
Finalmente… l’inizio
Serie: La Finestra in via dei matti
- Episodio 1: Finalmente… l’inizio
- Episodio 2: Come è nato il libro (prologo 1/2)
- Episodio 3: Com’è nato il libro (prologo 2/2)
- Episodio 4: Guardo fuori per la prima volta veramente
- Episodio 5: Basta una spinta
- Episodio 6: Un nuovo punto di vista
- Episodio 7: Scrivere
- Episodio 8: Un branco di matti
- Episodio 9: Scrittura di gruppo
- Episodio 10: Il manoscritto
STAGIONE 1
“Ma tu esattamente che problemi hai?” mi chiese Irina.
Appena Fabio uscì per rispondere ad una telefonata, Bruno e Irina mi avevano chiesto come mai ci avessi messo tanto ad aprire la porta e gli avevo raccontato il film mentale su Fabio, diventato nella mia mente un agente segreto venuto ad uccidermi.
“Prima Bruno, anzi, Carmelo che doveva farti fuori e dare le tue orecchie in pasto ad Oliver; gli altri 3 che sono stati fuori davanti alla tua finestra per ben due minuti in più dopo aver finito di fumare e che avevano sicuramente intenzione di entrare in casa tua e ucciderti per rubarti il nulla; e adesso Fabio nei panni di uno spietato 007. Ma perché pensi che tutta la gente che incontri debba farti fuori?”
“Non tutta” specificai guardandomi i piedi “Qualcuno…”
Irina incrociò le braccia e mi guardò con uno sguardo misto tra l’arrabbiato e il preoccupato. Sospirai, incerto se confidarmi o meno. La verità era un po’ imbarazzante. Ma avevo davanti la mia “Famiglia”, inutile tenere nascosto qualcosa: tanto Irina pur di far luce sui miei strani comportamenti sarebbe arrivata a controllarmi anche il cellulare.
“Seguo dei Podcast su veri serial killer quando non riesco a dormire” dissi tutto d’un fiato.
“Giusto per addormentarti meglio” osservò Bruno divertito. Alzai le spalle.
“Diciamo che adesso potrei avere qualche problema con la mia fiducia nell’umanità” continuai “visto che la maggior parte dei casi che ho sentito non avevano nessuna vera motivazione per l’omicidio: semplicemente hanno visto la vittima, si son detti ‘potrebbe essere divertente uccidere quella persona’ e l’hanno fatto”.
“Ma, ascoltare qualcosa di più rilassante e con meno deviati mentali come protagonisti?” chiese Irina.
“Magari qualche favoletta per bambini” continuò Bruno.
“Con lupi famelici e streghe cannibali?” chiesi io.
“Mi fai cadere le braccia!” esclamò Irina “Vedere dei pazzi psicopatici anche nella storia di Cappuccetto Rosso e in quella di Hansel e Gretel è veramente troppo!”
“Vedo però che hai capito perfettamente di cosa stavo parlando!” le risposi “La mia osservazione non è molto lontana dalla realtà!”
Irina non sapeva cosa rispondermi e si girò a guardare la porta sperando che Fabio rientrasse e si potesse finalmente porre fine a quella conversazione. Ma la voce di Fabio non accennava a prendere un tono di congedo: doveva essere davvero una telefonata importante.
Bruno si schiarì la voce. “Posso chiedere da quanto tempo ascolti questi Podcast?”
“Da qualche anno” risposi.
“Quindi, da prima di venire a vivere qui?”
Annuii.
“E queste manie di persecuzione invece da quando sono iniziate?”
Ci pensai su un attimo. “Qualche settimana dopo essermi trasferito qui”.
Bruno annuì come se lo immaginasse già, ma non aggiunse altro perché Fabio era finalmente rientrato.
