Identità confusa
Serie: Conterò fino a cinque
- Episodio 1: 2 Maggio
- Episodio 2: Il giorno della partenza
- Episodio 3: Catania
- Episodio 4: Aurora
- Episodio 5: Le tre di Augusta
- Episodio 6: Via Megara 159
- Episodio 7: Identità confusa
STAGIONE 1
Ho trascorso il sabato, l’ultimo giorno di vacanza, con la mia famiglia. Domenica mattina io e Kalle eravamo nuovamente su un aereo.
Questa volta, per evitare problemi, ho preso subito il Diazepam che, dopo circa mezz’ora, ha iniziato a fare il suo lavoro. Probabilmente sarei una persona migliore se fossi sempre sotto l’effetto del Diazepam ma, come mi è stato più volte raccomandato, non posso farne un uso quotidiano. Che peccato.
Il viaggio di ritorno, anche grazie all’aiuto farmacologico, mi è parso molto più breve e piacevole. Ho persino utilizzato, per la prima volta nella mia vita, il bagno di bordo: che esperienza surreale! Stavo bene, non avevo paura; avevo solo voglia di tornare a casa. E fare la pipì a diecimila metri di altezza mi ha fatto sentire potente (tieni presente che ero mezza drogata).
Toccare nuovamente il suolo finlandese è stato bellissimo: pensavo davvero che non ce l’avrei fatta, invece anch’io, come tutte le persone “normali”, ero riuscita a viaggiare in aereo.
Passata la paura e l’ansia del viaggio, mi sono accorta di una strana sensazione piuttosto sgradevole. All’inizio non riuscivo a identificarla ma poi, pian piano, interrogando me stessa ed esaminandomi con più attenzione, ho iniziato a capire.
Mi sarei dovuta sentire sollevata dopo questa esperienza: la mia famiglia e i miei amici hanno aspettato anni per poterci rivedere. Inoltre, dopo aver affrontato e vinto le mie paure, avrei dovuto provare almeno una certa soddisfazione. E all’inizio l’ho provata, infatti; ma è stata una breve gioia che ha subito lasciato il posto alla suddetta sgradevole sensazione.
Sapevo di essere cambiata, dopo undici anni vissuti in Finlandia, ma non mi ero ancora resa conto di quanto radicale fosse questo cambiamento. Sono sempre stata introversa, questa non è certo una novità, e il mio temperamento mi ha consentito di inserirmi meglio nella cultura del Nord Europa. Ma fino a questo momento ho sempre creduto di essere un’italiana, con la sua lingua e la sua cultura, che vive in Finlandia. Questo breve viaggio mi ha aperto gli occhi su una realtà nuova e spaventosa: credo di aver perso la mia identità.
Non posso considerarmi finlandese, dato che percepisco ancora enormi differenze tra me e la gente del posto, e la lingua certamente non aiuta. Ma non posso considerarmi più nemmeno italiana: mi sono sentita una specie di alieno per tutto il tempo. Avevo difficoltà a comunicare con le persone, a fare acquisti, mi sentivo osservata e a disagio.
Dunque, dov’è casa mia esattamente? La sgradevole sensazione di cui parlavo somiglia molto allo smarrimento; ma credo di non essere l’unica a provarla. Forse tutti coloro che vivono all’estero sanno di cosa sto parlando.
Il mio sogno è quello di vivere in Toscana, un giorno. Chissà, forse lì mi sentirò finalmente a casa o forse no. Magari questa sensazione la porterò sempre con me, probabilmente perché è proprio questa la mia identità: una vagabonda con la valigia sempre pronta.
Grazie a te che hai deciso di accompagnarmi in questa avventura! Il nostro viaggio, per ora, termina qui.
Serie: Conterò fino a cinque
- Episodio 1: 2 Maggio
- Episodio 2: Il giorno della partenza
- Episodio 3: Catania
- Episodio 4: Aurora
- Episodio 5: Le tre di Augusta
- Episodio 6: Via Megara 159
- Episodio 7: Identità confusa
Sai che c’è Arianna, che quella sensazione di non appartenenza, mi segue da anni…
Sono nato in Germania, ma sono cresciuto in Sicilia eppure mi sono sempre sentito fuori posto.
Non credo che avrò mai il tuo coraggio, ma ho imparato una cosa in 47 anni di vita, qui in questo strano mondo…
Una valigia sempre pronta e un cuore vagabondo fanno sì che non ci si annoi mai.
Sei nato in Germania? Non lo sapevo. Comunque, sì: non ci si annoia mai con la valigia sempre pronta 😁
Sì Arianna, sono nato in Germania è ho vissuto lì fino ai miei 5 snni, ma praticamente non ricordo nulla. 😅🤣
È stato un viaggio bellissimo (anche se prima di iniziare, mi hanno spoilerato il fatto che alla fine fossi tornata sana e salva).
Non so se è una questione di nazioni diverse, conosco italiani che si sentono fuori posto anche nella città in cui sono nate e che non hanno radici, ma hanno un’identità molto ben definita. Forse esistono due tipi di persone: quelle legate a un territorio e quelle alla scoperta del mondo. La civiltà di solito va avanti grazie ai secondi.
Grazie, Marco🤗
“E fare la pipì a diecimila metri di altezza mi ha fatto sentire potente”
Complimenti, sei entrata nel club dei 10 mila metri! 👏 👏 👏 (Almeno la versione safe for work 😂 )
🤣🤣🤣
Consolati, Arianna. Si dice che la tua casa sia dove trovi chi ti vuole bene e che tutto il mondo sia paese. In fondo, siamo tutti fatti della stessa pasta: se prima eravamo in 100.000 a ballare l’hully gully e adesso siamo in 8 miliardi, deve essere per forza così. Brava. Un abbraccio, cara!❤️❤️❤️
❤️
Una bella lettura. Mi sono ritrovata in molte tue riflessioni. Ci hai fatto conoscere una parte significativa di te. Una donna dolcissima e determinata. Che ha il dono di invitare alla riflessione con le sue storia. Complimenti.❤
Grazie cara❤️🤗
Io ti capisco, eccome. Tutte sensazioni già provate. Ma, a parte quello, volevo dirti che mi ha sorpreso la tua capacità di trasformare un diario in una bella storia. Quando scrivo cose molto personali, finisce che rimangono nel cassetto.
Grazie, Marco 🙂
Bella questa serie, breve ma intensa. Mi sono ritrovata in tante cose che hai scritto, l’ empatia é stata forte e immediata, dal principio alla fine.
E se posso dire la mia sull’ identitá: casa nostra é ovunque nel mondo, per una attimo o per una vita intera, ci sentiamo connessi e contenti di starci, senza sforzo alcuno.
Brava Arianna.😘
Grazie❤️❤️❤️
“Probabilmente sarei una persona migliore se fossi sempre sotto l’effetto del Diazepam ma, come mi è stato più volte raccomandato, non posso farne un uso quotidiano. Che peccato.”
Divertente.👏 👏 👏
😅
Penso che alla fine siamo estranei ovunque, è la percezione che abbiamo di noi stessi che fa la differenza. Chi vive “fuori” difficilmente riesce a ritrovare quel senso di appartenenza che percepiva un tempo lontano. Si trovano nuovi equilibri e si cerca “casa” nelle persone che si amano.
Grazie per questo viaggio, è stato piacevole vivere questa avventura
Ciao Laura, grazie💕