Fenomeno da baraccone.

Serie: Cheramyes

Ècate (in greco antico: Ἑκάτη Hekátē) o Hekate o Hekat (in latino Hecata o Hecate) conosciuta anche come Zea (con questo nome fu venerata particolarmente ad Atene) 

Ecate regnava sui demoni malvagi, sulla notte, la luna, i fantasmi, i morti e la Negromanzia. 

Callie sottolineò con dita tremanti ogni frase letta e ad occhi socchiusi, sollevò il mento; i suoi capelli fino a quel momento del colore intenso delle castagne, si colorarono d’un viola intenso. A Damar quella tonalità di colore, ricordava la sfumatura del cielo che preannunciava una tempesta.
Lei sapeva che lui era lì. Alle sue spalle, immerso nella contemplazione di lei. Nel silenzio della stanza, il ticchettio della pioggia sul vetro di una finestra un poco socchiusa, sembrava scandire il tempo che passava.
Conosceremo tua madre un giorno?
Callisto interruppe il silenzio, volgendo appena il volto verso di lui. I suoi capelli, mutarono di nuovo… Il viola lasciò posto a un azzurro intenso; una sirena, ecco cosa sembrava.
Sospettava che Callisto potesse ammaliare chiunque, se solo lo avesse voluto. 
Era una bellezza delicata la sua, così come delicati erano i tratti del suo volto, ma il carattere prorompente, faceva in modo di renderla irresistibile ai suoi occhi. 
«Fai ricerche su mia madre, streghetta?»
Callie si voltò, incrociando le braccia al petto. Con quella camiciola bianca, le maniche a sbuffo e i pantaloni di pelle a vita alta sembrava uscita da un quadro appartenuto a un altro secolo.
Rispondi alla mia domanda, Damar.
Il
demone storse le labbra e si avvicinò alla finestra, spalancandola.
«Dopo che avremo sistemato Lilith. Sarò io il contrappeso di mia madre. Voi mi aiuterete ad avere il giusto equilibrio.»
 Voi… o io? 
Il sussurro mentale della strega, scese su di lui come una dolce sinfonia. Il fiato caldo di lei, accarezzò il lobo del suo orecchio portandolo a voltarsi di scatto. L’afferrò tra la braccia prima che potesse sfuggirgli. Non sapeva come rispondere… Sirio, non era in grado di poter esser un vero e proprio equilibrio per lui e poi… era il sangue di Lei, che scorreva nelle sue vene e viceversa. Lo sentiva pulsare, richiamava a se la parte più umana della sua essenza, lo portava a volerla e a proteggerla. Chissà se per lei valeva lo stesso.
Se
non mi lasci, ti darò fuoco nel sonno.
«Brucerai anche tu.»
Callie lo guardò negli occhi e l’azzurro di questi, sembrò tramutare in un incendio di vaste dimensioni. 
Sto già bruciando.
Sollevarono il volto nello stesso momento, due meteore pronte a entrare in collisione, ma ad un passo dallo sfiorarsi… il pugno poderoso di qualcuno che bussava alla porta d’ingresso, fece staccare entrambi come si fossero svegliati da un sogno. E la strega dai capelli azzurri, sfuggì alla sua presa come se stesse davvero andando a fuoco.

