I. – Sunset Rider

Serie: Invicta


Un ragazzo cerca passaggio per arrivare in un posto altrimenti inarrivabile.

Il vecchio alce stava masticando delle erbe aspre e saporite al bordo di un marciapiede. Nelle rovine non ci entrava mai: sapeva che erano tana di scimmie dispettose e altre bestie che hanno scarsa simpatia per la luce; quindi curiosava tra le carcasse delle automobili scolorite, o intorno ai semafori storti e spenti dei crocicchi.

E nella quiete del pasto, un riflesso, rigirato da uno specchietto, sventagliava un abbaglio forse pericoloso, di un certo muovere intelligente da qualche parte.

Veniva dal tetto di quello che era il palazzo più alto della città.

Un ragazzino smilzo e sporco rigirava cauto un’antenna dal taglio sottile e dalle geometrie curve e rientranti, collegata a un apparecchio gracchiante, vecchio e d’ingombro.

Nel frattempo smanettava tra bottoni e manopole, pigliando ogni tanto un segnale di musica ripetitiva e malinconica. Guardava il cielo attraverso lo scuro vetro di certe lenti concentriche, per vederci da vicino e da lontano, alla ricerca di un segnale di prossimità allo spazio terrestre: dietro l’azzurro, osservava la spazzatura satellitare vorticare intorno al mondo, la corsa delle comete, la fissità delle stelle.

Mentre s’apparecchiava per il pasto, la radio aveva preso a parlare una lingua comprensibile abbastanza da far scattare il ragazzo all’apparecchio:

<<Qui è Odd, in trasmissione dalla Terra. Mi ricevete? Passo.>>

Un silenzio più tardi, una voce calma e distratta dava in risposta alla radio:

<<Salute a te, Odd! In ascolto dalla Sunset Rider di crociera verso ogni dove; parla il Capitano Ronin! Come posso aiutarti? Passo.>>

<<Cerco uno strappo, Capitano. Dove necessito io d’arrivare, non mi ci possono portare le gambe.>>

<<Accidenti! Dammi le tue coordinate: cerco dove parcheggiare il galeone così mi racconti tutto!>>

*

La grossa nave era scesa a propulsori contrari nella periferia della città, oltre la foresta del quartiere nord, a bordo d’un cratere di meteorite schiantatosi appena qualche giorno prima.

Era un veicolo spaziale piuttosto grande, percorso da graffiti punk e addobbato di disegni pirata e samurai in stili pacchiani e di gusto discutibile.

Appena sotto il portellone a scala, stava un omone grand’e grosso, tatuato per ogni dove, conciato alla moda di un secolo andato perduto e ordinato alla miseria dello spazio interstellare.

Si godeva il sole su una sedia pieghevole, mentre che tracannava una birra coi piedi sopra un tavolino vecchio e sporco.

E quando vide il ragazzino venirgli incontro dalla boscaglia metropolitana, gli alzò la manona per salutarlo.

<<Ed eccoti qua, finalmente!>> gli aveva urlato alzandosi in piedi.

<<Carissimo, io sono il Capitano Ronin!>> guardava Odd con occhi affilati e profondi, stringendogli la mano fin quasi a spezzargli le ossa.

<<Capitano, è un gran piacere! Sono Odd, e mi serve il vostro aiuto!>> gli rispondeva il ragazzo, dissimulando la stretta micidiale.

<<Saliamo a bordo, figliolo: ti offro una birra e ti presento la ciurma!>>.

Continua...

Serie: Invicta


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Discussioni

  1. Ciao, questo è un incipit magnetico che fonde post-apocalittico e space opera con una decisa attitudine cyberpunk e rétro (che amo moltissimo). L’atmosfera visiva e “sporca” cattura subito il lettore. Bello!

  2. Aye capitano. Riferimenti ai Samurai, Ronin, graffiti, futuro post apocalittico, astronavi, tatuaggi, autostoppisti spaziali e birra. Abbiamo un bel po’ di ingredienti niente male choom, seguirò questa serie.
    Ammetto che ho fatto un po’ di fatica a seguire quello che all’inizio sembrava un punto di vista focalizzato sull’alce per poi spostarsi su quello esterno

    1. Uno dei commenti più belli che mi sia capitato di leggere ultimamente ahahah 🍻 Ti ringrazio assai! Riguardo la parte iniziale: purtroppo spesso s’accende da sé il mio lato sceneggiatore/regista, e non sempre ha un buon esito, come vedi.

      1. In effetti me la sono immaginata come un’inquadratura cinematografica tutta la parte dell’alce, solo che eravamo proprio dentro i suoi pensieri 😁 Forse se ti fossi tenuto all’esterno della sua mente come hai fatto poi per il resto del racconto avrebbe avuto quell’effetto che cercavi, senza confondere. Però è anche vero che le focalizzazioni interne sono più interessanti, e spero di vedere quella di Ronin o di Odd nel prossimo capitolo.
        Per la cronaca, sappi che stavo prendendo il sole con una birra in mano quando ho letto dell’entrata in scena di Ronin, mi sono già innamorato di questo personaggio 🍻
        Alla prossima!