Il Calvario

Serie: Il più grande uomo scimmia vivente


In quegli ultimi mesi, sebbene non fosse finito lui nel reparto tanto demonizzato, Stefano si sentiva frustrato e con la terribile sensazione addosso di aver sprecato il suo tempo. Ora che la direzione e Vittorio erano soddisfatti, Stefano e i suoi colleghi speravano che la situazione tornasse alla normalità, e così fu, o almeno parve, per un momento. Dopo un paio di giorni passati a testare una scheda tornata guasta da un cliente, in modo da capirne il motivo del guasto e verificarne la potenziale presenza di un errore a livello progettuale, Stefano si rimise il cuore in pace con la sua amata elettronica.

Gli era dispiaciuto, in quegli ultimi tempi, di essere tornato a casa un po’ cupo e di essersi lamentato delle decisioni aziendali con la sua famiglia. Sua moglie lo aveva sempre pazientemente ascoltato fino alla fine e motivato ad andare avanti. Stefano amava sua moglie: era grato di avere accanto una persona di animo così gentile e pio, ma ferma nei modi, e probabilmente, senza la quale, Vittorio si sarebbe preso da tempo due calci sul posteriore; fatto che avrebbe portato a un suo spiacevole allontanamento dall’azienda, ma che gli avrebbe dato, in cuor suo, grandi soddisfazioni.

In seguito vi furono due settimane di autentico paradiso a lavoro, in cui chi progettava, progettava, e il nostro Stefano si trovò a modificare un vecchio schematico, il quale necessitava, secondo la direzione, di una nuova revisione, e quindi di un nuovo stampato. Ma fu in quel paradiso che un serpente andò a sussurrare all’orecchio di Vittorio un dubbio, un pensiero, delle parole ineffabili che provocarono qualcosa nella mente dell’amatissimo Responsabile della Qualità; qualcosa che avrebbe, a detta del responsabile dell’Ufficio Tecnico Antonio, “portato a una valanga di merda senza senso!”.

Difatti, insieme allo schema elettrico, ai file del Masterista e al Working Gerber generato dal produttore del “verde” (viene chiamata così la scheda nuda e cruda, sulla quale non sono ancora stati montati i componenti, in quanto solitamente le schede elettroniche vengono scelte di colore verde, sebbene si possano avere di altri colori), vi è un documento denominato BOM (Bill Of Material), ovvero la lista della spesa, per così dire, di tutti i componenti di cui necessita la scheda per essere prodotta e completata.

Bene, ma allora, cosa vide Vittorio di così sconvolgente in quel semplice file? Si sarebbero chiesti tutti gli hardwaristi in seguito. Ebbene, il Responsabile della Qualità vide che il formato e la struttura del file erano cambiati nel tempo. Pertanto, non vide nulla, ma Vittorio non poté tollerarlo: bisognava uniformarsi a un unico standard, e subito! Andò dalla direzione col fiato che per poco non gli mancò in corpo e ottenne l’autorizzazione immediata a procedere con la modifica di tutte le vecchie BOM aziendali. Un lavoro che avrebbero svolto gli hardwaristi, tra i quali il nostro pacifico Stefano.

Per giorni e giorni, quest’ultimo si trovò a portare vecchie BOM alla nuova versione, e questo lavoro implicava, per ciascuna BOM, un giro di email senza fine, con attese, tempi morti e conflitti sempre dietro l’angolo, in agguato. Insomma, per una BOM Stefano doveva scrivere all’Ufficio Acquisti che il file era stato modificato, e attenderne la risposta. Tra l’altro, se un componente fosse risultato non più idoneo, avrebbe dovuto farsi mandare la lista di tutte le BOM in cui quel particolare componente era montato e modificarle una a una, e, nel caso la BOM fosse stata del vecchio formato, si sarebbe entrati in una matrioska infinita di email e BOM a cui mettere mano, provocando diversi danni alla psiche di chi vi si fosse inoltrato malauguratamente.

Tanto bastò, infatti, per perdere un collega, Giovanni, il quale trovò un altro lavoro e, all’ultimo giorno di preavviso, mandò a quel paese Vittorio, che, dal canto suo, rimase interdetto e non capì perché ce l’avesse così tanto con lui. Per riprendere, però, il giro di email che la modifica di una BOM avrebbe comportato, e mettendoci nella condizione in cui la prima fase con l’Ufficio Acquisti fosse andata a buon termine, ricevendone pertanto la conferma di avvenuta modifica sul loro gestionale via mail, Stefano doveva mandare un’altra mail al responsabile della produzione, Cristiano, un uomo come tanti, che la vita rende scettici e borbottoni, ma di animo buono, al quale andavano indicate, uno a uno, le modifiche apportate e, in seguito, discuterne personalmente con lui a quattr’occhi.

Di conseguenza, proprio in virtù del suo animo buono ma borbottone, a primo acchito Cristiano contestava tutte le modifiche, borbottando spesso tra sé e sé. In seguito contestava l’assunzione di Vittorio in azienda, sempre borbottando, e infine accettava tutte le modifiche dicendo che eravamo tutti, ad eccezione di Vittorio, dei poveri cristi. Pertanto, una volta ottenuta la conferma anche da parte del responsabile della produzione, si doveva accertarsi che la documentazione fosse ben archiviata nelle diverse cartelle e, “infine”, mandare una mail a Vittorio, con in copia la direzione e Antonio, il responsabile dell’Ufficio Tecnico, notificandogli che la modifica della BOM del progetto tal dei tali si era eseguita con successo.

Ed è qui che entrava in scena Vittorio con un controllo maniacale della documentazione prodotta, e, nel mentre ciò avveniva, dall’altra parte il povero hardwarista pregava che fosse tutto in regola, perché, se vi era un errore, il povero malcapitato doveva ricominciare da capo. Stefano si sentiva come Sisifo e la roccia, ma per fortuna non era l’unico, in quanto Antonio aveva deciso di mettere fine a quella condanna senza senso.

Serie: Il più grande uomo scimmia vivente


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. A prima vista, questa storia ha un po’ il sapore di quelle di Fantozzi.
    Infatti, la terminologia e il susseguirsi di eventi, che sembrano quasi assurdi e surreali, suscitano un po’ le stesse sensazioni.
    Mi sento solo di consigliarti una rilettura per snellire il testo da alcune ripetizioni e alcune espressioni che complicano e appesantiscono troppo il flusso di lettura.

  2. Non so perché, vedo gli episodi in ordine invertito. Questi mi risulta essere il primo, ma è il secondo.
    Comunque.
    Mi piace molto l’atmosfera simile a un iperbole assurda che hai creato. Ci presenti Stefano come uomo tranquillo, eppure la sua vita si ingarbuglia continuamente, e non si capisce bene per cosa…insomma, rendi bene l’espressione “complicazione affari semplici”.
    Azzeccato il paragone con Sisifo, vediamo se Stefano reggerà …

    1. Io Dea veramente non so più cosa sta succedendo con la pubblicazione di questa serie, accadono cose senza senso. Giuro che l’ho pubblicato come secondo episodio. Comunque prima penso proprio che porterò a termine la serie, poi vedo di sistemare il problema, anche perché mi dispiace perdere i vostri commenti sotto il racconto.