
I lanzichenecchi della croce uncinata
«La prima regola di noi lanzichenecchi è che non ci si chiama per nome, hai capito?».
«Sì».
«Tu per tutti sarai l’Italiano. Io sono l’Olandese, ci sono il Norvegese, il Belga, il Francese…».
«Ho capito».
«Bravo ragazzo».
Stavano parlando che il mezzo da sbarco stava per spiaggiarsi sulle coste dell’isola greca, una delle tante perse nell’Egeo.
L’Italiano aveva un nome di battesimo, un cognome, a scuola aveva avuto un soprannome, ma adesso era l’”Italiano” e basta. Strinse l’StG44 e si chiese se sarebbe arrivato vivo a mezzanotte.
Non riuscì a rispondersi da solo che con un tonfo metallico il mezzo da sbarco aveva colpito la spiaggia.
Come una lingua di ferro, si aprì e i Brandeburger scesero in mare, l’Italiano con loro.
La spiaggia era disseminata di mine e cavalli di Frisia. Qualcuno saltò in aria, ma chi seguiva non se ne interessò troppo.
Dalle alture i britannici spararono con le Bren, le pallottole filarono come elfi maligni e altri Brandeburger morirono.
Con la baionetta fra i denti e in mano l’StG44, l’Italiano si arrampicò sulle pietre.
I britannici gli gettarono contro granate, anche sassi e pure della polvere, ma lui chiuse gli occhi e con un braccio solo aprì il fuoco. Dopo un attimo invece che detriti o altre schifezze caddero dei corpi – «Bene!» – che per poco non lo travolsero.
All’improvviso l’Italiano era in cima, non se l’era aspettato, aveva creduto che ci avrebbe dovuto mettere molto più tempo.
Era davanti ai sacchi di sabbia. Con lui c’era l’Olandese. «Coraggio, Italiano, fa’ vedere a tutti l’indole battagliera dei latini».
Avrebbe voluto rispondergli che questo valeva due millenni prima, nel 1944 era un po’ difficile che un italiano fosse tanto battagliero, ma era un membro dei lanzichenecchi e non voleva tornare indietro sugli Appennini a fare le ronde anti-partigiano.
Sparò a bruciapelo una raffica, sezionò con la baionetta il volto di un britannico, avanzò.
Con lui c’era l’Olandese e altri Brandeburger. Avanzarono come fa un coltello nel burro caldo.
Raggiunsero una casamatta in cui si erano rifugiati gli ufficiali.
L’Italiano per primo saltò dentro e minacciò: «Arrendetevi o vi ammazzo tutti!».
Gli ufficiali britannici sollevarono le mani.
«Bravo Italiano, bravo lanzichenecco». L’Olandese accese una sigaretta.
«Come due millenni fa… o quattro secoli fa quando i lanzichenecchi scesero a Roma?» si domandò l’Italiano. Non se ne curò più.
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa
Corsi e ricorsi, la guerra divide, la guerra unisce.
Hai ragione! Grazie del tuo commento
Grazie a te. I tuoi racconti sono sempre fonte di approfondimento.
Grazie a te semmai! Gli scrittori senza lettori sono nulla, per questo sto cercando di scrivere per essere letto e non per soddisfare me stesso. Inoltre sì, amo scrivere di vari episodi della storia militare (come avrai notato)!
Ciao, kenji. Qui mi serve un po’ di aiuto 🙂
Tra i brandeburger venivano arruolati mercenari?
L’episodio riguarda la campagna del Dodecaneso o altro?
Ciao e grazie per avermi letto!
Per rispondere alla prima domanda: mi sono ispirato ai libri di Sven Hassel, non ho quindi la certezza che tra i brandeburger ci fossero stranieri.
Per rispondere alla seconda domanda: sì, siamo nel Dodecaneso.