Un demone animivoro

Serie: In viaggio con l'angelo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Attraversando stelle e pianeti, Filippo torna sulla Terra con l'angelo Nathaniel, e quest'ultimo lo lascia sotto un albero di fico, circoscrivendo attorno ad esso un cerchio magico per proteggerlo in sua assenza.

«Aspetta qui e non uscire da questo cerchio, mi raccomando, io tornerò molto presto!», disse l’angelo, e subito dopo andò via. Era sparito senza darmi alcuna spiegazione ed io fui preso da un momento d’inquietudine.

Sarei potuto tornare a casa da solo, ma poi mi ricordai di essere solo uno spirito, invisibile a qualsiasi occhio umano, e restai sotto quell’albero ad aspettare il ritorno dell’angelo. Cominciai a sentire l’inconfondibile odore delle grosse foglie di fico che scendevano fin sopra la mia testa. Allungai una mano per strappare una foglia, ma non vi riuscii. Le mie mani passavano attraverso le foglie, ma non riuscivo a sentirne la consistenza fisica. Fui incuriosito dalla relazione tra materia spirituale e materia atomica, e allora provai con un dito a fare dei segni a terra, ma anche quello fu un fallimento. Il terreno non veniva smosso dal mio dito. Mi alzai in piedi, feci un paio di passi per vedere se lasciavo le impronte dei miei piedi sul terreno, ma i sandali che mi aveva dato Nathaniel non lasciavano alcuna impronta sul suolo. Non riuscivo a capire: considerando che uno spirito passa attraverso la materia senza toccarla, allora i miei piedi sarebbero dovuti sprofondare nel terreno sottostante, invece riuscivo perfettamente a stare in superficie. Mi stancai di lambiccarmi il cervello con tutte quelle domande senza risposte, e dopo che mi ero avveduto di essere uscito dal cerchio, tornai indietro e mi sedetti con la schiena appoggiata al tronco che però non sosteneva l’appoggio del mio corpo e quindi dovevo tenerlo dritto con le mie forze. Raccolsi bene le mie gambe per tenerle dentro al cerchio e attesi paziente il ritorno di Nathaniel. «Ma dov’è finito?», mi chiedevo. Iniziavo ad agitarmi per quell’attesa senza tempo, quando all’improvviso vidi arrivare da lontano uno spirito. Questi si dirigeva verso di me, mi alzai in piedi, ma mi ricordai del consiglio di Nathaniel di non uscire dal cerchio. Lo spirito si avvicinò a me e mi disse: «Che ci fai qui? Sei uno spirito anche tu? Sei morto da poco?». Poi mi fissò per qualche secondo, mi guardò come facendo uno sforzo di memoria e mi disse: «Ma io ti conosco! Ti ho visto in quella macchina rossa. Sì, sei proprio tu che ti sei schiantato contro la mia macchina!».

«La tua macchina? Vuoi dire che tu sei quel matto che guidava contromano? ed hai il coraggio di dire che io sono venuto addosso a te!», risposi arrabbiato.

«Maledetto idiota, mi sei uscito davanti all’improvviso e ora per colpa tua sto vagando senza pace da due giorni!», disse quello spettro urlando e avvicinandosi a me con lo sguardo minaccioso. Si avvicinò, ma arrivato al cerchio che aveva disegnato Nathaniel non riusciva ad entrare. Allungò le mani per afferrarmi, ma le sue mani non riuscivano ad entrare nel cerchio. Si arrabbiava, bestemmiava e tirava calci e pugni che urtavano contro una barriera invisibile, come una barriera di vetro duro. Avevo finalmente capito perché Nathaniel mi aveva chiesto di non muovermi dal cerchio. Aveva disegnato a terra un cerchio magico che mi avrebbe protetto in sua assenza. All’improvviso sentimmo un rumore, ci girammo entrambi e vedemmo arrivare strisciando un serpente.

