Il diario

Serie: Chiroptera

16 febbraio
Sono stata nuovamente al Purgatorio fisico, Caronte è il mio traghettatore. Come posso non amarlo? Vorrei affidarmi totalmente a lui per poter liberare le anime che mi porto dietro.
Una in particolare, la Sua. Il pipistrello dagli occhi di cristallo divorato dalle fiamme. Grida nei miei sogni, continuamente. Sempre. È come se volesse parlarmi.
Vorrei liberarmi dalla sua influenza.
Caronte salvami, Virgilio guidami.
E quell’anima desolata? L’ho sentita di nuovo, è molto disponibile e gentile. Sembra un angelo uscito dall’inferno, sarà altrettanto crudele?

– Non immaginavo che fosse così allegorica – esclamò sorpreso Vittorio.

– Le piace essere poetica, tutto qui. Comunque è palese che la figura di Caronte sia riferita a Dario mentre Virgilio sono io. Ma “Quell’anima desolata”? Prova a sfogliare indietro –.

Procedendo a ritroso trovarono altri riferimenti alla figura dell’anima desolata a partire dal 4 febbraio, giorno in cui Carmen era andata a ballare.

4 febbraio
Non ho mai visto occhi così ipnotici, nemmeno il buio è stato capace di offuscare tale energia. C’era una tale aura mistica attorno a lei… Dante definirebbe così Beatrice? Forse questo incontro è stato dettato dal caso.
Beatrice desolata, spero di incontrarti di nuovo.

– Nessun nome… niente di niente. Così non ci muoviamo – esclamò Vittorio.

Dario, rimasto sul divano, pensò agli ultimi mesi passati con Carmen cercando di decifrare qualche tipo di stranezza da parte sua. Ma nell’ultimo periodo si erano manifestati strani eventi di cui non riusciva a trovare una spiegazione, il suo volto era diventato più cupo e stanco. Non aveva mai rivelato ciò che la affliggeva ma parlava di una strana donna che le era venuta in sogno legata al fuoco.

– E di quella donna? Ne parla? –.

Sarah e Vittorio lo guardarono perplessi.

– Sono solo sogni ma… possiamo provare – Sarah stampò gli occhi sulle pagine ruvide mentre Vittorio girava le pagine all’indietro. Non c’erano particolari riferimenti ma in quasi tutte le pagine c’erano linee che ricordavano fiamme e dei pipistrelli.

– I disegni si interrompono tutti il 13 novembre, se non sbaglio è quanto ha cominciato a fare quei sogni – pensierosa scrutò ogni angolo di quella pagina ma c’erano poche frasi. Troppo generali per decifrare l’intero sogno.

13 novembre
Incubo avvolto dalle fiamme, occhi di cristallo e vento padrone. Mi parli ma non ti capisco, le fiamme ti divorano.

– Questo non aiuta. Che significa? –.

– Forse dovremmo consegnare il diario agli investigatori come ha detto Dario –.

– Assolutamente no! Carmen lo ha lasciato a me perché non voleva che qualcuno lo leggesse –.

– Ma lo stiamo leggendo noi adesso, vuoi che cambi qualcosa? – Dario si alzò cercando un pacchetto di sigarette pieno fra tutti quelli vuoti. Nel caos riuscì a trovarne una e diede un occhiata ai disegni fatti negli ultimi giorni, i capelli rossi erano il soggetto principale. E pipistrelli ovunque.

– Qualcosa non mi torna… –.

– Credo di sapere a cosa ti riferisci –.

Per la prima volta da quando Sarah era arrivata trovò terreno comune con Dario.

– Volete rendermi partecipe o devo sforzarmi inutilmente per arrivarci? –.

– Perché proprio i pipistrelli? –.

– Potrebbe esserci un qualsiasi ragionamento dietro oppure è solo un caso –.

Vittorio, titubante, prese il diario cercando indizi di qualsiasi sogno che possa aver influenzato Carmen a scegliere il pipistrello ma rimase deluso nel non trovare niente.

Qualche ora più tardi quando il tepore aveva già trovato la resistenza della tarda sera Sarah si decise a tornare a casa. Nonostante sapesse che con quel diario non avrebbe ottenuto nessuna prova concreta l’amarezza che provò le peggiorò l’umore.

Secondo sua madre gli investigatori stavano facendo del loro meglio ma l’assenza di traccie e nessuna stranezza mostrata da Carmen prima della sua scomparsa rendeva tutti inquieti.

Forse avrebbe dovuto consegnare il diario agli investigatori? Sapeva che sarebbe stata l’opzione più giusta ma non voleva, era la cosa più vicina a lei che le era rimasta. Non voleva pensare al peggio e non avrebbe pensato al peggio. In un modo o nell’altro l’avrebbe ritrovata, l’aveva giurato a se stessa.

– Credevo rimanessi a dormire da Vittorio – esclamò sua madre quando la vide rientrare.

– No, vado a dormire buonanotte –.

Senza aspettare che sua madre o suo padre intervenissero chiuse la porta rumorosamente, poi si buttò sul letto.

Esausta.

Il telefono era rimasto nella borsa, ci pensò su e lo prese. Controllò per l’ennesima volta il suo ultimo accesso ma quei numeri sembravano essersi stabilizzati. Quella frase “Ultimo accesso il 17 febbraio alle 19:01” la stordì. Sbuffò e mise via il telefono.

Un soffio di vento le ricordò che la finestra era socchiusa e voltandosi vide qualcosa che la guardava dall’esterno. Con stupore e un po’ di inquietudine si accorse che quella cosa era un pipistrello.

Serie: Chiroptera
  • Episodio 1: Prologo
  • Episodio 2: La rabbia di Sarah e la colpa di Dario
  • Episodio 3: Il diario
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