“Scusate, era il mio partner di Shanghai. Là sta per finire la giornata lavorativa, dovevamo sistemare un paio di cose prima della chiusura dell’ufficio” disse come se dovesse giustificarsi “Comunque, Irina mi ha dato il tuo manoscritto e potrei avere una o due conoscenze nell’editoria che potrebbero essere interessati a darci un’occhiata.”
Rimasi un attimo sconcertato, mentre invece Irina batteva le mani al suo solito quando qualcosa la rendeva particolarmente felice.
“Non è fantastico Tommaso?” mi disse piena di entusiasmo.
“Calmiamoci un attimo” dissi io “Abbiamo appurato che non è James Bond, ma posso sapere un attimo chi ho in casa e come ci è arrivato? Come fai a conoscere uno che ha contatti in Cina?”
“Ehm, non so cosa c’entri James Bond” rispose Fabio abbastanza imbarazzato nel rendersi conto che era stato l’unico a non capire quella mia uscita “Comunque sono socio fondatore di un’agenzia pubblicitaria internazionale, ecco perché abbiamo una sede anche in Cina. Già che siamo in argomento ne abbiamo una anche a Miami e ad Oslo. Comunque, sono a casa tua perché Irina mi ha portato il tuo manoscritto. Io e lei ci conosciamo da anni, praticamente era la governante di casa: dire donna delle pulizie sarebbe riduttivo viste tutte le cose che faceva per me e la mia famiglia. Sapendo delle mie conoscenze nell’editoria è venuta da me e mi ha mollato quel malloppo di fogli sulla scrivania.”
“Gli ho chiesto di leggerlo e vedere cosa ne poteva tirare fuori” intervenne Irina.
“Me lo hai ordinato, non me lo hai chiesto” precisò Fabio. Irina liquidò l’osservazione di Fabio come se non avesse alcuna rilevanza ai fini della spiegazione. Lui sospirò e io non potei fare a meno di simpatizzare con quello sconosciuto, conoscendo bene i sentimenti di frustrazione che a volte Irina poteva suscitare. Fabio si voltò di nuovo verso di me.
“Ovviamente ho bisogno del tuo permesso per presentare il manoscritto a qualche editore, ancora meglio sarebbe se riuscissimo ad andare insieme.”
Non sapevo esattamente cosa rispondere. In realtà non credevo che quello che avevo scritto potesse essere di qualche interesse per altri al di fuori dei miei amici e avevo timore a proporlo ad estranei. A quanto pare Irina e Fabio invece la pensavano diversamente. Ma lei era amica mia, ed ero convinto fosse di parte. Forse l’offerta di Fabio era semplicemente per assecondare quella donna che non sapeva accettare un no come risposta. Forse una volta preso appuntamento per andare insieme dall’editore e fossimo stati soli, Fabio mi avrebbe confidato che in realtà i miei racconti facevano schifo, o forse me lo avrebbe detto l’editore. Ancora peggio: avrebbero pubblicato il libro e avrei ricevuto solo recensioni negative, gli haters mi avrebbero rintracciato e…
“Se stai immaginando un linciaggio di massa” intervenne Irina ormai anche troppo consapevole di come funzionava la mia testa “puoi sempre farti pubblicare con uno pseudonimo.”
“E puoi venire a stare da me” disse Bruno.
Tutti e tre lo guardammo con occhi sgranati.
“Il tuo vero problema è la solitudine, ragazzo mio” continuò Bruno “e sotto certi aspetti, molto diversi dai tuoi, anche il mio. E’ da un po’ che ci stavo pensando visto che ho una camera da letto vuota e ora vedo che hai bisogno anche tu di un coinquilino… e anche di un gatto che ti aiuti a ridurre lo stress.”
Quando all’inizio di tutta questa storia ho detto che la finestra da cui guardavo tutti passare è ancora là, l’ho detto con cognizione di causa. Adesso dalla finestra di Bruno la guardo tutte le mattine, soprattutto quando mi serve un po’ di ispirazione per i nuovi racconti che mi commissiona l’editore.
