Gente

Riflettevo sulla mia vita, sugli ultimi accadimenti che ho vissuto e mi chiedevo: cosa fa star bene davvero la gente? Cosa la rende soddisfatta, cosa dona sicurezza, gioia, in generale? Non dovrebbe di certo esser quello di invidiare e sabotare il cammino degli altri. Dovrebbe essere quello di condividere, di gioire degli altrui traguardi. Di coinvolgere gli altri nella propria vita, lavorativa ed affettiva. Non è così. Credo lo sappiate bene e lo abbiate vissuto sulla vostra pelle… La gente, al 90 % – almeno quella che ho conosciuto – non ha un briciolo di gratitudine ed anzi, tende ad usare chi ha di fronte per i propri scopi. Ma come può esser soddisfatta della propria vita, dei traguardi che raggiunge senza guardare in faccia nessuno? Calpestando la morale comune, le anime di chi ha di fronte, parlandone alle spalle, affossando chi, magari, è anche più capace di loro? Come può questa gente continuare a guardarsi serenamente la mattina allo specchio, come se nulla fosse? Me lo domando. Come puoi costruire i muri di un asilo nido con rifiuti altamente tossici? Come puoi avvelenare il tuo stesso popolo per trarne lucro? Come puoi ferire, uccidere, annientare, stuprare l’anima dei tuoi simili e continuare, beatamente, la tua vita, come se nulla fosse? Come? E come riesci a non pensare a quello che hai fatto, a come ti comporti con il prossimo e soprattutto ad avere una lingua così lunga senza inciamparci quotidianamente? L’essere umano delude. Costantemente. E questo rende a zero la fiducia che potremmo avere nel prossimo: ci chiediamo, spesso e volentieri, dopo esser stati “raggirati”, se chi abbiamo di fronte, chi abbiamo appena conosciuto, sia solo un altro pronto a rubarci quello che abbiamo dentro. O quello che siamo capaci di fare… Non ci fidiamo. Ecco un “bel” circolo vizioso cui far fronte… Qual’è il suo secondo fine? Anzi… il primo? Non certo aiutarci… darci conforto… e dunque per il precedente che si è costituito, ciò che ne viene fuori è un’umanità sfiduciata, prevenuta, guardinga. Ci sono persone però che non hanno doppi fini. Lo so. Per certo. Ma oramai questa incredulità, questo smaliziato esser “sull’attenti”, si è diffuso come fosse una peste bubbonica. E non c’è cura… O meglio… ci sarebbe. Gettare le armi. Gettare le maschere a terra. Tutti quanti. Subito. Adesso. E costruire le basi di un futuro meritocratico, felice, alternativo al consumismo, alla raccomandazione facile e contro ogni populismo. Perché i problemi sono uno dentro all’altro, come bambole matrioske. Tutto parte dalla fiducia nel prossimo che possiamo tornare ad avere. Perché, cari miei, ci lamentiamo di una classe politica italiana allo sbando, corrotta, che definiamo prevaricatrice, usurpatrice e immorale… ma la realtà è che quella classe politica altro non è che un campionario “ben” assortito d’umanità. E allora viene da pensare che la gioia, la pace e tutte le sensazioni che dovremmo provare in vita, gli ideali che dovremmo percorrere siano utopia, un’illusione. Perché non è possibile altrimenti. Perché siamo circondati da gente che usa, sfrutta, deride, sparla, spettegola, ruba, imbroglia, corrompe il prossimo suo. È un problema culturale, il nostro. Se alle nuove generazioni insegneremo i valori della vita, quelli veri, quelli che contano veramente… se insegneremo loro che essere ciò che si è non è un errore e costa meno tempo che fingere… se insegneremo che la falsità non paga né alla lunga, né a breve termine e ci adopereremo per metterla al bando… Avremo vinto. Tutti quanti. Perché la gente, siamo noi.

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Discussioni

  1. Ciao Stefano… vorrei commentare il tuo “racconto” e spero non ti dispiaccia se ho virgolettato la parola. Effettivamente il sapore non è di racconto, poiché manca di trama, intreccio e personaggi, ma questo non toglie spessore a un brano di attenta e sensibile scrittura. Purtroppo già da piccoli ci insegnano a fare le classifiche dei buoni e dei cattivi e poi crescendo ci accorgiamo che i cattivi sono “altri”… è interessante entrare dentro le riflessioni di uno scrittore, sono importanti per costruirci l’immagine interiore dell’uomo che scrive. Hai una bella penna e quindi spero di leggere altre cose tue… 🙂

  2. Un altro sfogo dirompente, in un caldo pomeriggio di maggio. Non si esce alleggeriti da questa lettura (d’altronde, chi l’ha detto che la letteretura ha lo scopo di alleggerire o intrattenere?). Per il prossimo LibriCK di Stefano, che la redazione aspetta con ansia, sarebbe bello intravedere una trama e dei personaggi. Ma se questo è lo stile che piú ti mette a tuo agio va benissimo cosí, quello che conta è scrivere e grazie per averlo fatto.

  3. L’ho letto in due tempi, sono stato interrotto…anche questo è bello forte e cupo, ma lascia, se non altro, intravedere degli spiragli. Un altro mondo è possibile. Poco prababile, ma possibile. Grazie Stefano!