Il Consiglio e il Saggio (parte seconda).

Serie: Cheramyes


Callie non riusciva a staccare gli occhi dal Saggio. Chiunque l’avesse soprannominato in quel modo, era un idiota. Non vi era nulla di saggio in quell’uomo. Era un esaltato, uno che passava il tempo fissando il cielo, sommerso da tomi giganti. Aveva la pelle chiarissima e simile a carta velina, Callisto pensò che una folata di vento avrebbe potuto trascinarlo via. 
La interrogavano da ormai quattordici, lunghi, estenuanti, inutili, minuti e ogni qualvolta la sua voce mentale riempiva la stanza, il vecchio trasaliva, storceva le labbra, chiudeva gli occhi.
La
 odiava e quell’odio, era ricambiato.
Ad
 un tratto la strega suprema chiese al vecchio bacucco di alzarsi dal suo seggio e questi lo fece, dopo aver lanciato una lunga occhiata alla donna. Con passo sicuro, scese dalla pedana in legno a forma di esagono e si fermò di fronte a Callie. Lo fece apposta. La strega rivide nella sua testa, quando da bambina le si era posto di fronte per strappare la voce a lei, e a Sirio.
Sirio… Dov’era suo fratello? Perchè non riusciva a sentirlo? C’era come un muro tra loro; un muro spesso, insonorizzato. Eppure era vivo. Ma vivo, non voleva dire niente. Vivo, non voleva dire per forza di cose al sicuro o incolume. 
Il vecchio estrasse un ciondolo e lo fece danzare davanti agli occhi di Callisto. Sorrise quando il ciondolo s’illuminò di un’ accecante luce rossastra.
Il
 rosso danzò negli occhi della strega, piccole fiamme che sembrarono divorare l’azzurro dei suoi occhi. 
Quando li sollevò verso il vecchio, Callisto sorrise sghemba; l’uomo di fronte a quel sorriso ebbe un fremito, le labbra sottili si contrassero, le dita nodose strinsero più forte la catena a cui era appeso il ciondolo. 
 «Il ciondolo di Aletheia. Con lei indosso, non potrai mentire, nascondere la verità o tentare di fuggirle. Indossalo, Cheramyes.»
Come se avessi mai mentito…
Il vecchio le piazzò il ciondolo a pochi centimetri dal volto. «Indossalo.»
Callisto sollevò la mano e afferrò il ciondolo. Il monile era caldo, pulsante. Si fece scivolare la collana al collo e sollevò il mento, senza smettere di sorridere. Non aveva paura di dire ciò che aveva fatto, desiderava terrorizzare quel vecchio, vederlo schiumare rabbia, sdegno. Aveva sentito dire, che l’ultima strega punita dal Consiglio, era stata bruciata viva dopo esser stata privata dei suoi poteri. Alcuni avevano votato l’esilio… ma il Saggio si era opposto.
Aveva parlato di dover dare il buon’esempio.
La prego, mi ponga una domanda su ciò che penso di lei… 
La voce di Callisto era calma, profonda, suadente come un’antica melodia.
La
voce della strega suprema si diffuse nella stanza. 
«Callisto, per favore… Saggio Kyros, prosegua.»
Il vecchio fece tre passi indietro e incrociò le braccia dietro la schiena, a quel punto sorrise rivelando una schiera di denti perfetti, decisamente inquietanti.
 «Ho una sola domanda. Se ti opporrai, il ciondolo ti farà male. La verità brucia, come si suol dire. E’ giusto dirtelo in caso ti vengano strane idee.» Fece una pausa ad effetto, quando riprese a parlare, lo fece come stesse gustandosi ogni singola parola.  «Il cielo mi ha parlato. L’equilibrio, si è rotto. Qualcosa di malvagio è sceso tra noi, la luna è increspata, l’alone nero che la circonda è un chiaro segnale. Una delle sue figlie più potenti, ha effettuato un oscuro maleficio. E la firma, è proprio sopra la tua dimora. Hai esercitato della magia nera, Callisto Cratos Cheramyes? »
Cratos. Un leggero bisbiglio si diffuse tra le file di streghe e stregoni, venuti a guardare. Callisto sorrise divertita. Lei e Sirio, sapevano ben poco del loro passato, dei Cheramyes non vi erano registri, tutto bruciato, gli era stato detto. Eppure a lei i miti piacevano e quando il vecchio disse il suo nome, fu un piacere vederlo fremere. Cratos, la personificazione del potere.
Sì. 
Il ciondolo pulsò appena ma non vi fu alcun bruciore. Callie era sempre stata spietatamente sincera e non avrebbe permesso a nessuno di bruciarla. 
Non sapeva se Damar l’avrebbe aiutata, ma lei non sarebbe morta e non sarebbe morto Sirio.
Il
 vecchio s’irrigidì, il brusio si trasformò in un opprimente silenzio.
 «Per cosa hai usato la magia nera?»
Callie stiracchiò le labbra in un altro sorriso e accarezzò con un dito il ciondolo di Aletheia.
Quando parlò, i suoi occhi bruciavano di sfida e anche di qualcos’altro, qualcosa di profondo che fece indietreggiare il vecchio Saggio.
Ho riportato indietro mio fratello dalla morte.