Anche se ho voluto comunque pubblicare il libro col mio nome per paura che poi qualcuno me lo rubasse, la mia fiducia nell’umanità è migliorata. Un po’ sicuramente grazie ad Oliver che passa le notti ai miei piedi sul letto, anche perché Bruno non lo lascia mai salire sul suo, e mi aiuta a dormire senza Podcast. Adesso li ascolto insieme a Bruno durante l’ora di cena e discutiamo insieme di come si potrebbero evitare situazioni del genere. Forse essere il bersaglio di un serial killer non è poi così comune come avevo iniziato a pensare.
Ogni tanto sfoglio le pagine del mio primo libro “La finestra in Via dei Matti” e mi domando quelle persone come stiano vivendo adesso, se ho davvero indovinato le loro vite e, se per caso hanno letto i miei racconti su di loro, se si sono riconosciuti nelle mie descrizioni.
Credo proprio che voi sarete più fortunati di me, perché so di per certo che lo scoprirete.
Serie: La Finestra in via dei matti
- Episodio 1: Finalmente… l’inizio
- Episodio 2: Come è nato il libro (prologo 1/2)
- Episodio 3: Com’è nato il libro (prologo 2/2)
- Episodio 4: Guardo fuori per la prima volta veramente
- Episodio 5: Basta una spinta
- Episodio 6: Un nuovo punto di vista
- Episodio 7: Scrivere
- Episodio 8: Un branco di matti
- Episodio 9: Scrittura di gruppo
- Episodio 10: Il manoscritto
Questa serie mi ha fatto vivere momenti di vera serenità, immersa nel calore ricevuto da Tommaso dai membri della sua famiglia acquisita. La solitudine può essere meravigliosa, se abbracciata con cognizione di causa, ma può trasformarsi in uno dei mali peggiori qualora sconfini nell’abbandono (anche di sè). Il finale chiude il cerchio in modo perfetto. Non so se Tommaso farà ritorno in questi lidi, ma spero davvero di leggere altre tue storie.
Grazie mille!
Ogni tanto c’è bisogno di un po’ di umanità e di persone che ti aiutano piuttosto che fregarti. Ho immaginato gli amici che ognuno di noi dovrebbe avere e ho fatto in modo che incontrassero Tommaso in questi racconti, uno alla volta.
Questa sorta di “famiglia” poco convenzionale che si sta formando intorno a Tommaso, basata sull’ amicizia, sull’ aiuto e sulla vicinanza che scaccia la solitudine, suscita simpatia e da` conforto, in un mondo, anche quello attorno a noi, pieno di veleni di ogni genere. Questi tuoi episodi ci aiutano a non dimenticare che, in mezzo a noi, c’e` anche qualcosa di buono, che fa tanto bene al cuore.
C’è una frase famosa che dice: “Gli amici sono la famiglia che ci scegliamo”… anche se a dir la verità, questi amici non se li è scelti Tommaso, ma loro hanno scelto lui.
Hai ragione, il mondo è pieno di veleno e cattiveria… purtroppo sono una che non ha molta fiducia nell’umanità, ma a volte le cose belle capitano, qualcuno ci stupisce e finalmente possiamo dire che non tutta l’umanità fa poi così schifo..
Spassosissimo 😂 Irina è una forza, mi piace veramente tanto e metà delle volte ha esattamente le mie stesse reazioni…per l’altra metà sono come Tommaso😂 finalmente quindi Tommaso ha trovato il suo posto ormai, bello anche il finale con il trasloco e la vista sulla finestra in via dei matti
Ciao Carlo!
Irina si ama e si odia 😂 ma è di buon cuore. Lei sa sempre quello che è meglio per gli altri, soprattutto quando loro non ne hanno idea. Il trasloco è uscito fuori spontaneamente: nulla scaccia i brutti sogni come la buona compagnia. 🙂