Gironi improbabili

Serie: Il maledetto cacciatore di fantasmi - with Lorenzo R. Gennari


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Adriana, la moglie di Eugenio, ha sostituito la morte a tempo indeterminato su ordine dell’Altissimo e dopo aver riassestato l’aldilà ritorna per assegnare ad ognuno il suo posto.

Passarono tre giorni quasi felici. La mamma di Eugenio, contenta di potersi curare ancora del suo bambino rimase a casa sua facendolo ingrassare di trenta chili in più. Eugenio, quasi, ripensò al girone nel quale sarebbe stato messo ma la sua ingordigia era pari alla stupidità umana, ovvero priva di fondo.

Nessuno attentò più alla vita del nostro mansueto protagonista, se non forse la irrequieta Maria, la quale avrebbe avuto tutte le ragioni per usare il suo fucile, per quanto la presenza di Eugenio fosse fastidiosa. Si trattenne in vista della sua inutilità.

Alla fine del terzo giorno una nebbia familiare si estese nella cucina decretando l’arrivo della mostruosa figura della Morte, la quale disse con voce cavernosa:

– SONO QUI PER MIETERE LE VOSTRE ANIME! –

– Signorina non fare la voce grossa su mio figlio! – rispose la madre autoritaria.

Ma la donna continuò con la stessa voce e, ridacchiando, tirò fuori il suo porta documenti.

– Allora… Igor Ivan Nikolai Dragunov Russo, tu sei stato assegnato a Joseph McCarthy nel girone dei Maccartisti. –

Ivan gridò dalla disperazione e, piegandosi sull’orlo della veste della Morte, implorò:

– NUOOO! Per favuore pietà! Tu non potere mandare me da meccartista! Pomiluy menya (per favore abbi pietà) –

– È QUELLO CHE TI MERITI PER AVER TENTATO ALLA MIA CASTITÀ QUEL FATIDICO GIORNO! — E mentre rideva di gusto, la Morte tirò fuori un timbro che stampò in fronte allo staliniano. La scritta rossa recitava: “assegnato”, e poi esso sparì insieme a lui. Eugenio cercò di interpellare la sua moglie in merito a quella questione della castità, ma il discorso cedette con un enigmatico: “Ciò che succede in vita, rimane in vita”.

– Geremia Stilton! – Disse guardando Gerry, l’amante del caffè.

Sonia scoppiò a ridere:

– Geremia! Geremia Stilton! Come il topo! Dove va? Nel girone dei formaggi?! 

– No! Dacché è un ripetente, avevo pensato al girone delle Pubblicità in Loop, ma poi il signor Rasputin mi ha mandato una lettera in cui ha espresso il desiderio di incontrarla per complimentarsi di aver battuto il suo record, quindi è li che andrai.

– Ma esiste davvero? – chiese incredulo

– Certo! Abbiamo aggiunto un po’ di gironi in modo da accogliere più persone, il signor Rasputin ha fondato il suo girone per chi muore a ripetizione come lei. –

– Un momento! Ma c’è il caffè? –

– Certo, ma al gusto di mutande fermentate. –

Gerry attese con impazienza il timbro sul viso e sparì esultando sotto allo sguardo stranito della

morte. Fu allora che essa si sfregò le mani guardando la venerabile Maria.

– Aspettavo da tanto questo momento. – mormorò eccitata, tornando al tono normale.

La gentil dama cercò di ribattere con un sommo e timoroso : – Non ti azzardare, put***a! –

– Questa è una delle mie idee più geniali, per tutti coloro che nascondono fucili d’assalto in casa, cadaveri di poveri uomini di colore e che se la rifanno su vecchi motociclisti indifesi… il girone dei nazisti! Il campo del Politically Correct! –

Essa in un atto estremo di difesa provò ad uccidere la Morte con il suo fucile, ma l’azione simbolicamente incoerente decretò solo un buco nella veste. La Morte scomparve e ricomparve alle sue spalle e la sua voce mormorò all’orecchio della povera anima di Maria:

– Verrai investita da moralità e messaggi corretti senza possibilità di ribattere… Per l’eternità. – e, con un gesto tecnico della velocità di un fulmine, timbrò sia il fucile, sia la donna facendola sparire tra bestemmie immonde, ma sempre giustificate. Povera Maria, non si meritava veramente tutto questo…

Poi arrivò la madre che chiese ancora una volta di essere mandata dal suo amato. La Morte la guardò e, con fierezza, illustrò:

– Siccome suo marito era un prete sposato, ho fondato il girone delle suore lussuriose, spero avrete una non-vita felice. –

Così alzò la falce al cielo e con un repentino colpo arcoidale investì il collo della donna. La falce la trapassò lasciando il corpo della madre intatto e senza vita sul pavimento della cucina. La piccola Sonia era stata già assegnata e, mentre Eugenio si disperava per la morte di sua madre, li lasciò dicendo che il suo Hippie aveva bisogno di lei. Non lo avrebbe abbandonato… per tutta l’eternità.

Infine, si voltò verso Eugenio, ritto e fiero nelle sue lacrime da poppante. Pronto a morire per l’ennesima volta, dopo tante sofferenze subite. Nonostante la sua condotta poco brillante, il cagnolino cominciò a guaire mesto. Ma, c’è un lato positivo in tutto ciò, ovvero ciò che la Morte aveva deciso di dargli come premio per la sua condotta.

– Fallo adesso o non lo farai più. – disse Eugenio, con il tono più fintamente pragmatico mai usato.

– D’accordo, – sentenziò la Morte – ma ti devo avvisare, il paradiso non è così semplice da raggiungere per i mortali come te… sconterai: centocinquanta anni nel purgatorio, cento anni nel girone dei barbieri, dove la barba verrà rasata e poi fatta ricrescere a ripetizione dal signor Parkinson; e una cinquantina nel girone dei cuochi di

masterchef, dove sarai in un perenne pressure test con dei falsi Ramsey, Cracco e Bastianich, a farti

da giudici. –

– NO! PERCHÉ?! PERCHÉ MI FAI QUESTO! – gridò Eugenio imitando Ivan nel afferrare la gonna della Morte, la quale, solo per lui, si abbassò il cappuccio, mostrando il suo volto pieno di pietà.

– Mi dispiace ma l’evasione delle tasse ha un costo. –

– MI CI VORRÀ PIÙ DI UNA VITA PER ARRIVARE IN PARADISO! –

– Così è la morte! – Rispose la Morte falciandolo di netto. La sua indignazione ed il suo dolore trasparivano dal suo viso nel momento in cui il suo corpo vuoto cadde a terra.

Continua...

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