GABRIELE

Guardare quello che è stato non è mai piaciuto a Gabriele, forse è per questo che vive dove vive, lontano da tutto quello che ha sempre conosciuto, o forse abita lì solo perché gli piace, perché ama il sole, il mare, il fatto che la sera possa fumare in spiaggia con indosso solo dei pantaloncini e una camicia aperta, si domanda però se è un motivo sufficiente per abbandonare il proprio mondo. Si chiede il perché, ma non il motivo superficiale, non è mica stupido, non ha di certo abbandonato la donna della sua vita senza avere un motivo pronto da rifilargli, le ha detto che soffocava, così le ha detto. Le ha detto che il sistema, no anzi, la società lo aveva stancato, non ce la faceva più, non voleva lavorare, non voleva scrivere, voleva solo vivere, così le disse, che voleva solo vivere, si mise pure a piangere, non si mise a piangere per il motivo appena spiegato ma perché la donna lui l’amava davvero, gli manca così tanto. Si sentono ancora, lui le scrive delle lettere, potrebbe mandarle delle mail, nel villaggio internet è arrivato molto prima del suo arrivo, solo che a lui, semplicemente non va. Attenzione, usa ancora la tecnologia, passa interi pomeriggi a giocare alla play o a guardare film, addirittura li fa lui i film. Nel villaggio quasi tutti i ragazzi sono entusiasti di partecipare ai suoi esperimenti cinematografici, a volte passa intere nottate a montarli, a guardarli. Dopo ogni proiezione il villaggio esulta sempre, grida, festeggia, tutti lo abbracciano e gli fanno i complimenti. Gabriele è sempre felice, le prime volte piangeva sempre di gioia prima di andare a dormire. La donna della vita ha sempre risposto alle lettere, la prima lettera Gabriele gliela scrisse dopo 2 anni dalla sua partenza per il villaggio. Si è fidato, si è fidato dei detti, è partito con la consapevolezza che “tutto scorre” che “il tempo guarisce tutte le ferite” erano frasi banali, è vero, lo pensava sempre, ma era anche convinto che le cose banali sono vere. Una volta lo ha detto anche alla donna, per lui questo era uno dei problemi del mondo, che le banalità stavano perdendo di valore, è come se la loro ripetizione continua significasse ormai falsità, non vero, ma erano vere. Gabriele si rese conto di avere ragione, la terribile tristezza che gli devastava il corpo durò per soli 3 mesi, poi si abituò al villaggio, ai suoi tempi lenti, all’ozio, alla gioia serale. Praticamente non lavorava mai, il villaggio l’ha semplicemente accolto, lui si presentò con nient’altro che uno zaino e loro gli diedero una casa, un seminterrato per essere precisi. Prima Gabriele era convinto che lo volessero mangiare, pensava che lo tenessero buono per facilitare il processo di cattura, questo dubbio però sparì abbastanza in fretta, nel villaggio ogni sera si festeggia, in piazza, nei locali, si beve, tutti bevono così tanto, anche Gabriele beve, ride, si ubriaca, scopa. Però la donna ancora non riesce a scordarla “è perché non ti sei innamorato” si dice, convinto che un’altra donna, un altro vero amore, se questo è possibile, può scacciare la donna originale dal cervello, ma lui non si innamora di nessun altro, ama la vita, ama le persone, ama le donne che si scopa, tutte, ma lei, lei non sa perché sta ancora lì, guardinga e in attesa in un angolo remoto del cranio. Ieri ha letto una sua lettera, ha scritto di nuovo che vuole venire a trovarlo, che aspetta solo che Gabriele le dica quando. Non vuole pensarci o, meglio, non ci riesce, sa che tutti gli altri pensieri sono strettamente legati a questa notizia, ma non riesce a pensarci, non riesce a concentrarsi davvero sullo specifico avvenimento. Si sta bene fuori, Gabriele è in spiaggia e passeggia, magari l’aria del mare lo può aiutare nella sua meditazione, dopo cento metri vede Suhua, è bellissima, indossa un bikini bianco, dorato. La chiama, Suhua si gira, gli sorride e gli corre incontro abbracciandolo, è ubriaca, Gabriele se ne accorge subito, però è comunque bellissima, nonostante la sbornia si muove con grazia, con eleganza. Suhua afferra la mano di Gabriele e se la porta al petto, lui arrossisce, la donna si avvicina, lo bacia, a lungo e con passione, poi la ragazza si mette a correre ridendo verso la strada. A Gabriele è sempre piaciuta, è che lei, non Suhua, lei, lei doveva venire prima, quando aveva fatto l’amore con Suhua lei doveva arrivare, cento, mille lettere fa doveva arrivare. Lei però non venne mai.

Gabriele non lo sa ancora ma è libero, domani Gabriele andrà al mare, poi vedrà.

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Discussioni

  1. Bellissimo racconto. A mio avviso hai inserito un tema non affatto banale, ovvero la scelta tra la serenità e la fuga da ciò che fa star male, la libertà e la pace interiore insomma; e la persona che si ama, la quale invece non si può separare dallo stesso mondo che fa soffrire.

  2. Leggere questo testo mi ha trasmesso le stesse sensazioni di un quadro surrealista, in senso positivo: è come un dipinto da interpretare, ma, in fondo, non si cela altro che un’allegoria di ciascuno di noi.

  3. Bellissimo stile, una prosa melodica che a tratti diventa poesia. Mi hai ricordato, non so bene perche, quella cosa che abbiamo, ogni tanto, di scappare, ma soltanto per farci rincorrere. O aspettare l’amore in modo diverso.