduto in una foresta impervia. La fitta vegetazione non lasciava passare i raggi del sole e al suo interno regnava il buio. Alberi grandi, alti, massicci e con rami folti e rigogliosi, circondavano il piccolo elefante e non lasciavano intravedere nessuna via o sentiero. Dante si muoveva a fatica, lentamente, seguendo solo il suo istinto pachidermico e ascoltando i suoi sensi acuti, distesi e in allerta. Più si addentrava nella foresta, meno era sicuro; più avanzava, più la sua percezione della realtà si faceva distorta, alterata, psichedelica…
Ad un tratto, ecco che tra ispidi cespugli poco più alti di un metro, si intravidero strani movimenti. Silenzio. Poi ancora qualche spasmo tra le foglie verdi e la tensione che aumentava, e cresceva. Dante iniziò a sudare, cosa sarebbe mai potuto uscire da lì? La risposta arrivò subito: cinque contrabbandieri di avorio uscirono correndo, armati fino ai denti, e si posizionarono di fronte a Dante. Muscolosi, vestiti con tute mimetiche, elmetto protettivo e stivali da ranger, imbracciavano tutti un fucile, e portavano un grosso coltello appeso in vita. Le espressioni cupe, rabbiose, assetate di zanne. Doveva essere l’inferno per quel piccolo pachiderma!
– Arrenditi subito – urlò il capo dei banditi, alto e robusto come Minosse – non ti faremo passare!
– Vuolsi così colà dove si puote – rispose l’elefante.
E subito ecco i furfanti scomparire nella polvere che si alzava dal sentiero.
Appena diradata quella spessa coltre di sabbia, apparve davanti a Dante una grande porta in legno, racchiusa in un arco di pietra che conduceva con tre scalini dentro una vecchia città araba, polverosa e color dell’oro. Sull’uscio, un topino agitava rapido la coda e le zampe. L’eledante si fermò, spaventato dal piccolo roditore, terrore dei pachidermi; dopo aver raccolto un po’ di coraggio, Dante chiese al piccolo guardiano il permesso per entrare in città. Per tutta risposta, gli vennero dati sette compiti da portare a termine una volta entrato: sette lettere da consegnare ad altrettante persone. Così fece, e verso sera, terminati gli incarichi, riprese il cammino lungo la sua strada.
Uscito dalla città, intravide una leggera traccia segnata a terra e decise di percorrerla fino in fondo, laddove una luce sembrava brillare in lontananza. Appena partito, ecco che incontrò un elefante ferito: si guardarono, intensamente e rimanendo in silenzio, poi Dante decise di aiutare il suo nuovo compagno e lo prese con sé lungo la via; si è giudicati anche da come ci si prende cura dei più deboli. Incontrarono poi alcuni vecchi elefanti, che ricordarono a Dante i suoi anziani genitori. Stanchi, abbandonati, con le zampe e le zanne consumate dal tempo e dall’età; con un gesto della proboscide, i due giovani avventurieri invitarono i due anziani ad unirsi al loro viaggio; ricordati chi sei, ricordati da dove vieni. Il terzo incontro avvenne poco prima dell’arrivo: una giovane elefantina, con al seguito la famiglia e gli altri pachidermi aiutati lungo la via, procedeva a passo deciso verso l’oasi. Uno sguardo, un incontro, e la certezza che la condivisione di un cammino era ciò che li attendeva. Strinsero le proboscidi e decisero che da quel giorno, sarebbero stati insieme.
Arrivarono infine alla splendida oasi, con alberi alti e acqua fresca, circondata da un manto erboso morbido e vellutato. Nel silenzio di quell’ora crepuscolare, immerso nella meraviglia del mondo, Dante volse lo sguardo al cielo.
Di fronte all’immensità della volta celeste infinita che si apriva davanti ai suoi occhi, un pensiero si fece largo nella sua mente: nonostante i mali che affliggono il mondo, e le paure che spesso ci invadono la testa ed il cuore, ci saranno infine pensieri stupendi.
Guardò i suoi amici, la sua famiglia, la sua compagna.
Nel grembo il loro pensiero più bello.
Pensiero d’amore.
L’amore, che sopra quell’oasi fece brillare migliaia di stelle.
Serie: Racconti da quarantena - prima parte
- Episodio 1: Il disegno sul capoFoglio
- Episodio 2: Non piangere, Goccinella!
- Episodio 3: Una media, mastro serpInte
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- Episodio 5: Il grande valore del piccolo Moniglio
- Episodio 6: La guerra del pipAstrello
- Episodio 7: CoccoBrillo non esagerare
- Episodio 8: Il presidente rinoceConte
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- Episodio 10: La partita a poker di LeopErdo
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“Stanchi, abbandonati, con le zampe e le zanne consumate dal tempo e dall’età; con un gesto della proboscide, i due giovani avventurieri invitarono i due anziani ad unirsi al loro viaggio; ricordati chi sei, ricordati da dove vien”
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“Nel mezzo del cammin della sua vita, un piccolo elefante si trovò sperduto in una foresta impervia. “
❤️ Questo passaggio mi è piaciuto
“Nel mezzo del cammin della sua vita, un piccolo elefante si trovò sperduto in una foresta impervia.”Applauso
Bel racconto, dolce e divertente.
Bravo
Grazie!
Ci voleva proprio un tocco di romanticismo. Sì, è vero, cosa ci sarà con la E?
Lo scoprirai domani 😉
Molto molto bello, adesso sono curioso di scoprire che animale si nasconde dietro la lettera E
domani 😉