
Epilogo – Memento Mori
Serie: E il Frosinone in Serie A
- Episodio 1: Scazzamignenne
- Episodio 2: Tra la via Casilina ed il Far West
- Episodio 3: E il Frosinone in serie A
- Episodio 4: Evado ergo sum
- Episodio 5: L’ora di Nora
- Episodio 6: Querelle de Brecht
- Episodio 7: Epilogo – Memento Mori
STAGIONE 1
Signore Gesù,
Ti preghiamo per tutti coloro che sono condannati a morte. In questo momento di grande tribolazione, dona loro la tua forza e il tuo conforto.
Apri i loro cuori al pentimento e alla conversione. Aiutali ad accettare la tua misericordia e a prepararsi per la vita eterna.
Ti chiediamo di donare pace e serenità alle loro famiglie e ai loro cari. Sostienili nel loro dolore e nella loro sofferenza. Aiutali a trovare conforto nella fede e nella speranza della risurrezione.
Signore, ti preghiamo per tutti coloro che sono coinvolti nell’amministrazione della giustizia. Dona loro saggezza, compassione e discernimento. Aiutali a compiere il loro dovere con giustizia e integrità.
Amen.
Preghiera per i Condannati a Morte
Sulla sommità del colle roccioso, a picco sulla città vecchia, si erge il patibolo. I raggi del sole calante illuminano la scena con una luce dorata, che contrasta con l’ombra tetra della morte che incombe. Una folla urlante e inferocita si accalca ai piedi del palco, sputando, esibendo striscioni tipo: “A morte il leone da tastiera dei frocetti” e lanciando oggetti contro la figura esile di Nando, il condannato.
Due gendarmi, impassibili e impettiti nelle loro uniformi brune con il teschio delle squadre della morte lo scortano verso il suo destino.
Nando, con il volto segnato dalla paura e dalla rassegnazione, avanza a passi lenti e tremanti. Le sue vesti lacere e sporche rivelano il corpo scarno, piegato dal peso della sofferenza e dalla privazione. Gli occhi, un tempo pieni di vita, sono ora spenti e vuoti, fissi su un punto lontano, come se cercasse un barlume di speranza in un cielo plumbeo e inclemente.
Al suo fianco, il prete, un uomo anziano con la barba bianca e le mani nodose, innalza il crocifisso verso il cielo, pregando per l’anima del condannato. La sua voce, stanca ma ferma, risuona nella quiete opprimente, recitando parole di conforto e di perdono.
Alle sue spalle, il boia, un uomo alto e corpulento con un volto impassibile, attende il suo momento, la mano destra già posata sulla maniglia della mannaia.
L’aria è densa di tensione e di odori acri, fiaccole, incenso, stendardi dei rioni, un misto di sudore, sangue e paura. I gabbiani volteggiano sopra la folla, gracchiando come presagi di morte. Il silenzio, improvviso e assoluto, cala sulla piazza quando Nando sale i gradini del patibolo. La sua figura, piccola e fragile contro il cielo immenso, incombe sulla folla ammutolita.
In questo scenario di desolazione e di morte, si intrecciano le vite di Nando, del prete, del boia e della folla. Ognuno di loro rappresenta un aspetto diverso della natura umana, dalla sua fragilità alla sua crudeltà, dalla sua compassione alla sua indifferenza.
Preghiera del Sacerdote sul Patibolo:
“Dio Onnipotente e Misericordioso,
Ci raduniamo qui oggi, uniti nel dolore e nella preghiera, per accompagnare il nostro fratello Nando nel suo passaggio all’eterno riposo.
Nando, in questo momento di grande tribolazione, rivolgi il tuo sguardo al cielo, dove un Padre amorevole ti attende a braccia aperte. Egli conosce i tuoi tormenti, le tue paure, i tuoi rimpianti. Eppure, nella sua infinita misericordia, ti offre il perdono e la salvezza.
Non temere, Nando. Non sei solo. Gesù, il nostro Salvatore, ha percorso la stessa strada, affrontando la morte e la sofferenza per amore dell’umanità. Nella sua risurrezione, ha sconfitto la morte e ci ha donato la speranza della vita eterna.
Abbandonati alla grazia di Dio, Nando. Lascia che il suo amore infinito ti avvolga e ti porti lontano dal dolore e dalla sofferenza. Con pentimento sincero e fede incrollabile, accogli la sua misericordia e preparati a ricevere la gioia eterna del Paradiso.