* * *
  
Atene brulicava di persone. Dalle taverne di Plaka, l’odore del caffè lo travolgeva, facendogli stringere lo stomaco e portandolo a provare una forte nausea. Aveva fame, ma la sua non era una fame, umana.
Si
 guardava attorno febbricitante ed ogni emozione che arrivava a lui, aveva lo stesso effetto di una bomba atomica piantata dentro il suo cervello.
Si
 poggiò a una parete, sfregandosi la fronte madida di sudore e respirò più volte, senza riuscire davvero a immagazzinare ossigeno; erano respiri frettolosi, raschiavano la gola e lo facevano ansimare. 
Li sentì arrivare, ancor prima che i suoi occhi riuscissero a vederli.
Erano accompagnati dal gelo, dal tanfo dolce amaro della droga, dall’odore pungente del sudore, da risate acute, innaturali, artificiali… Riconobbe la loro lingua, senza averla mai parlata.
Lui, che aveva le porte della conoscenza a portata di mano, in quel momento aveva come l’impressione di esser travolto da troppe informazioni; brulicavano nel suo cervello come uno sciame impazzito di api. Si portò le mani alle tempie, poi sugli occhi che all’improvviso dolevano, bruciavano come volessero uscirgli dalle orbite.
Arrancando, si nascose in un vicolo. L’odore di muffa incollata ai muri delle case, gli provocò l’ennesimo conato di vomito. Abbassò le mani e si decise ad aprire gli occhi. 
Mutava. Mani grandi, grige e artigliate sostituivano le dita che era stato abituato a vedere.
Gli arti si gonfiarono, i muscoli sembrarono affiorare da sotto l’epidermide, fasci lunghi e scattanti; il petto si allargò, l’ombelico svanì e i suoi vestiti, laceri, caddero a terra.
Si
 passò le mani sulla testa, scoprendosi provvisto di una striscia di capelli al centro del cranio, una striscia che scivolava lungo la sua schiena, fino al sedere. Quando vide il suo riflesso dentro una pozzanghera melmosa, pensò di poter impazzire e desiderò morire. Solo i suoi occhi, rotondi ma pur sempre gli stessi, lo portarono a respirare lentamente e poi ad inspirare.
D
al fondo del vicolo, giunse a lui lo stralcio di un discorso in quella lingua strana, che poco prima aveva riconosciuto come sua.
Si
 diresse verso quel suono e ciò che si ritrovò davanti, lo portò a emettere un verso lugubre, rabbioso.
Due Dragari, erano chini sul corpo di una giovane donna. Nella mano di lei, giaceva una siringa. Lo stantuffo era pigiato del tutto, lì dove l’ago aveva bucato la pelle, c’era un segno rosso insieme a tanti altri, vecchi di giorni.
Lasciatela andare.
L
e parole, gli uscirono nella lingua Dragari. I demoni, calvi e dagli sguardi vacui, lo fissarono interdetti.
Tu, sei simile a noi ma non sei come noi.
Uno sbuffo iracondo fuoriuscì dalle narici del mostro dai lunghi capelli… 
Oddio guardatelo! E’ un fenomeno da baraccone! Chiamate Klèope, ci sarà da ridere, lo vorrà vedere!
E ai due, si aggiunsero altri Dragari, nascosti in quel momento nell’ombra.
Un fenome da baraccone…
Uno dei Dragari si chinò per afferrare la ragazza e l’essere dai lunghi capelli, spalancò la bocca in un ruggito animale. Quando si scagliò in avanti, lo fece senza pensarci. Sentì le unghie, scavare nella carne dei Dragari come se questi fossero fatti di burro; le urla dei mostri, mandavano la sua adrenalina alle stelle. Sentiva fiotti di energia attraversargli la pelle, una nebbiolina azzurrina, avvolgerlo ad ogni ferita inferta. 
Sensazioni mai conosciute prima lo accarezzavano, lambivano le sue membra. Di colpo non aveva più freddo, fame, dolore. Era tutto sparito.
Quando la sua rabbia fu saziata, posò con distacco gli occhi sui resti dei demoni e si leccò le labbra, come avesse pregustato un lauto banchetto.
Dalle fauci aperte, scorrevano rivoli di sangue che si ripulì dal volto con il dorso di una delle sue grandi mani artigliate.
Fissò con distacco l’occhio di un Dragari incastrato all’unghia del suo indice e sfilandolo, schiacciò il bulbo oculare tra pollice e indice, inspirando la polverina azzurra fuoriuscita da questo.
E
uforia…Un sorriso mostruoso affiorò sulle sue labbra e la ragazza stesa a terra, tra siringhe e bustine vuote di eroina, scelse quel momento per emettere un gemito leggero.
L’essere si avvicinò… Si chinò su di lei, scostandole i corti capelli dal viso. Era sudata, la pelle aveva un colorito giallognolo che non prometteva nulla di buono, ma era viva ed era umana. 
Con un artiglio sporco di sangue, le sfiorò la guancia, lasciandole una zaffata rossa lì, dove l’aveva toccata.
Poi come se fosse  stata fatta di piume, l’essere la raccolse da terra e si allontanò stringendola tra le braccia.
Prima di uscire dal vicolo, si guardò intorno per accertarsi che non vi fosse nessuno, poi sempre nel buio, riprese a camminare. D’un tratto, giunse con la giovane su di un’ampia terrazza, la luna bagnava i profili del suo volto e del suo corpo, facendolo somigliare a una statua. La ragazza aprì gli occhi. 
Erano del colore del miele, liquidi, sognanti. Lo fissò interdetta, sbattendo le palpebre come non riuscisse a metterlo a fuoco. Quando sollevò una mano per accarezzargli il volto, l’essere arricciò le labbra e sbuffò dal naso. 

