Hanno ucciso l’uomo ragno

Non capita tutti i giorni di leggere belle notizie sui giornali. Non capita quasi mai. Non capita mai. Non capita. Non. Stop, smetto. Leggevo sempre il giornale, mi informavo, ora prendo in automatico quello che mi fornisce la metro e non riesco a finirne neanche i titoli. Ieri ne ho raccolto uno dal sedile vuoto affianco a me e solo dopo mi sono accorta che era di una settimana fa! 

Mah, a che scopo leggerlo? Tanto le notizie sono sempre le stesse! Certe volte siamo talmente abituati a leggerle, che le parole scorrono a memoria, come nella lista della spesa; Anche oggi! Stupri, uccisioni, violenze sulle donne, bambini maltrattati, bambini… Ecco! A me già leggere la parola “bambini” su di un giornale mette l’ansia! Era meglio che non lo leggevo l’articolo! 

Il mio sguardo si rattrista, mi viene da piangere, ma non ce n’è il tempo…

– Mamma?

–  Ehm si? Che c’è tesoro?

– Mi prendi Spiderman?

Guardo nel taschino del passeggino ma non lo trovo, frugo dappertutto. Temo sempre questa domanda, malgrado mio figlio me la fa più di una volta al giorno, che dico al secondo! Guardo nella borsa, in quella più piccola dove ho il pranzo, nello zainetto. Accidenti! E’ sempre così difficile scovarlo quel dannato ragno! Quando finalmente lo recupero dal fondo della borsa di Mary Poppins, il vagone della metro oscilla e Spiderman finisce sotto le ruote. Una signorina accanto a me lo libera dal passeggino infernale e me lo porge, con un sguardo empatico.

– Tieni. Come si dice Simone? Dì grazie alla Signorina. 

– Grazie! 

Guardo Simone, ora sorridente, far saltare l’uomo ragno da un pizzo all’altro della sua fantasia. Lo bacio in fronte e Spiderman per un attimo mi ceca l’occhio, ma va bene così. Mi sento fortunata a guardarlo giocare spensierato. Mi incanto, l’attimo ecco di nuovo il cuore manca di un battito. Lo sento distintamente, mentre si inabissa e sparisce, per poi riemergere dentro quella grotta nella distante Thailandia. Il mio cuore è rimasto lì, in quell’articolo. 

Penso a quei 12 bambini bloccati e dispersi in una grotta lunga oltre 10 km. Penso alle mamme angosciate di non poterli riabbracciare più, penso all’allenatore che li ha portati li, cercare da giorni una via di uscita, quella ormai sommersa dalla la sua incoscienza, sotto litri di acqua scura. 

Penso che a quei bambini e a quel giovane uomo, servirebbe proprio l’uomo ragno con cui sta giocando mio figlio per tirarli fuori da li! 

Passano i giorni e oramai al Mondiale 2018, la seconda notizia che si sovrappone è quella dei baby calciatori. (Incredibile non fosse l’inverso). 

Meteo, morfologia della grotta, sommozzatori thailandesi, americani, britannici. Ci siamo tutti, o quasi. Mi sento inerme di fronte a questa mobilitazione di massa e penso che anche io dovrei fare qualcosa per loro! Così inizio a pregare, come sta facendo mezzo mondo. 

E Dio ci ascolta. Sembrava impossibile ritrovarli vivi, ora che sono vivi si stimano 4 mesi per tirarli fuori da li,  con quelle piogge, quei monsoni che da giorni infuriano ed allagano tutto…proprio come la lavatrice di casa mia, accidenti! Corro in bagno e mentre asciugo, rivedo i visi dei bambini incredibilmente sorridenti e speranzosi inquadrati dalla videocamera, nonostante le scorte di cibo che scarseggiano, l’allenatore praticamente a digiuno. Chissà al buio come sono spaventati mi dicevo e invece no! Loro ci credono e non mollano! Non possiamo farlo anche noi! Una preghiera per ciascuno di loro. Non voglio smettere di pregare, non mollate! Ed è così che Spiderman in silenzio si inabissa e va in centrifuga. 