Noi, qui riuniti in questo momento solenne, ti accompagniamo con le nostre preghiere. Chiediamo al Signore di accogliere la tua anima e di donarti la pace e la serenità che tanto desideri.
Ricorda, Nando, che l’amore di Dio è più grande di qualsiasi peccato. Egli ti attende con immensa misericordia, pronto ad accoglierti nel suo regno di luce e di amore.
Affidandoti alla sua infinita bontà,
con fiducia e speranza,
ti accompagniamo nel tuo ultimo viaggio.
Amen.”
Nando è in piedi sul patibolo, legato a un palo. Il boia, un uomo alto e corpulento con il fascio littorio cucito sul petto, in bella vista della tunica nera, si avvicina con la mannaia.
Nando: (Con voce declamatoria) “Voi pensate di aver vinto, vero? Pensate di aver spento la voce della libertà, di aver soffocato la verità con la vostra violenza. Ma vi sbagliate! La mia voce non sarà mai zittita, il mio messaggio continuerà a risuonare! (Pausa) Voi siete solo marionette nelle mani di un potere cieco e ottuso, che teme la diversità e odia la libertà. Ma il vostro tempo è finito! Il nuovo fascismo, con la sua retorica di odio e intolleranza, sarà spazzato via come la polvere al vento. (Guarda negli occhi del boia) E tu, boia, sei solo uno strumento di questa oppressione. Un servo senza scrupoli che obbedisce agli ordini senza fiatare. Ma un giorno capirai l’errore che hai commesso. Un giorno capirai che la libertà è un diritto inalienabile di ogni essere umano, e che nessuno può negarla impunemente. (Pausa) Ma ora è il mio momento. Il momento di salire in cielo, di unirmi a tutti coloro che hanno combattuto per la libertà e la giustizia. E vi dico una cosa: non vi temo! La mia morte sarà un seme che germoglierà, e darà vita a un futuro migliore. Un futuro in cui l’amore e la tolleranza regneranno sovrani, e in cui nessuno sarà mai più discriminato per il suo orientamento sessuale o per qualsiasi altra sua caratteristica. (Chiude gli occhi) Addio, mondo! Viva la libertà!”
Il boia alza la mannaia e la fa abbattere sul collo di Nando. La testa di Nando rotola a terra, senza vita.
Serie: E il Frosinone in Serie A
- Episodio 1: Scazzamignenne
- Episodio 2: Tra la via Casilina ed il Far West
- Episodio 3: E il Frosinone in serie A
- Episodio 4: Evado ergo sum
- Episodio 5: L’ora di Nora
- Episodio 6: Querelle de Brecht
- Episodio 7: Epilogo – Memento Mori
Ho sentito bene orecchie il testamento di Tito per tutta la lettura.
Bravo Hugo. Molto bello.
… Nelle orecchie, non “bene” orecchie… Solita tastiera android.
Grazie 🙏 mille Giancarlo.
Concludi la serie immaginando un futuro tragico in cui la storia si ripete… dall’elmo di Scipio al fez di Ciano, dici. In poche righe hai inquadrato la nostra società.
La maggioranza degli italiani (non esagero affatto) è una massa di mufloni inferociti ormai da tempo: “tutti ladri, tutti in galera!” “Se mi vuoi derubare io ho il diritto di spararti… castrazione chimica!” “prendili a casa tua… buon appetito pesci.” “Buonista, zecca!” Da “Vaffanculo” a “Dio, patria e famiglia” cambia lo slogan , non l’elettorato.
L’ipocrisia della chiesa vede il peccato dove non c’è a chiede il perdono al creatore invece che difendere l’innocente. Le divise possono cambiare colore, ma stanno sempre dalla parte sbagliata.
Il discorso di Nando è retorica o forse utopia: se la storia ciclicamente si ripete non c’è alcun futuro migliore.
Grazie mille Francesco, ho immaginato il monologo di Don Bastiano nel Marchese del Grillo. Insuperabile. Non pensavo si sarebbe arrivati a dei tempi in cui la Libertà non è più un luogo comune, un diritto acclarato, una percezione collettiva. Per questo più che puntare sul fattore sensaziinalistico ho lasciato che un mezzo asettico ed algoritmico come l’IA ci ricordasse in maniera didascalico cos è la Libertà
Coraggiosa questa versione di un cristo del 2000. La storia si ripete ma, oggi più di allora, le voci dissidenti si fanno sentire. Speriamo che, come cento anni fa, non vengano spente dalla violenza o dalla paura.
Dai giacobini ai giorgini….
Grazie Giuseppe!