A quel punto, scoppiò il finimondo.

***

Damar sentiva le emozioni di lei. Gli bruciavano il sangue, lo confondevano. 
Callie si muoveva nella folla di stregoni con il viso sollevato, i capelli stretti nella morsa di uno dei due boia. Avrebbe potuto levarseli di torno facilmente, ma non lo fece.
Muovendosi come un’ombra, lui la seguiva. Il grifone era rimasto nella stanza esagonale, ma cosa importava, non avrebbe dato l’allarme. In quanto al giovane stregone, non era un problema. Quel tipo non avrebbe fatto del male a una mosca.
Proveniva un baccano non indifferente dalla sala che aveva appena lasciato, il Saggio aveva perso il controllo, si era scagliato su Callisto e quando lei aveva cercato di difendersi, erano sopraggiunti i due boia. Damar era certo che la strega fosse stata colpita. Un pugno sul volto, un calcio nel ventre… 
La stavano trascinando verso una cella nei sotterranei. Doveva solo attendere alcuni minuti e poi l’avrebbe tirata fuori di lì. 
Si nascose nell’ombra, sentì un clangore di metallo poi, l’ennesimo colpo sulla pelle di lei.
Damar cambiò forma senza rendersene conto e allo stesso modo un istante dopo, si ritrovò con le mani ad affondare nel petto dei due boia. Ci fu un risucchio, gli occhi di entrambi si spalancarono, uno sguardo intriso di morte, poi il suono di uno strappo liquido, corposo; i corpi di entrambi crollarono all’indietro e il figlio di Ecate, fissò i cuori stretti nel palmo delle sue mani senza vederli davvero. I suoi occhi erano fermi su Callisto che giaceva immobile, riversa su un fianco.
Si
 diresse verso di lei, l’afferrò tra le braccia e le scostò i capelli neri dal volto… Era sporca di sangue, c’erano dei lividi sul suo viso. Il dolore lo colse impreparato, fu istantaneo, intenso.
Callie spalancò di scatto gli occhi e aprì le labbra in un urlo muto.
Poi, non ci fu nient’altro che buio.

