Il cetriolo
Sul pianeta terra, più precisamente in Italia, più precisamente a Torino, per essere più precisi all’interno di un appartamento e, se vogliamo proprio essere pignoli, all’interno di un frigorifero nel cassettone più in basso, abitava un cetriolo. A dirla tutta il cetriolo non arrivò in quel frigo da solo. Era stato deportato, insieme ad altri cetrioli, dalla sua terra natia, caricato su una cassa, messo su un camion, trasportato dentro un magazzino dove fu poi ricaricato su una cassa, rimesso su un camion e ritrasportato stavolta all’interno di un supermercato e comprato da un gruppo di ragazzi Radical Chic che, nonostante si definissero “comunisti” non avevano mai messo piede dentro un mercato. Il cetriolo in questione, sentendosi più furbo dei suoi simili, si mise comodo nell’angolo destro del cassettone. Uno dopo l’altro tutti gli altri cetrioli furono portati via e riposti dio solo sa dove da, secondo i più anziani abitanti del cassettone, la Grande Mano.
La mano non colse mai il cetriolo che rimase lì, a dare consigli e rassicurazioni ai nuovi cetrioli che, per mesi, arrivavano nel cassettone. La sua buccia cominciò a scurirsi e lui a piegarsi, la sua polpa un tempo tonica si riempì di macchie e marcì. La compagnia comunque non mancava, c’erano due pomodori che erano riusciti ad andare a vivere insieme grazie ad un punto estremamente freddo del cassettone che congelò i pomodori che si attaccarono l’uno all’altro. C’era la carota, lei era veramente molto fresca quando arrivò, le sue foglie verdi e il suo colore scatenavano le invidie delle carote del supermercato. Era stata portata da alcuni ospiti che riuscivano ad avere sempre ingredienti freschissimi provenienti dalle vallate vicini ed avevano tutti un adesivo che recitava Km0. C’era infine una vecchia melanzana ammaccata che era stata portata da una paffuta signora con un accento del sud che accompagnò una delle inquiline della casa.
Si da il caso che, una volta all’anno, il frigo venisse svuotato per essere ripulito. Nessuno degli abitanti stabili del cassettone era mai sopravvissuto al tragico evento e quindi a raccontarlo, perciò il cetriolo, come la carota, gli altri ortaggi e i frutti (se proprio vogliamo anche rispettare la dicitura botanica) non avevano la minima idea del tragico destino che li attendeva. Un giorno, semplicemente, la mano, che per l’occasione si era vestita con un elegantissimo guanto rosa di lattice, li afferrò per deportarli all’interno di un sacco nero. Tutti, tranne il cetriolo.
Il cetriolo, durante tutta la sua miserabile vita, non riuscì mai ad accostarsi all’arte. Non poteva dunque sapere dell’esistenza di più arti, non poteva dunque sapere del cinema, se non per qualche frase indistinta udita durante le serali estrazioni di birra dal frigo da parte degli inquilini, non poteva dunque sapere che, nonostante le note idee politiche degli inquilini dell’appartamento, esistessero dei siti dove guardare i film illegamente e che, in questi siti, il servizio Google AdSense inserisse pubblicità di ogni genere. Fra queste una spiccava fra le altre: 5 COSE che NESSUNO ti ha mai detto sui CETRIOLI MARCI.
Il cetriolo fu delicatamente appoggiato su un tagliere in legno, fatto a fette con precisione chirurgica nonostante l’odore di morte che emanava e poggiato sulle palpebre delle due inquiline della casa. Una di loro era venuta a conoscenza del fatto che i Cucumis sativus affetti da peronospora, ovvero i cetrioli marci, vedevano amplificati gli effetti di cura della pelle. Il cetriolo potè andare in pace avendo compiuto ogni suo onere terreno e le inquiline dovettero combattere con un bruttissimo eritema che portò una delle due alla cecità.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa, Fiabe e Favole
Ciao Alexander, nel leggere il tuo racconto ho iniziato a sudare freddo, riflettendo sulla necessità di ripulire il mio frigorifero… E’ difficile “raccontare” in poche righe, è una delle sfide più impegnative secondo me, ma tu ci sei riuscito alla grande
🙂
Credo di aver intravisto anch’io una pubblicità simile. Grazie per questa gradevole storia, dai toni grotteschi. A presto!
🙂