«Questa si che era una bella dose… Vorrei avere anche io un colore di capelli così figo… Cambiano colore peggio di un arcobaleno. Fílos*, sembri un’insegna al neon…»

Capelli colorati. Ecco perchè gli avevano dato del fenomeno da baraccone… Quindi, non era del tutto sparito. Era sempre lì.
Sirio, era sempre lì.
Quando chinò il volto, per annusare l’incavo del collo di lei, capì tuttavia che vi era una forte parte irrazionale nei suoi modi. La giovane, rappresentava tutto ciò di cui lui voleva nutrirsi, ma… poteva fermarsi.
Un guizzo leggero della lingua e le leccò la pelle.
Eroina, crack… chetamina.
«Quanti anni hai?» la voce gli uscì bassa, un suono rauco e profondo che portò la ragazza a schiudere le labbra. Non si sorprese di poter parlare in quella forma, tuttavia, il suono della sua voce lo portò quasi a ringhiare per il fastidio e per trattenersi, si ritrovò a digrignare i denti.
«Abbastanza…»
Sirio inarcò un sopracciglio e le mostrò i denti, emettendo un verso d’ammonimento. Non gli piacevano le mezze risposte.
«Diciannove…»
Il ringhio morì sulle labbra dell’essere e gli occhi si socchiusero appena.
Diciannove anni… Senza aggiungere una parola, si rimise a camminare e allo stesso modo, smise di ascoltare le domande che la ragazza gli rivolgeva. La sua testa lavorava freneticamente. 
Poteva essere sè stesso, anche in quella forma? Il volto di Callie balenò tra i suoi pensieri e una stretta al petto lo portò ad accelerare il passo. Ben presto di Sirio e della ragazza, non rimase altro che il profumo dolce amaro che entrambi portavano addosso.

*Fìlos : amico.

Serie: Cheramyes
  • Episodio 1: L’ultimo spettacolo
  • Episodio 2: Do ut des
  • Episodio 3: Equilibri infranti. 
  • Episodio 4: Due facce, di una stessa medaglia.
  • Episodio 5: Segreti e magie.
  • Episodio 6: Fenomeno da baraccone.
  • Episodio 7: Di sangue e rabbia.
  • Episodio 8: Il Consiglio e il Saggio (parte prima) 
  • Episodio 9: Il Consiglio e il Saggio (parte seconda).
  • Episodio 10: Infera vendetta e Incantevole inganno. 
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    Commenti

      1. Vanessa Post author

        Grazie a te per essere ancora qui a leggermi, Andrea!! 😊🌺

    1. Alessandro Ricci

      Ciao Vanessa, grande brano, molto coinvolgente e tutto dedicato a Sirio, a cui sono empaticamente legato visto che sono gelosissimo delle mie sorelle 🙂
      Bravissima mi pia ce molto questa serie

      1. Vanessa Post author

        … Che cosa dolcissima. È bellissimo quello che hai detto. Cheramyes dà molta importanza al rapporto tra fratelli. Sapere che qualcuno vi si specchia, è molto bello.. Grazie 🌺

    2. Daniele Parolisi

      Puntata intensa a cui non manca niente: passione, violenza e fantasy. Insomma un trono di spade a portata di click XD
      Le descrizioni ti caricano e ti prendono con sé fino all’ultimo rigo.
      Un bel pollice in su. Continua cosi!