– Mamma?

– Che c’è tesoro? 

– Mi prendi Spiderman? 

Son giorni che lo tenevo in tasca. Lo avevo ritrovato incastrato nella lavatrice, spezzato a metà, ma non sapevo come dirlo a mio figlio e in quei giorni finsi di cercarlo ogni volta che me lo chiedeva. Poi fu il mio piccolo tesoro a dirmi con sorpresa, di averlo trovato… – Mamma Spiderman non è sparito, è andato in missione! E’ volato in Thailandia a soccorrere quei bambini che giocano a calcio di cui parla sempre la TV! Gli sorrido a quel bambino biondo che mi sta davanti, a quello sguardo così sicuro nella riuscita dell’impresa. E decido di crederci anch’io. 

– Anna la Svezia si è qualificata ai quarti di finale! 

– Eh? Che dici? Il mondiale continua per l’Ikea???!!!

– Si, la palla è andata addosso ad uno svizzero ed il portiere non c’ha capito più niente! 

– Ah quindi era anche un autogol! (Odiosi svedesi, che cu..) Ma si, dai, Lorenzo su, bisogna essere sportivi, magari perdono la prossima! 

– Hahah Anna, tu sei la più sportiva di tutte, perfino di Simone…guarda, ha cambiato canale – Simone che fai cambi canale! – Beh, forse hai ragione…

Telegiornale. Restai abbracciata a Simone seguendo l’aggiornamento dalla Thailandia in silenzio. Perfino dalla lontana Svezia, arriveranno maschere per quei bambini che tra l’altro non sanno nuotare! Maschere in cui basterà solo respirare. Maschere speciali. – Si, tesoro come quella di Spiderman! 

Speciali come tutto questo. Come l’amore e l’ottimismo, la fiducia che si respirava in quel momento, come il mondo che vorrei per mio figlio, generoso, incredibilmente bello, pronto a combattere le difficoltà della vita, unito! …. …si, infondo non la odio così tanto l’Ikea…viva la Svezia!

10/07/2018. Quei 12 bambini insieme all’allenatore usciranno tutti vivi da quella grotta. Uno Spiderman si è sacrificato per loro. 

Sarebbe bello leggere storie come questa tutti i giorni, sarebbe bello non aver smesso di pregare il giorno dopo questo miracoloso lieto fine. 

Sarebbe bello che non ci adagiassimo pigramente a veder scorrere il tempo con l’io che fluttua, sotto l’acqua nera di cui ormai pensiamo di esser fatti. 

Solo una punta, per esser contaminati irrimediabilmente. Solo una punta e l’inchiostro penetra e ne disegna un mostro con tanti tentacoli, le tentazioni.     

Sarebbe bello invece ricordarsi di vivere contando ogni secondo che passa quando l’uomo è veramente questo, una particella di Dio che combatte i vizi, per far emergere le sue virtù da una patina sottile che va solo respirata, che fluttua, sopra l’acqua trasparente di cui pensiamo di esser fatti. 

Solo una punta per esser contaminati irrimediabilmente. Solo una punta, e l’inchiostro galleggia come l’olio, e ne disegna tante bolle che si moltiplicano sulla superficie, l’amore. 

Allora si, sarebbe bello riprendere in mano i giornali, senza aver paura di leggere, senza la paura di sapere cosa può fare l’uomo… quando scrive sul libro della vita, dimenticando di usare la china che le ha donato Dio…

 

 

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Commenti

  1. Tiziano Pitisci

    Non seguo i telegiornali e seleziono con cura le notizie da leggere sui giornali proprio perché rappresentano spesso un concentrato di cronaca nera; eppure non accadono solo sciagure, ma se i media parlano solo di quello la percezione è che il mondo sia un teatro in cui quotidianamente va in scena una tragedia senza fine. Del tuo racconto mi piace lo sguardo incontaminato dei bambini per i quali tutto è possibile e tutto è risolvibile proprio perché hanno la mente libera dalle proiezioni angoscianti della comunicazione di massa.