Sembrava una specie di serpente a sonagli, ma era molto più grande, e inquietante. Fummo entrambi spaventati da quella visione. Il ragazzo provò ad avvicinarsi all’albero, ma il cerchio lo bloccava e non riusciva ad entrare. «Fammi entrare ti prego!» gridò impaurito. «Non posso fare nulla, mi dispiace!», risposi. Cercò di scappare, ma il serpente strisciò velocemente verso di lui, lo afferrò alla gamba e strinse le sue mascelle, affondando i denti alle sue caviglie. Il povero ragazzo, emise un grido simile a un lungo ululato «Uuuuuuh!», gridò come in preda a una grave pena. Il serpente alzò la nuca e continuò a premere contro la sua gamba rilasciando dentro tutto il suo veleno. Appena il serpente vide la sua vittima stramazzata a terra, strisciò al lato della testa, aprì la sua grande bocca e cominciò ad ingoiarla. Con un movimento ondulatorio delle mandibole, continuava a mandare giù quel ragazzo, e lentamente, ma inesorabilmente lo ingoiò completamente. Quando l’ebbe completamente fagocitato, si distese e si trasformò in un uomo, alto con i capelli biondi che sembravano quasi bianchi, Il viso pallido, e su quel viso due occhi incavati e cerchiati di viola che esprimevano molta malvagità. Si avvicinò verso di me, ebbi paura, ma all’improvviso notai che si fermò, mi guardò fisso con quegli occhi tenebrosi e con una smorfia di rabbia sul volto sparì. Mi girai e vidi alle mie spalle l’angelo Nathaniel. Lo abbracciai e gli dissi: «Meno male che sei tornato, angelo! Hai visto quel demone? È terribile… ha completamente divorato quel ragazzo!», dissi sconvolto e con la voce interrotta dai singulti di un pianto di paura. «Appartiene a una genìa di demoni animivori che girano per il mondo in cerca di anime da divorare», rispose Nathaniel. «Animivori? Ma allora l’anima non è immortale?», domandai vivamente. «Lo spirito degli uomini è nato dal soffio di Dio e quindi è immortale!», rispose Nathaniel, ma l’anima, la parte più intima di uno spirito, quella che fa provare emozioni, no. L’anima può perire. «Quello spirito è stato ingoiato da quel demone che userà quel ragazzo dentro di sé come se fosse cibo. Quando avrà assorbito le energie vitali della sua anima, lo vomiterà e ciò che ne uscirà sarà uno spirito oscuro senza nemmeno più un barbaglio di luce, e non proverà più nessuna emozione buona dentro di sé, ma solo rabbia, odio e vuoto.»

«Perché non hai fatto qualcosa per aiutarlo? Perché hai permesso che quel demone lo divorasse?».

«Perché non possiamo salvare chi è andato troppo oltre nel male», rispose Nathaniel, «dove l’avremmo portato? Dimmi! Il regno che hai visto, sarebbe presto ridotto a un nuovo inferno, com’è accaduto alla Terra, se portassimo là persone come lui. Quel ragazzo in vita è stato un bestemmiatore, un fornicatore e anche un assassino senza scrupoli. Aveva scelto il male in tutte le sue forme e il suo cuore si era indurito come la pietra. Un cuore così contiene dentro un’anima intorbidita e finisce all’inferno, come un frutto marcio finisce nella spazzatura».

«Che ne sarà degli spiriti che finiscono all’inferno?», dissi con l’anima piena di tristezza. «L’inferno è un luogo di disperazione, di pianto e di sofferenza. È un carcere buio, dove il fuoco che non si spegne mai, tormenta gli spiriti maligni.

«È terribile!… Ma dove si trova? È un mondo oscuro tra le stelle?» domandai spaventato. Nathaniel, sorrise e disse: «No, non è tanto lontano. L’inferno è proprio qui, sotto i nostri piedi!».

«Vuoi dire che l’inferno è veramente sotto terra?».

«L’inferno è nel ventre della Terra, nel fuoco che non si estingue mai», rispose Nathaniel. Lo guardai per un attimo, non riuscivo a crederci, ma Nathaniel non poteva aver mentito, e quello che diceva era sicuramente la verità.

«Gli spiriti non possono toccare la materia terrestre, dunque com’è possibile che il fuoco terrestre possa interagire con gli spiriti e farli soffrire?», domandai all’angelo. Ed egli a me: «il fuoco nasce dalla materia, ma non è materia. Hai mai provato a passare una mano nel fuoco? Se non fosse per la sua alta temperatura, non riusciresti a sentirlo. Hai potuto vedere nelle grotte dei fuochi fatui come soffrono gli spiriti, e tu stesso hai assaggiato il potere del fuoco sul tuo spirito.»

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Discussioni

  1. “«Lo spirito degli uomini è nato dal soffio di Dio e quindi è immortale!», rispose Nathaniel, ma l’anima, la parte più intima di uno spirito, quella che fa provare emozioni, no. L’anima può perire.”
    un concetto molto interessante

  2. In questo episodio ho trovato la spiegazione che aspettavo: che fine avesse fatto il pirata della strada. Non ti nascodo che ho trovato un po’ inquietante la figura del demone animivoro. La descrizione, evidentemente, e’ abbastanza efficace. Sono curiosa di conoscere il seguito e sprattutto la conclusione.