      1. Vanessa Post author

        Grazie Daniele * – * sono felice che questo episodio ti sia piaciuto u.u io il trono di spade non ho ancora avuto modo di vederlo. A dire il vero, non sono aggiornata su molte delle serie tv che sono in voga in questi ultimi anni… Preferisco leggere o guardare film. Sono un pò vintage dentro, sotto molti punti di vista… ed anche un pò bradipo. AHAHAHAHA Alla prossima!!

    3. Antonino Trovato

      Vanessa, beh, è certamente uno degli episodi migliori, anche se francamente è l’intera serie ad inebriare la mia fantasia! La storia dei due gemelli è sempre più affascinante, sono certo che le loro strade s’incrocieranno nuovamente, nel bene o nel male dipende da te😁! Adoro le tue descrizioni ricche di dettagli e particolari che non annoiano mai, perché scorrono piacevolmente, e poi il contesto della grecità, tra il classico e il moderno, e questo tuo romanticismo mai banale, ma oscuro e allo stesso modo passionale… insomma, ho sentito ogni sensazione dei tuoi personaggi, gli odori e i pensieri dentro la mia testa, sembrava proprio di stare con loro. Complimenti di cuore😃, attendo già il prossimo episodio😉!

      1. Vanessa Post author

        Che bello sapere che questi due stregoni strambi, ti abbiano intrigato tanto. Grazie di cuore per ogni parola spesa nei miei riguardi, tornerò presto con il nuovo episodio 🖤

    4. Micol Fusca

      Ciao Vanessa. Ennesima svolta inattesa, le strade dei gemelli sembrano aver preso strade diverse, ma sarà davvero così? Attendo il prossimo episodio nella speranza che Sirio riesca a trovare se stesso.

      1. Vanessa Post author

        Chissà se hanno intrapreso strade diverse. Credo che lo scopriremo meglio nei prossimi episodi :3 grazie Micol 🌺

    5. Giuseppe Gallato

      “Sollevarono il volto nello stesso momento, due meteore pronte a entrare in collisione…”: spettacolo! Questo è tra gli episodi più belli della serie, in cui le descrizioni romantiche si alternano a quelle violente in un continuo crescendo. Il suono di quel bulbo oculare schiacciato tra pollice e indice riecheggia ancora nella mia testolina! Ahahahah 🙂 Complimenti, al prossimo episodio! 🙂

      1. Vanessa Post author

        È tipico di me u.u il mio romance, non è mai romantico vero. Ha sempre tinte rosse e scure. Cerco, provo, a trasmettere sensazioni intense, mai troppo stucchevoli che nella mia testa trovo forse un po’ irreali. Come dicevo a Debora, da questo episodio si va dritto verso gli episodi finali e questo racconto è la svolta. Grazie per i complimenti al racconto e per quelli rivolti alla copertina 🖤 😍

    6. Debora Aprile

      Finalmente sono riuscita a recuperare gli episodi precedenti e a leggere immediatamente questo.
      Solo una parola: wow! La storia mi sta prendendo tantissimo e mi incuriosisce parecchio, anche se ancora non riesco a farmi un’idea precisa della direzione che prenderà. 😊 Un elemento che mi piace trovare negli scritti che leggo è quello della fluidità della narrazione, caratteristica che ho trovato sempre nei tuoi racconti. Bravissima Vanessa ❤

      1. Vanessa Post author

        😍 Sono tanto contenta di sapere che Cheramyes ti piace e che ti prende tanto, vuol dire che fin qui mi è riuscito di trasmettere ciò che volevo. I prossimi 4 episodi, vi accompagneranno verso la fine della prima serie e… U.U spero ti piaceranno allo stesso modo. Grazie 🖤