Ghiaccioli verdi e cieli azzurri
Serie: L'autunno del 2007
- Episodio 1: Ghiaccioli verdi e cieli azzurri
- Episodio 2: L’avevo lasciato squillare
- Episodio 3: Alla fine è meglio se vai
- Episodio 4: I sogni e la neve
- Episodio 5: Venerdì sera
- Episodio 6: L6
- Episodio 7: Una volta che cadi
- Episodio 8: A casa, la sera
- Episodio 9: L’estate di San Martino
- Episodio 10: Amir e Mohammed
- Episodio 1: Il conto
- Episodio 2: Una sedia dove sedersi
- Episodio 3: La ragazza vestita di giallo
- Episodio 4: Mani spaccate
- Episodio 5: Le scie degli aerei (epilogo)
- Episodio 6: L’ultimo giorno
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Niente da guardare se non il cielo azzurro di ottobre, il rettangolo di una finestra e l’orologio che segnava le quattro e trentadue di pomeriggio. Altro non c’era. Me ne stavo steso sul letto con le mani intrecciate dietro il collo e in testa non avevo niente se non un enorme sbadiglio che a quanto pareva non riusciva piĂ¹ a fermarsi.
Aspettavo che succedesse qualcosa. Avevo gambe, piedi, mani e braccia, avevo occhi, un naso e due orecchie, avevo vene e sangue. Il sangue girava dappertutto ma dentro era vuoto e nel vuoto non cresceva nemmeno un’idea.
Così stavo steso sul letto e aspettavo, cosa non so.
Ripensavo ai ghiaccioli verdi di mia madre, era tanto tempo prima, d’estate.
Mia madre versava lo sciroppo alla menta nello stampo che si usava per fare i cubetti di ghiaccio e in ogni scomparto dello stampo piazzava uno stuzzicadenti. Poi metteva tutto quanto nel congelatore e andava a sbrigare le faccende. Eravamo piccoli, io e mio fratello. Giocavamo a pallone dietro casa e io ero piuttosto bravo mentre mio fratello non era granchĂ©. Aveva giĂ la musica dappertutto. La sera, dopo cena, mia madre apriva il freezer e ci dava un ghiacciolo a testa, uno a me, uno a mio fratello. Cercavo di far durare il mio il piĂ¹ possibile, me ne stavo seduto sul terrazzo con la luce rossa della sera che lentamente diventava buio.
Il cielo azzurro di ottobre ha il sorriso fasullo e l’anima guasta perchĂ© si porta un segreto nel cuore. Il segreto è dicembre, il freddo sempre addosso, la pioggia che batte su tutto. Guardavo il cielo azzurro di ottobre e pensavo al tradimento dei giorni, ai ghiaccioli alla menta e alla polvere che riusciva ad infilarsi davvero dovunque. Inutile lavarsi la faccia e le mani, è nelle lame di luce che attraversano le tende e si infilano in casa, nella polvere che ci balla dentro, che vedi il futuro avanzare e ancora avanzare. Ad un certo punto non gli basti piĂ¹, per quanto ti impegni, per quanto ti riesci ad allungare. Allora ti prendono e ti sbattono fuori.
Guardavo il cielo azzurro d’ottobre da dietro i vetri di una finestra chiusa e aspettavo che succedesse qualcosa. Il sangue faceva il suo giro ma tutto il resto era immobile come fosse giĂ morto o sul punto di farlo. Avevo cercato con ostinazione il silenzio e adesso che l’avevo trovato non ero piĂ¹ capace di uscirne. Non mi importava.
I giorni passavano sui giorni, aggredivo me stesso nel tentativo di farmi a pezzi e nel disastroso naufragio di ogni cosa che avevo mi pareva di diventare ogni volta piĂ¹ forte e piĂ¹ duro.
Serie: L'autunno del 2007
- Episodio 1: Ghiaccioli verdi e cieli azzurri
- Episodio 2: L’avevo lasciato squillare
- Episodio 3: Alla fine è meglio se vai
- Episodio 4: Venerdì sera
- Episodio 5: I sogni e la neve
- Episodio 6: L6
- Episodio 7: Una volta che cadi
- Episodio 8: A casa, la sera
- Episodio 9: L’estate di San Martino
- Episodio 10: Amir e Mohammed
Caro Michele… l’ho letto e poi riletto convincendomi che è un gioiello quello che sei riuscito a togliere dalla tua mente per fissarlo, indelebile, sulla carta… si dai, sullo schermo. Hai fluiditĂ , padronanza dei termini e intuizioni magnifiche: l’immagine della polvere visibile nelle lame di luce che filtrano tra le tende e che tu accosti al futuro è notevole. Complimenti, lavoro piĂ¹ che ottimo!!!???
Grazie mille, Giuseppe!!!
Un inizio intrigante e promettente.
Ti seguo. ??
Grazie mille Giuseppe…vediamo come va a finire la faccenda!!!
Ricordo quel periodo, e quando compii diciassette anni. Ricordo molto bene l’attentato di New York e anche il fallimento della Lehman Brothers nel 2008, poco prima che venisse eletto Obama