Il demone nero pece
Serie: Il demone nero pece
- Episodio 1: Il demone nero pece
STAGIONE 1
“A che cosa stai pensando?”
Fu la domanda del demone che era presente nella camera da letto di Mirco. Lo stava osservando da minuti, scrutando ogni espressione del suo viso, aspettando una risposta. Ma il ragazzo preferì non rispondere, distogliendo lo sguardo dalla creatura dagli occhi bianchi scintillanti e la pelle nera.
Si erano conosciuti al bar, Mirco si era preso un cappuccino accompagnato con una brioche alla crema pasticcera, mentre quella cosa si era mimetizzata nell’ombra di un cliente. Quando il cameriere, l’unico che c’era, gli portò ciò che il ragazzo aveva ordinato, il demone notò Mirco quando mise in pratica il suo rituale: battere tre volte con la mano destra sul petto al lato del cuore e due volte con quella sinistra sulla tempia sinistra. Lui lo guardò e sorrise malignamente e quegli occhi brillarono di una luce sinistra.
Quando il ragazzo si alzò e uscì dopo aver pagato, il demone lo seguì, stando bene attento a passare inosservato, confondendosi con le altre ombre degli oggetti e degli esseri viventi intorno a lui e, quando fu abbastanza vicino a Mirco, entrò in collisione con la sua ombra, diventando un tutt’uno con essa, e poi se la mangiò, prendendone il posto ma lui non si accorse di nulla. Improvvisamente, i brividi percorsero tutta la schiena del ragazzo, allo stesso tempo ebbe quattro spasmi alle braccia e sentì le gambe diventare mosce, fino a tal punto di credere che sarebbe crollato sul marciapiede. Alla fine cadde per terra, privo di sensi.
Si risvegliò sul letto di un ospedale quando fuori era già sera, mentre quella cosa lo stava sorvegliando ai piedi del letto, attraverso quegli occhi inquietanti che lo inchiodavano.
Mirco impallidì a quella vista orripilante e cercò di urlare ma non emise nessun suono per quanto terrore stava provando. Tentò di muovere il corpo eppure non rispondeva ai suoi comandi, rimanendo paralizzato. Nonostante questo, il ragazzo non si arrese e si concentrò sul suo rituale: tre battiti sul petto sinistro e due sulla tempia.
Mirco si riprese e finalmente mosse il muscolo della gamba destra, tentando di scalciare l’immonda presenza, o almeno di spaventarla. Così il ragazzo decise finalmente di urlare e le infermiere ci misero poco ad arrivare per scoprire che il paziente si era svegliato; secondo loro, era scalmanato per via dello shock di essere svenuto di punto in bianco ed essersi trovato nell’ospedale. Il ragazzo le fece notare il demone oscuro però le due giovani donne non scorsero niente, così Mirco comprese velocemente che solo lui aveva la possibilità di vedere quell’orrida visione. Si sentiva in trappola e dubitò della propria sanità mentale e nel frattempo che si stava domandando di parlarne con uno specialista, le infermiere lo rassicurarono di stare tranquillo perché avrebbero pensato a lui e che per ogni esigenza bastava che chiedesse a loro due oppure a qualsiasi altra persona del personale.
Le due donne uscirono dopo aver sistemato i cuscini al ragazzo e dopo avere portato una bottiglia d’acqua naturale di mezzo litro.
Il ripugnante demone era ancora lì e continuò a fissare intensamente Mirco, cercando di carpire al volo ogni minima espressione del suo viso, così da intendere subito cosa passasse per la testa e come usarlo contro di lui per fargli perdere il senno della ragione.
Il demone si avvicinò lentamente a Mirco, analizzando per secondi interminabili quegli occhi verdi scuri, senza staccare lo sguardo. Il ragazzo ansimava e sudava freddo, la cera della sua faccia era pallida come la porcellana, mentre le mani tremavano. Il demone si stanziò a qualche centimetro dal viso di Mirco e sorrise con la bocca aperta. Il ragazzo arricciò il naso e tentò a distogliere la faccia da quella del mostro ma questo glielo afferrò e lo costrinse a guardarlo dritto in quei buchi bianchi senza pupille. A un certo punto, il demone gli lecco lentamente la faccia, sorridendo per ogni leccata che diede.
“Come farò a uscire da questo incubo?” Pensò Mirco.
«Non potrai» gli rispose il demone.
Mirco spalanco gli occhi tremanti e tentò nuovamente di urlare ma quella cosa gliela tappò.
«Speravi seriamente di disfarti di me, per poi scoprire che non puoi e mai potrai» disse l’entità.
Serie: Il demone nero pece
- Episodio 1: Il demone nero pece
Mi è piaciuta l’idea del demone che si mangia l’ombra e si manifesta in un momento così normale, come la colazione al bar. L’impotenza del protagonista è angosciante e descritta molto bene. Attendo il seguito.