Fuoco come grattacielo

Serie: Guerra Euro-Cinese


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Adesso i NuFoS combattono altrove

Nevicava.

Eppure, era estate.

L’attrito della neve infastidiva Pico, ci aveva perso l’abitudine, camminava in modo da mettere i suoi passi là dove chi lo precedeva li aveva già messi, così eventuali inseguitori non avrebbero capito quanti fossero.

Quelle avventure… Come un videogame. Di sfida in sfida, e poi ogni sfida si apriva come una scatola cinese per fornire una nuova avventura.

Scatole cinesi, se non matrioske visto che quella era la Siberia.

Pico avrebbe dato il meglio e, ne era sicuro, pure il plotone Psi, davanti a loro si stagliò il laboratorio russo di Ugoyan.

Da quando la Federazione Russa si era venduta alla Repubblica Popolare Cinese, l’intera Siberia era diventata territorio su concessione cinese. I russi erano più che altro servi dei cinesi, che vergogna. E quel laboratorio non era dissimile da quel che era successo.

Come se fossero pescispada che sbucavano dal mare per trafiggere il pescatore imprudente, i NuFoS si avvicinarono al laboratorio. O meglio, un sito in cui i russi fabbricavano armi chimiche. Meglio stare attenti, non si sapeva mai che qualcosa esplodesse e ci fosse qualche cosa peggio di Seveso, l’evento in Brianza di più di sessant’anni fa.

«Attacco» sbraitò via radio Pico.

I NuFoS eliminarono le sentinelle sparandogli in faccia, assalirono la rete protettiva con i guanti in gomma per non prendere la scossa elettrica e la tagliarono, poi inondarono la base militare.

Altri russi cercarono di bloccarli.

I NuFoS li seccarono con corte raffiche.

Anche se erano solo in trenta, fu abbastanza perché parte del laboratorio cadesse nelle loro mani. Ora bastava avanzare e neutralizzare i difensori prima che arrivassero i rinforzi.

Pico tenne sotto controllo la squadra comando, davanti a sé c’era quella dei granatieri, i fucilieri si mossero come arieti e gli spari si diradarono.

Pico aveva sotto il suo controllo l’intera base. «Ottimo».

Il caporalmaggiore si mise sull’attenti. «A sua disposizione».

Pico si rivolse ai granatieri. «Sabotate quel che si deve, poi filiamo via da qui, non mi piace rimanere in questa estate invernale».

I granatieri annuirono, i granatieri obbedirono. Stavano minando il deposito delle armi dove era stoccato il materiale chimico, ma fu allora che in cielo arrivarono dei KA100.

Simili a squali neri, i KA100 passarono intorno alla base e Pico colse che stavano per lanciare i loro razzi. Avessi lo WASP come a Pir Bolagh… «Fate in fretta» abbaiò.

Quando sembrava che i KA100 stessero per sparare, i granatieri si allontanarono e uno di loro premette un pulsante.

Il deposito di stoccaggio esplose e parve confondere i piloti russi.

Le fiamme si sollevarono impetuose come grattacieli, la neve si sciolse per il vapore, Pico si strinse nella maschera antigas. «Ora via di qua. Al più presto!».

Si lasciarono alle spalle la base di Ugoyan e corsero verso il fronte degli Urali, e i KA100 fecero fuoco: contro le ombre.

Serie: Guerra Euro-Cinese


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Metti sempre tanta cura nei dettagli, il che rende la storia più verosimile e fa immergere il lettore più in profondità, con un senso di presenza molto forte. Deduco che la storia è ambientata nel duemila trenta qualcosa, o addirittura duemilaquaranta. I cinesi avranno ancora i KA60?