
I BA64
Serie: Zug
- Episodio 1: La prima missione
- Episodio 2: I BA64
- Episodio 3: In morte dell’ufficiale
- Episodio 4: Il deserto e la stella a sei punte
- Episodio 5: Il volo dell’avvoltoio
- Episodio 6: Guardie di confine
- Episodio 7: Ombre rosse
- Episodio 8: Sabotaggio
- Episodio 9: Il freddo bianco
- Episodio 10: La fine dei tempi
STAGIONE 1
Data e ora: 19 aprile 2023, 06.00 (ora locale)
Quadrante: Siberia orientale
Numero uomini: 8
Armi: Heckler & Koch G3
Obiettivo: far esplodere un deposito munizioni
***
«Ricordatevi della Warrior Competition».
Alle parole di Egon Meyer, gli uomini fecero dei cenni d’assenso.
Là fuori però non c’era il deserto giordano. Non c’era nulla che lo ricordasse, perlomeno. La steppa gli stava dando il benvenuto e lo Zug avrebbe fatto il suo dovere.
Si mossero di corsa in direzione del campo nemico.
Nel frattempo che agivano, Egon si dovette ricordare il motivo della presenza di soldati tedeschi in quei luoghi. Neppure nella Seconda guerra mondiale erano arrivati fin lì, solo i giapponesi ci erano riusciti. E dire che tutto era iniziato a causa di un omicidio a Pyongyang…
Egon lanciò un grugnito, davanti a lui era comparso l’obiettivo. Strano, si disse, mi sarei immaginato fosse più lontano.
Non c’era il tempo per porsi domande «Sapete cosa fare» sbraitò. Erano gli stessi uomini dell’operazione in Bielorussia, e ora, anche se tutto era cambiato, rimanevano soldati dello Heer. Soldati speciali.
Gli Heckler & Koch G3 diventarono le sarisse di una falange, una falange in movimento.
Quando i soldati russi li videro, si abbandonarono a delle imprecazioni, Egon immaginò avrebbero combattuto, ma lo stupirono perché deposero gli AN94.
Egon storse la bocca. «State attenti, può trattarsi di una trappola». Guardò verso un capannone che sembrava un nido di pericoli.
Il caporale Axel Weber borbottò: «Agli ordini».
Dieter Jung sbottò in una risata. «Ma no, signor tenente, non vede, si stanno arrendendo».
Egon voleva rispondergli che, anche se si era sbagliato su molte cose, l’istinto del vecchio militare non l’aveva abbandonato.
Non ci fu il tempo: prima che lui o chiunque altro potesse parlare, dal campo sbucarono dei ridicoli blindati che sembravano fossero rimasti lì sin dai tempi della guerra di Corea.
BA64.
Egon non era venuto fin là per morire a causa di uno stupido BA64.
Arraffò il soldato stupido per tirarlo via dalla traiettoria delle armi dei mezzi blindati, appena in tempo perché le raffiche squarciarono l’aria. Più che uccidere i tedeschi, le sventagliate travolsero gli stessi soldati russi che scoppiarono come se fossero bolle di sapone.
Ma da quando in qua il sapone è rosso? Egon, dopo essersi posto quella domanda, ordinò: «Procedura Panzer».
Gli uomini dello Zug annuirono. Afferrarono le granate, le lanciarono sotto a dove di lì a poco sarebbero passati i BA64.
I calcoli che avevano fatto si rivelarono esatti: i BA64 esplosero seminando lapilli dappertutto.
Il caporale esultò, Egon lo fece zittire con un pugno:
«Abbiamo fallito di nuovo».
«Capisco, signore. Adesso…».
«Dobbiamo andarcene». Egon pensò che il suo incarico operativo adesso era in dubbio.
