
FOLLETTO FOLLETTO
Serie: Le avventure di Rana Storta e Sgabello
- Episodio 1: Perché non arriva la primavera?
- Episodio 2: FOLLETTO FOLLETTO
- Episodio 3: I Problemi arrivano a casa
STAGIONE 1
«Sono oramai convinto che questo folletto, il quale tanti guai combina in questo bosco, deve avere a che fare con il fiume in secca e il tardar della primavera» Esclamò Tommasino riprendendo il suo viaggio nella foresta.
Dopo ancora un lungo camminare era arrivato oramai alla fonte del fiume, quando cadde in una buca nascosta da foglie e rami.
«Ah, ah, ah!» La beffarda risata arrivava dal bordo della buca in cui Tommasino era caduto.
Si affacciò al bordo della fossa un piccolo folletto, non più alto di un paio di spanne, dal cappello rosso che pareva un incrocio tra un gatto e uno scimmiotto.
«E così sei tu che disfi tutti i miei scherzi, che con fatica imbandisco in giro per il bosco.»
Ormai avrete capito che Tommasino aveva più nerbo di quanto si potesse pensare e al nanetto rispose a tono.
«Certo che son io, e sono anche convinto che tu hai a che fare col fiume in secca ed il tardar della primavera»
L’elfo spavaldo, mentre ballava sul bordo della fossa, canticchiò ancora.
«Sei rachitico e zoppo, ma di certo non sei sciocco, si è vero anche loro sono caduti in un mio tranello, ma oramai altri miei trucchi disfare non potrai e, con una bella pietra sopra, altri problemi non mi darai!»
E così dicendo, il folletto fece rotolare un grosso masso sulla buca, coprendo l’ingresso e bloccando Tommasino nel buio, soddisfatto del suo lavoro, si allontanò per la sua strada saltellando contento.
Il piccolo Sgabello da dentro la sua sacca iniziò a guaire spaventato, ma Tommasino non si perse d’animo per un istante.
«Certo non mi farò mettere i piedi in testa da te, furfante!» Urlò Tommasino anche se nessuno poteva sentirlo.
E così tirò fuori l’antenna di formica e usandola diventò più piccolo di un chicco di riso e senza far tanta fatica, uscì dalla buca, passando sotto il masso.
Una volta tornato alle sue dimensioni normali, posò per terra Sgabello e gli chiese di cercare per il bosco, perché di sicuro anche il Fiume e la Primavera erano intrappolati da qualche parte e solo il cagnetto, con il suo dono li avrebbe potuti trovare.
E così il piccolo cane annusò tutto intorno e arrivato davanti ad una caverna coperta da una grande pietra iniziò ad abbaiare, Tommasino capì subito che chi stava cercando era intrappolato nella caverna e pensò bene di suonare il flauto per richiamare Schiaccia Montagne il Gigante, che rispose al richiamo e giunse lì in un attimo, capito il da farsi, sollevò la grande pietra come fosse una piuma.
Dalla caverna spuntò un grande uomo grigio, con una barba lunga sino a terra, pareva fatto d’acqua con tanto di pesci che ci nuotavano dentro.
«Fiume cosa fai qui» Chiese Tommasino riconoscendolo all’istante.
«Sono finito qui con l’inganno! Quel maledetto di un folletto, mi ha portato qui dicendomi che primavera mi voleva incontrare, ma una volta entrato mi ha chiuso dentro con quell’enorme pietra!»
Poco più avanti sempre con l’aiuto di di Sgabello, trovarono un’altra caverna chiusa da un enorme masso, ancora il gigante sollevò la pietra come un fuscello e liberò l’ingresso della grotta, dalla quale, questa volta, venne fuori una bellissima ragazza con capelli lunghi sino a terra, fra i quali sbocciavano fiori di mille colori.
«Primavera cosa ci fai qui?» Chiese Tommasino, riconoscendo nella bella ragazza la Primavera che tutti tanto aspettavano.
«Un malvagio folletto mi ha portato qui dicendomi che il Fiume mi voleva incontrare, ma una volta entrata nella caverna, mi ha intrappolata con un masso e non sono potuta più uscire.»
Schiaccia Montagne aveva finito il suo lavoro e, dopo averlo tutti ringraziato, salutò per poi sparire di nuovo così come era arrivato.
Dopo aver ringraziato il Tommasino e Sgabello anche Fiume e Primavera salutarono, un lavoro assai importante li aspettava e, non potendo tardare oltre, anche loro sparirono.
Tommasino ora che era fuggito e aveva pure disfatto gli ultimi due tranelli dell’elfo, certo non poteva tornare a casa per la via del bosco.
Altri pericoli lo avrebbero sicuramente atteso, se avesse incontrato di nuovo il piccolo elfo, così prese sgabello sotto braccio e sventolando la piuma, pensò alla sua casa e, in un batter d’occhio, si ritrovò nella piazza del suo paese.
Anche se il suo villaggio era assai lontano il viaggio durò solo un istante, Tommasino si accorse subito che la primavera era già tornata nei campi e l’acqua scorreva nel letto del fiume e ne fu assai felice.
Quando raccontò la sua incredibile storia, tutti in paese lo accusarono di essere un bugiardo, compreso il padre di Rosabella che gli aveva promesso la sua figlia in sposa; ma quando videro gli oggetti magici che aveva avuto in dono, tutti non poterono fare altro che ricredersi, ottenne così la sua ricompensa di mille monete d’oro e Tommasino poté finalmente sposare Rosabella.
Tutto è tornato al suo posto e questo non può essere che il più classico dei lieto fine, ma le avventure dei nostri eroi non erano ancora finite.
Serie: Le avventure di Rana Storta e Sgabello
- Episodio 1: Perché non arriva la primavera?
- Episodio 2: FOLLETTO FOLLETTO
- Episodio 3: I Problemi arrivano a casa
Bello, aspetto le prossime avventure!
Fantastico questo librick!