Guerra, faida

Serie: Nero Dharma


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Dopo alcune avventure...

«Voglio vendetta». Il signor Vitale stringeva pugni e denti, davanti a lui gli uomini di Dharma lo guardavano. «Devono pagarla».

Adriano si scambiò uno sguardo con Marcello. Non si respirava una bella atmosfera. Adesso, Dharma sarebbe diventata un parastato.

Ma lo era già.

Solo, non con così tanto sangue.

«Cosa facciamo, boss?». Adriano si era fatto avanti.

«Patrizi, proprio tu». Gli occhi del signor Vitale brillavano di ferocia. «Ora voglio…».

Iniziò la guerra, quella seria.

Adriano girava non più con la pistola, ma l’AK. Viveva come un monaco, il signor Vitale non voleva che i suoi ragazzi avessero distrazioni: mentre le ragazze giravano filmati con quegli idioti dei pornoattori, la gente di valore studiava i movimenti dei funzionari di polizia.

Tre giorni dopo il discorso del signor Vitale i bravi ragazzi esplosero delle raffiche contro una stazione dei carabinieri.

Il giorno seguente un’autobomba dilaniò uomini e bambini mentre la polizia illustrava le bellezze del loro corpo d’appartenenza ai visitatori di una fiera di motociclismo.

In quello dopo ancora, Dharma rapì un commissario e Adriano prima rise divertito, poi vomitò: un piede era da una parte, la testa a venti metri di distanza.

La stampa si occupava della guerra: neanche la Stagione delle stragi degli anni ‘90 e la Guerra di Camorra del 2004-2005 erano state tanto efferate, e Adriano era sicuro che era soltanto l’inizio.

Spense la sigaretta su un agente che avevano rapito. «Mi spiace, ma sei un nemico».

«All’inferno, teppa».

«Risposta sbagliata».

Prima che Adriano potesse reagire, Marcello tagliò la gola all’agente.

Adriano si ritrasse per non sporcarsi di sangue, Marcello invece non ne fu disgustato: era un macellaio.

Arrivò il signor Vitale. «Bene, sono contento».

Adriano si chiese se fosse sarcastico: gli ultimi giorni erano stati una continua carneficina.

«Gli sbirri hanno ucciso mio nipote, ora capiranno cosa significa soffrire».

Adriano non aveva mai stimato Francesco, per questo si sentì in colpa, avrebbe voluto apprezzarlo di più.

«Ripulite questo schifo, presto arriveranno altri sbirri». Il signor Vitale agitò il bastone e andò via.

Secondo Adriano, il boss era diventato come una divinità di un tempo, una di quelle che perché si acquietasse servivano molti sacrifici umani. Aztechi, maya, popoli pagani… Adriano si domandò se per caso Dharma fosse diventata un dio dell’antichità.

«Coraggio, hai sentito il capo? Dobbiamo procedere». Marcello si ripulì le mani in un lavello, andarono alla Lamborghini che erano armati come piccole portaerei.

Non era ancora finito nulla.

Serie: Nero Dharma


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