Il bicchiere di vino

Serie: Riconoscersi negli altri


Dopo aver fatto piangere Federica sono uscito di corsa dal centro ricreativo, abbandonando Federica in lacrime e Davide arrabbiato. Mi sento una persona orribile, ho parlato così male a Federica che se decidesse di non vedermi più lo capirei. Faccio su e giù davanti al centro ed aspetto le 18 per vederla. Finalmente lei esce, non è sorridente, la vedo cupa e triste. Non guarda nemmeno davanti a se, ha gli occhi puntati a terra e va’ dritta verso la fermata. Non mi ha visto, con la sua camminata veloce se ne sta andando ma questa volta tiro fuori tutto il mio coraggio, la rincorro, la prendo per un polso e la tiro a me per stringermela forte al petto.

-”Cosa diavolo fai? Lasciami andare!”-

Appena si accorge di chi la sta stringendo cerca con tutta se stessa di allontanarmi. Non fatica tanto perché come sento le sue parole mi allontano.

-”Scusa, non volevo dirti tutte quelle cattiverie, non so cosa mi sia successo, possiamo parlarne?”-

-”Ma di cosa? Tutto è chiaro, non siamo fatti per essere amici, tu hai una classe sociale troppo alta per me, no?”-

-”Mio padre è uscito in moto e tornerà domani, ha deciso di andare in campeggio per qualche giorno. Ti va’ di prendere sushi e cenare con me?”-

Ma che stai dicendo Marco? Questa sera dovevi andare da Marzia, ha detto che stasera ha una “sorpresa” per te. Ma che importa, se Federica venisse da me sarei il ragazzo più felice a questo mondo.

-”Stasera sono con Paolo, non vengo.”-

Ancora quel maledetto Paolo. Ed ora che le dico?

-”Anche io devo vedere Marzia, ma è più importante un’amicizia di una fidanzata o di un fidanzato, giusto?”-

Vedo che sul volto di Federica nasce un piccolo sorriso che prova a nascondere.

-”Anche io la penso come te, gli amici prima di tutto. Quindi tu mi reputi tale?”-

Amica? Ma quando mai ho avuto un’amica. Tutte quelle che dicevano di esserlo sono finite a baciarmi se non oltre. E poi Federica mi piace troppo per essere mia amica, deve essere la mia fidanzata.

-”Certo che ti reputo mia amica, mi aiuti ogni pomeriggio, mi ascolti, mi trovo bene con te. Ti aspetto questa sera per le 20:00?”-

Lei con uno dei suo sorrisi meravigliosi annuisce e mi saluta con la mano, correndo poi verso la fermata.

Torno a casa di mio padre, la sistemo e pulisco il bagno, mi faccio una doccia e metto un t-shirt con sopra una felpa con la cerniera. Non era freddo in casa, ma io amavo le mie felpe e fortunamente ero anche una persona freddolosa. Poco dopo sento il campanello, è Federica. Le apro e le indico il mio piano dove le faccio trovare la porta aperta. Lei entra e mi saluta, io mi avvicino e l’abbraccio dandole un bacio sulla guancia come ero abituato a fare con le ragazze che giravano nel mio gruppo.

-”Cos’è sta cosa del bacino? Una usanza di voi ragazzi alla moda?”-

La vedo ridere e darmi una spinta sulla spalla come se mi stesse prendendo in giro. Io la assecondo ridendo con lei e stando al gioco. Intanto in quel momento non mi importava nulla, l’avevo stretta a me e avevo sentito il suo profumo fruttato. Questa era l’unica cosa che volevo.

Chiamiamo il ristorante di sushi ed ordiniamo d’asporto. Mentre aspettiamo la nostra cena offro a Federica una bottiglia di birra ed una di vino, credendo che come tutte scegliesse la birra che io odiavo. Ed invece, altra cosa sorprendente, sceglie il vino. Le mostro la bottiglia che ho, un vino rosso fermo che ho compato personalmente.

-”Amo tutti i vini, quello che bevo meglio però è il bianco fermo, il rosso per me è molto forte, ma mi va’!-”

Federica prende la bottiglia, la apre e si versa un bicchiere, annusa il vino e poi lo beve. Guardo ogni suo movimento con attenzione, è bellissima in tutto quello che fa. Per un attimo Federica incrocia il suo sguardo con il mio e mi becca mentre la fisso. Imbarazzo. Lei mi sorride e mi versa del vino. Con lei è tutto così naturale, tranquillo, lei mi fa stare in pace.

Serie: Riconoscersi negli altri


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