***

 «Non posso credere che tu l’abbia fatto, Leon.»
La voce di Jasone era quella di un genitore che aveva beccato il figlio a compiere una marachella.
Leon fissava strega e demone, rinchiusi in due gabbie separate, sospese da terra.
Entrambi erano di una bellezza ipnotica. Surreale. E lui, li aveva catturati. 
Damar fu il primo a svegliarsi e quando si accorse di essere in trappola, si scagliò contro le sbarre come un leone, facendo quasi tremare il soffitto.
Callisto si svegliò in quel momento, non aveva un bell’aspetto; si guardò attorno, poi lo fissò ad occhi socchiusi, come non riuscisse a metterlo bene a fuoco.
 «Piccolo stronzo!» 
Damar sbattè un altro pugno sulla gabbia e questa vibrò, senza dar segno di cedere.
Jasone sospirò quasi annoiato e lasciandosi cadere su una poltrona sgualcita, scosse delicatamente il capo.
 «Inutile agitarti, figlio di Ecate. Tu e la tua amichetta, siete in gabbia come due topi. Gabbie magiche, parecchio potenti. Il mio amichetto qui, a quanto pare, ha fatto le cose in grande. Senza di me.»
Leon si volse a guardare il grifone; tremava, aveva le guance chiazzate di rosso e gli occhi lucidi, come avesse la febbre.
 «Tu te ne fregavi! Lei aveva dato altri ordini e tu, te ne fregavi. Continuavi a ripetere che non ti aveva portato rispetto, che eri un dono e lei ti aveva trasformato in un umano. E mentre tu ti lamentavi, potevo perdere l’opportunità di vendicarmi. HANNO UCCISO MIA MADRE! L’hanno fatta bruciare! Tu… Lei, mi darà quello che voglio. Non voleva che lo sapesse il Consiglio, perchè sono sicuro che come me, odia quei tipi. Non so a che le servono questi due, ma mi darà quello che voglio!»
Ora il grifone lo guardava ad occhi socchiusi,attenti. Sembrava sorpreso ed anche un pò preoccupato, ma forse si sbagliava. Callie si mosse, facendo oscillare la gabbia e tutti gli occhi furono su di lei, forse, pensò Leon, quelli del demone non si erano mai distolti dalla strega.
Tua madre, è l’ultima strega che è stata processata…?
 «Chi se ne frega di chi è sua madre. Non appena uscirò di qui ragazzino, ti ridurrò a pezzi. Lascia andare Callisto. »
La strega portò lentamente lo sguardo sul demone. Sembrava stupita… Da cosa, Leon non lo sapeva. 
Era palese solo a lui che quell’essere mostruoso, provasse qualcosa di forte per lei?
Fece per aprir bocca, quando una risata femminile, giunse fino a loro. Somigliava al gorgogliare di un fiume, ad uno stormo di usignoli, una canzone sussurrata all’orecchio… Leon si volse verso la porta, era emozionato, euforico, il grifone emise un verso graffiante e fece schioccare le labbra. 
Il demone in gabbia invece, prese a ringhiare. A quel punto gli occhi di tutti furono su di lui.
La
 strega che fino a quel momento non aveva mostrato alcuna paura, sembrava spaventata. 
Il demone scuoteva la gabbia come un ossesso, del sangue prese a colare sulle sbarre lucide e cadde verso terra.
Damar…
La
 risata femminile divenne più forte. 
La porta si spalancò lentamente, senza produrre alcun suono e Lei, apparve sulla soglia. 

Serie: Cheramyes


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Bel capitolo dai risvolti inaspettati, non pensavo che Damar si facesse catturare così facilmente. ?
    La trama si fa sempre più interessante e divertente, chissà come andrà a finire! ?
    Ciao!!

    1. Ciao Andrea! Damar sembra distrarsi parecchio quando si tratta di Callisto, scatena la sua parte umana, irrazionale… Questo in alcuni casi potrebbe essere un bene, ma in altri.. Un pò meno ahahahah

  2. Ciao Vanessa, episodio in cui ho sentito davvero il phatos dipanarsi in ogni parola, la tensione che si intensifica sempre più con un atmosfera cupa e sinistra, una inquisizione ben descritta dalla tua mano sempre poetica e precisa, per non dire la forza sprezzante di una Callisto che ammiro sempre più. I colpi di scena animano il tutto, compreso un risvolto “sentimentale” che ho sentito coinvolgere persino lo spietato Damar nel voler libera Callie, ma alla fine mi hai stravolto… piacevolmente! Adoro quando il tuo narrare e la tua fantasia si fondono con etimologie e richiami alla grecità, e non mi resta che attendere l’epilogo… Non far morire tutti mi raccomando??!

    1. Antonino i tuoi commenti sono sempre dettagliati, ti appassioni molto e a me non può che fare tanto piacere. È successo molto in questo episodio. Presto giungeremo alla fine di questa prima parte di viaggio e chissà.. Chi resterà vivo u.u o no. ? Grazie per avermi letto!

  3. Vanessa, ogni volta mi ritrovo a pensare “e adesso?”. Credevo di aver fatto una furbata aspettando che tu pubblicassi la seconda parte, ma mi hai spiazzata di nuovo ;D Cosa posso dirti, a questo punto? Una volta terminata la serie la riprenderò per mano, come molte altre qui su Open, e me la leggerò tutta di un fiato così non patirò un attacco d’ansia.