Serie: Zug
- Episodio 1: La prima missione
- Episodio 2: I BA64
- Episodio 3: In morte dell’ufficiale
- Episodio 4: Il deserto e la stella a sei punte
- Episodio 5: Il volo dell’avvoltoio
- Episodio 6: Guardie di confine
- Episodio 7: Ombre rosse
- Episodio 8: Sabotaggio
- Episodio 9: Il freddo bianco
- Episodio 10: La fine dei tempi
Trovi tutto negli episodi già pubblicati, i maggiori riferimenti negli episodi 4 – 9 e 17. Ma non c’è ne fretta ne effettiva necessità. Se ti capita di avere tempo e dai un’occhiata e mi dai un’opinione mi farà piacere ma non voglio che ti senta in dovere. Se vuoi che ti invii il testo mandami pure la tua mail così ci conosciamo meglio. Grazie!
Grazie dei chiarimenti Kenji, per simpatia e vicinanza geografica all’Austria mantengo la Steyr SSG 69. Hai conoscenza anche di comunicazioni radio? Non vorrei aver scritto cose sbagliate pur essendo stato attent o a non scrivere assurdità.
Prego! Qualcosa sulle comunicazioni radio? Nì. Forse è meglio che mi invii il testo via mail e gli do un’occhiata, ma ricorda che se è una storia di narrativa basta che sia credibile, non per forza verosimile né tantomeno realistica. Se sei d’accordo ti scrivo un messaggio privato con il mio indirizzo mail a cui inviare il testo e, in base alla lunghezza, posso dirti entro quando lo posso leggere.
Kenji. Mi sembra tu sia esperto di armi e quindi ti chiedo un consiglio tecnico: in uno dei prossimi episodi farò usare ad uno dei miei personaggi una carabina di precisione e, completamente ignorante del settore ho cercato superficialmente sul web, scegliendo una Steyr… serve per un lavoro di copertura tra i 100/200 metri dal possibile bersaglio? Può andar bene o ti fa ridere? Grazie!!!
Provo a risponderti, ma tieni conto che io non ho mai sparato con un’arma vera, ho solo giocato cinque anni e mezzo a soft air, ci sono autori Mondadori più qualificati di me.
Dunque, non so se la Steyr fa carabine di precisione (intendi il fucile Steyr AUG? Si tratta di un’arma particolare). Un po’ tutti i fucili automatici si prestano a diventare di precisione, ad esempio a soft air un M4A1 poteva diventare precisissimo se si montava sul castello un mirino telescopico. 100/200 metri per un’arma qualunque va bene (basta che sia un’arma automatica da non confondere con la pistola mitragliatrice come gli MP5 che spesso la gente crede siano equiparabili ai fucili), se invece è di più sarebbe meglio che tu scelga un fucile a canna lunga di quelli fatti apposta per questo come l’americano Barrett M82, il russo Dragunov o ancora meglio il tedesco PSG1 che però non è di fabbricazione austriaca ma è della tedesca Heckler & Koch (il PSG1 fu usato dalla polizia di Monaco di Baviera durante la crisi degli ostaggi israeliani nel 1972). Termino dicendoti che ti ho proposto tre tipi di fucile di precisione che magari andavano un tempo, adesso magari ce ne sono di più moderni, purtroppo sono ignorante in questa materia specifica perché quando giocavo a soft air non amavo l’idea di fare il tiratore scelto ma partivo all’assalto delle difese avversarie con un fucile automatico senza troppi orpelli (non ho mai amato spendere troppi soldi).
Questo lo fabbrica la Steyr: https://it.wikipedia.org/wiki/Steyr_SSG_69
Mi sembra di partecipare all’azione, bravo Kenji! Spero per Egon che la terza sia quella buona. Intrigante il giusto questa serie che ci immerge in scenari che crediamo lontani e che sono invece reali alle porte di casa. Attendo sviluppi. Un abbraccio.
Grazie per essere passato! Questa serie l’ho scritta l’anno scorso, in giugno, l’ho terminata quando ero al MystFest di Cattolica dove hanno premiato l’autrice che ha vinto il Premio Altieri (io ero arrivato in finale… invidia!). Parlo dell’Altieri perché quel genere di scrittura è molto simile a quello di questa serie.
Direi che questo team di soldati è alquanto sfortunato: non gliene va bene una! 😁
Comunque, un altro bell’episodio di una serie molto intrigante. 😊👌
Be’, se tutto gli andasse bene il lettore si annoierebbe.
Grazie del commento!