I sentieri

Per tutta la vita camminiamo su sentieri di montagna che si affacciano su strapiombi.

Che montagna strana che è, però.

Mille e mille sentieri, alcuni si incontrano, altri si incrociano, altri ancora si sfiorano ma non si uniscono, ma

se si uniscono nascono radure. E tutti si affacciano sul dirupo.

Cosa c’è sotto?

Un salto di 1 metro? 100 metri? 1000? O è semplicemente un gradino?

Ti affacci?

Mentre ti avvicini il cuore batte sempre più veloce. Se normalmente non ti accorgi neanche di averlo, adesso

ti dà quasi fastidio, da tanto che batte. Sembra voglia uscirti dal petto. Senti un’onda di calore che ti riempie

i polmoni e il tuo respiro che si fa più veloce.

È paura? O euforia..

Alcuni si buttano, senza criterio, senza guardare. Prendono la rincorsa e si buttano. Che coraggio. Però

sebbene tanti di questi atterrino in radure piene di fiori e alberi da frutto, pochi metri sotto il loro sentiero di

partenza, tanti altri cominciano a ruzzolare lungo il fianco della montagna, si aggrappano alle radici, ai rami,

ma non riescono a fermarsi su un nuovo sentiero. Se solo avessero guardato prima, magari avrebbero potuto

fermarsi prima di saltare. Ma non lo sapranno mai.

Poi ci sono quelli che camminano lungo il loro sentiero, in mezzo, ben lontano dal bordo. Nemmeno loro si

affacciano per guardare, ma semplicemente perchè sanno che non avrebbero il coraggio di buttarsi. Loro

camminano e camminano. Alcuni arrivano alle belle radure dopo poco, altri dopo anni e anni di marcia, altri

mai. E se si fossero affacciati? E se avessero scelto un punto per saltare su un altro sentiero poco distante?

Magari avrebbero raggiunto una radura. Ma non lo sapranno mai.

Poi ci sono quelli che percorrono il loro sentiero a zig zag. Un po’ si arrampicano per vedere se poco più in

alto c’è qualcosa, ma non rischiano di salire troppo, un po’ si sporgono ma non hanno il coraggio di fare salti

troppo azzardati. Se arrivano ad una radura la esplorano tutta, imparano a riconoscerne le piante, a

raccoglierne i frutti, fanno amicizia con gli animali. Ci stanno un po’, ci stanno bene, ma poi vanno via. Almeno

per un po’. Magari nel loro zigzagare ci ritorneranno, o forse no. E se non trovasserò più qualcosa di così

pacifico, così bello e confortante? Potrebbero invece trovare una radura ancora più vasta. Prima di partire

purtroppo, non lo sapranno mai.

E se due sentieri si incontrano e si fondono cosa succede? Si incontrano anche le persone?

Può darsi.

O può darsi di no.

Magari qualcuno era appena passato all’incrocio, solo mezz’ora prima, e chissà che direzione ha preso.

Oppure erano secoli che nessuno attraversava quella zona della montagna e nessuno mai più l’attraverserà.

Qualcuno però si incontra. A sguardo basso, ognuno contando i sassi che riesce a saltare con un passo,

facendo finta che l’altra persona non ci sia. Tanto.. al massimo ruberebbe parte della radura che sto per

trovare.

Qualcuno si guarda, ma con troppa diffidenza per azzardare qualcosa di più. Altri invece si salutano. Cortesia?

O spensieratezza?

Altri si mettono sul chi vive non appena sentono i rumori dei passi. Vorrà di certo spingermi giù dal burrone,

non glielo lascerò mai fare, lo spingerò giù prima io.

Poi ci sono pochi fortunati che hanno l’occasione di fermarsi a parlare, a sgranocchiare una mela e magari

cambiare direzione. Di due sentieri farne uno solo almeno per un po’. Che si sa, quattro, sei, otto occhi

vedono meglio che due. Non si sa mai che all’orizzonte ci sia qualcosa di bello che valga la pena notare, e con

un po’ di aiuto, è più difficile perderselo.

E cosa cambia?

Cambia che quello che stava per prendere la rincorsa e saltare senza guardare, con gli occhi sognanti a forma

di radura, viene distratto da un altro che gli fa notare che all’angolo del sentiero, seppur misero rispetto alla

radura dei suoi sogni, c’è un bellissimo melo in fiore.

Cambia che quello che non ha mai visto i bordi del suo sentiero comincia almeno a zigzagare per rincorrere

l’altro che gli ha rubato scherzosamente lo zaino con le mele.

Cambia che quello che per tutta la vita ha curiosato un po’ in alto, in basso, nelle radure, ma senza saltare e

senza fermarsi magari viene preso per mano dall’altro e insieme riescono a scalare gli ultimi metri per arrivare a quel bellissimo melo in cima alla parete della montagna, che lui aveva sempre visto, ma mai raggiunto.

E come fanno le persone a sapere se l’altro vorrà spingerli giù dal burrone, ignorarli o condividere una mela?

Prima di incontrarsi, non lo sapranno mai.

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Discussioni

  1. La metafora del sentiero come percorso di vita riesce sempre ad arrivare al cuore del lettore. È facile ragionare sulle possibili scelte, sui possibili slanci di coraggio; è meno facile compiere scelte forti nella vita reale e andare verso conseguenze ignote. Questa storia però ha l’innegabile pregio di contribuire ad un percorso di consapevolezza perché aiuta a capire che le opzioni sono tante e chi apparentemente non sceglie un percorso, in realtà sta scegliendo il percorso meno coraggioso; e non c’è niente di male o di sbagliato: basta ammetterlo ed esserne coscienti. Da qualche parte, comunque, si arriverà.