
Fanfiction Scarface
Fuma il sigaro, i piedi li tiene poggiati sulla scrivania nera ma che è bianca per i monticelli di cocaina. Fissa la dolce bianca ed è come se gli chiedesse di essere sniffata. Cerca di scacciare il pensiero, per oggi ne ha abusato troppo, Elvira glielo dice sempre.
«Tony, sta arrivando».
«Manny, è un’ora che lo dici». Tony si gratta la cicatrice.
«No, parlo sul serio». L’amico mostra la porta.
Chi Chi ed Ernie la spalancano, trascinano il boliviano che stava bene fino al giorno prima.
Tony è furente. «Ci si rivede di nuovo, a quanto pare?».
Manny lo guarda come farebbe il servo della morte con la Morte stessa. «Ho fatto un ottimo lavoro, lo so».
Tony molla la scrivania con i piedi, picchia un pugno. «Pensavi di fregarmi, eh? Quante informazioni hai venduto alla polizia!».
Il boliviano vorrebbe rattrappirsi come a voler tornare nel grembo materno. «Tony, siamo amici, lo sai che non lo farei mai».
«Mi hai deluso. Un mio vecchio amico al Babylon Club mi ha parlato dell’asa e tu sei un asa». Tony sa di essere fuori di sé, ma gli piace: deve far vedere a tutti chi comanda.
Il boliviano piagnucola. «Pietà».
«No che non ho pietà di te». Gli spalanca la bocca e gli caccia in gola il sigaro acceso.
Il boliviano strilla, gli viene un conato, digrigna i denti mentre la brace gli ustiona l’ugola.
«Mi hai fatto sprecare un cubano di duecento dollari». Tony gli sputa in faccia. Raccoglie l’M16A2 munito di M203.
Chi Chi ed Ernie arretrano. «Tony, non vorrai…». Chi Chi è terrorizzato.
«State lontani, vedrete cosa succede a chi si vende alla polizia». Tony punta l’M16A2 contro il boliviano, l’M203 è carico. «I miei migliori saluti, Sosa».
«I miei migliori saluti, Sosa» urla.
Spara la granata, la porta esplode.
Non ci può credere, si è immaginato tutto.
I guerriglieri di Sosa sono ovunque e lui ha pensato di uccidere Alejandro Sosa, ma forse… No, Tony non morirà mai, non si arrenderà mai, Sosa vuole la guerra e che guerra sia.
Tony esce allo scoperto, scatena l’M16A2 contro i tagliagole, loro gli sparano, Tony sente ogni pallottola ma resiste. «Non mi fate nulla».
Dietro di lui, dei passi.
Sta per voltarsi che sente un contatto gelido alla nuca.
Si è sbagliato?
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa
Ciao Kenji, ammetto la mia ignoranza. Non ho visto il film di riferimento, ma grazie al tuo racconto ci farò un pensierino…
Il film a cui mi riferisco è molto bello. Violento sì, ma bello. Grazie del tuo commento
Bello. Anche senza conoscere o ricordare il film, si legge con piacere
Grazie Valentino 🙂 Ogni volta che lo danno in TV, se posso lo guardo volentieri. Inoltre per un corso di editing che sto concludendo l’ho visto come materiale di studio
Complimenti ritmo e assurdità come in effetti è la violenza… interessante il termine “asa”, cioè un porco, una persona ingorda che vuole tutto (soprattutto denaro) e non ne è mai sazio
Grazie per il tuo commento 😉
Bello Kenji questo racconto che gangster non è, ma che come stile un po’ gli somiglia. Domanda, cosa è un “asa” (non credo sia ciò che io intendo)
Ciao e grazie per il tuo commento. L'”asa” è un porco. Non so se hai visto il film… Quando Tony Montana è al Babylon con il suo mentore (non ricordo il nome) lui gli spiega dell’ambiente della mala di Miami e gli mostra un collega definendolo un “asa”, cioè un porco, una persona ingorda che vuole tutto (soprattutto denaro) e non ne è mai sazio. Ti consiglio di vedere “Scarface”, è bello (un po’ violento, a dire il vero: a mio padre non piace per questo). L’ho visto l’estate scorsa noleggiandolo su Amazon e l’ho studiato per un corso di editing che sto seguendo (e che per fortuna lo sto terminando).
Mi sono scervellata pensando fosse un acronimo…Andrò a rivedermi il film!
Mi spiace che tu ti sia scervellata