Esperimenti

Serie: Mal di testa

La luce era quasi accecante, ma il Gatto capì subito di chi si trattava

“Lulù-cciola!”

Un lucciola grande suppergiù come una papera si avvicinò alla grata!

“Gatto come stai?”

“Lulù non sai come sono felice di vederti qui!”

Evidentemente i due animali si conoscevano.

“Ho visto quell’uomo che vi catturava, stavo svolazzando proprio in quella zona, allora mi sono aggrappata al furgone e vi ho seguiti!”

“Lulù amica mia! Sei troppo forte! Adesso dovresti trovare il modo di tirarci fuori”

“Beh se voi riusciste a salire fino a quassù poi per le sbarre ci penso io, posso chiedere aiuto a Formica che con i suoi dentini può facilmente sbriciolare le sbarre.”

Nel frattempo la gatta Anna iniziava ad essere un po’ stordita e sbalordita, da quando si trovava in quella cella era come se avesse perso un po’ i suoi poteri di gatta, si sentiva più spaventata, meno istintiva e non percepiva gli odori come prima, cercò però di non darci peso, mentre Romeo organizzava la fuga lei si distese in un angolo e iniziò, come ogni gatta fa nel caso voglia rilassarsi, a farsi una bella toilette.

Mentre era li che si leccava la zampa si rese conto di una cosa insolita… proprio vicino ai cuscinetti delle sue zampette vi erano tre puntini neri molto strani, che non erano normali puntini ma quasi una specie di tatuaggio sotto pelle. Controllò Romeo e scoprì che anche lui aveva gli stessi puntini neri, lo disse a Romeo ma lui in quel momento stava organizzando la fuga e aveva ben altro a cui pensare.

Intanto Lulù-cciola era andato a chiamare Formica e Cavalletta, Cavalletta con un balzo aveva portato a Gatto una bella corda con il quale avrebbe potuto scalare la parete, Formica invece stava piano piano smangiucchiando le sbarre.

Insomma il piano era perfetto, da li a poco sarebbero stati fuori.

Si ritrovarono in mezzo ad un bosco, era appena l’alba e si iniziavano a distinguere forme e colori; videro quindi dall’esterno dove erano stati rinchiusi, si trattava di un antico casolare enorme, fatto di pietra e mattoni e quelle dove erano loro erano evidentemente delle cantine. Nascondendosi in mezzo alle foglie proprio come i felini sanno fare con la lucciolona che li seguiva dall’alto iniziarono a perlustrare la zona facendo il giro del perimetro del casolare, non vi era solo la loro cantina ma tantissime cantine, alcune erano buie e non si riusciva a scorgere cosa ci fosse all’interno ma altre erano abitate; videro una coppia di cani, un pesce rosso in una boccia, ma attenzione, non vi erano solo animali, vi erano anche esseri umani! L’unica cosa abbastanza strana era che nessuno di loro era vestito in abiti moderni, videro una ballerina di can can con tanto di guanti in seta e piume di struzzo, videro un cavaliere con un’ armatura di ferro, due indiani pellerossa, sembrava una specie di parata del circo con l’unica differenza che non c’era niente di allegro.

Non sarebbe stato facile escogitare un piano per farli uscire anche perché la maggior parte di loro stava dormendo, oltre tutto con gli umani non sarebbe stato neanche così semplice comunicare.

Si avvicinarono alla cantina dei cani sperando in qualche modo di poter parlare con loro; purtroppo non fecero in tempo perché proprio in quel momento la porta della loro cantina si aprì dall’interno.

Il dottore, questa volta in versione umana seguito da due gamberetti giganti che facevano da assistenti fece irruzione nella cella e applicò degli elettrodi attorno alle orecchie e sulla pancia dei cani che continuavano a dormire beati; i gamberetti registravano alcuni dati sulle loro cartelle e il dottore prendeva i battiti dei cani sbadigliando, cosa significava tutto questo? Chi erano e cosa stavano facendo quelle persone e tutti quegli animali in trappola? I due gatti si stavano facendo queste domande quando Lulù-cciola li riscosse dai loro pensieri:

“Umano vestito da guardia in arrivo..!”

I due gatti se la diedero a zampe giusto in tempo! Una guardia era già partita al loro inseguimento, ma i gatti quando scappano sono veloci e in due balzi arrivarono ai piedi di un albero e in altri due in cima, la guardia era ormai dispersa…

Si nascosero in mezzo alle foglie del grande albero, erano spaventati e frastornati da tutta quella avventura, si guardarono a lungo negli occhi e finalmente, al riparo da sguardi indiscreti e forse per scaricare tutta l’adrenalina accumulata, chiusero gli occhi e i loro nasi a poco a poco si avvicinarono, era quello che noi umani chiamiamo banalmente bacio.

Serie: Mal di testa
  • Episodio 1: Efficienza
  • Episodio 2: Esperimenti
  • Episodio 3: Nel blu
  • Episodio 4: Istinto
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