Il bacio di lady V.

Uno sfarzoso lampadario, dal quale si spande una fioca luce violacea, illumina la stanza in cui, ordinatamente in fila indiana, sei uomini si apprestano ad incontrare il destino.

La regina dei vampiri attende, immagine sinuosa celata da una tenda a veli; lei è il destino, è la morte vestita di piacere.

L’impazienza è compagna di Luca Tolti, sesto della fila; ultimo tra i primi. Davanti a lui, un uomo dall’immenso collo taurino, trema vistosamente.

«Tutto bene?!»

«Abbiamo fatto una cazzata, amico.» La voce del quinto della fila è debitrice di troppe sigarette, fumate in chissà quante stupide occasioni. Stupide, perché stupido è colui che, trovandosi a un passo dal Paradiso, si volta e rimpiange la Terra.

«Nessuna cazzata», replica Luca. «Siamo dei privilegiati.»

Ben diversa è la voce della regina che, simile al canto di un usignolo, invita il primo della fila, primo tra i primi, a raggiungerla nel regno al di là dei veli.

Un moto di invidia, subdolo, sfiora il cuore di Luca. Oltre i veli le ombre si fondono, diventano un tutt’uno. L’urlo di piacere, sinonimo dell’incontrarsi di labbra cresce impetuoso, raggiunge l’apice per poi tramutarsi in lamento di morte.

Colui che era primo ora è nulla, scarto senza vita, involucro senz’anima. 

«Abbiamo fatto una cazzata, amico», insiste Collo Taurino. «Dovremmo andarcene da qui!»

Luca è distante dal piagnisteo di quell’essere indegno. Come può tale feccia definirsi uomo? 

Collo Taurino, uomo o feccia che lo si voglia definire, non trova pace: «Andiamocene, maledizione!»

Luca Tolti, i nervi a fior di pelle, gli intima di smetterla; per un istante medita di zittirlo con un pugno, avrebbe goduto nel sentire le delicate ossa nasali frantumarsi e avrebbe goduto ancora di più alla vista del sangue. Non deve tuttavia dimenticare il posto in cui si trova.

L’usignolo invita col soave canto, ma nessuno sembra rispondere al richiamo. Luca non può credere ai suoi occhi: «Se nessuno vuole andare, lo farò io!»

«Fermati, stupido!» Collo Taurino indica il corpo che giace in un angolo della stanza: il volto sfigurato in un’espressione drammatica. «Vuoi finire come lui?»

La voce di Luca è pacata, simile allo scorrere di un ruscello. «Tutti dobbiamo morire», replica. 

La regina attende, desiderosa di offrire il suo bacio di morte all’eroe senza macchia, all’uomo che non deve vergognarsi di tale definizione. 

Vieni a me, Luca. Vieni ad assaporare il piacere che solo la morte può elargire. Vieni e godi nell’eterno istante che anticipa il nulla.

Lo attira a sé, in un regno che si trova al di là dei sensi, oltre la percezione dell’essere umano. Un passo dopo l’altro e può quasi sfiorare la candida pelle d’aristocratica bellezza.

Eccolo! Gli basterebbe allungare la mano per sfiorare i veli che lo separano dall’estasi del piacere, eppure essa gli sfugge, per poco ma gli sfugge.

Qualcuno lo sta scuotendo energicamente, tenendolo sollevato da terra. Il dolore lo assale, un dolore puro. Collo Taurino sorride, mentre gli stringe il collo. Tutti nella stanza stanno sorridendo, tutti tranne lui: famelici denti aguzzi che scintillano nella penombra. 

La regina osserva, vicina eppur lontanissima, racchiusa nel bozzolo di impalpabili veli. Le sue labbra rosse rimangono sconosciute, un segreto mai svelato.

«Avresti dovuto seguire il mio consiglio», gli dice Collo Taurino scaraventandolo a terra come si trattasse di un sacco di piume. 

E così cinque vampiri scatenano i loro istinti sotto gli occhi della loro regina.

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Discussioni

  1. ” La voce del quinto della fila è debitrice di troppe sigarette”
    perchè dire “fumava troppo” quando si può dire “la sua voce è debitrice di troppe sigarette”?
    Da lettore e da dilettante battitore di tasti, adoro queste soluzioni. 🙂

  2. Belle le descrizioni di lady V e delle atmosfere. Mi è piaciuto come hai tirato piano piano la corda creando tensione fino all’inaspettato epilogo. Davvero un bel racconto. Te la butto là, giusto per condividere con uno degli EdizioneOpenisti che stimo di più: secondo te, come renderebbe il finale eliminando la frase: “Tutti dobbiamo morire, ma …”? Potrebbe essere meglio lasciarla implicita e intuibile dal racconto stesso?

    1. Cioè: lo hai scritto talmente bene che, secondo me, la frase finale potrebbe pure non esserci 😉

    2. Non penso sia scritto bene, faccio quello che posso per dare vita alla mia immaginazione ( di quella ne ho fin troppa). ?

    1. Grazie! La figura del vampiro, per quanto abusata, si presta perfettamente a questo tipo di narrazione.

  3. non mi è piaciuto molto l’argomento, non mi ha preso; mi ha lasciato l’amaro in bocca come dopo aver bevuto del sangue; deve buttare, un errorino trovato ma capita; bella la fine, agghiacciante però

    1. Fa sempre piacere ricevere un commento, positivo o negativo che sia. Non riesco a capire l’errorino; si tratta forse della ripetizione di ” collo ” nel finale? Se è questo, devo dire che ho meditato a lungo di apportare una modifica, ma alla fine ho preferito lasciare tutto com’è. Se si tratta di altro la prego di delucidarmi. Grazie ancora.

    2. Alla fine mi sono reso conto dell’errore di battitura che avevo commesso; grazie per avermelo fatto notare.