IL DISEGNO

Serie: LA VALLE DELLE LACRIME


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una figura misteriosa si aggira nei boschi della contrada del lupo, nascondendosi in una grotta e cercando di sopravvivere. Intanto, il commissario riceve la notizia del rilascio del corpo di Enea Caballario.

CONTRADA DEL LUPO

Dopo aver estratto il telefono dalla tasca, poté leggere il nome di chi stava chiamando sulla schermata del dispositivo: “Commissario”. 

Cleros rispose prontamente, ben conscio di ricevere quella telefonata per un motivo importante, ma ancora ignoto. D’altronde, il suo superiore non era solito chiamare per motivazioni di poco conto.

«Pronto signor commissario, buongiorno. Mi dica.»

«Buongiorno Cleros, il signor Caballario è lì con lei? Dovrebbe riferirgli delle novità riguardanti suo nipote…»

«Certo, mi dica pure»

Il commissario ricapitolò per un attimo nella sua mente, poi spiegò: «è stata appena firmata la delibera per il rilascio del corpo del bambino. Il piccolo può lasciare il carcere, finalmente, e verrà restituito ai suoi familiari oggi stesso…»

«Capisco. Glielo riferirò immediatamente.»

«La ringrazio.»

Dopo aver appreso gli ultimi aggiornamenti, Gregorio cominciò subitamente a organizzare il funerale del suo Enea: quest’ultimo fu stabilito al giorno successivo, nella sua contrada del lupo, con la presenza delle maggiori autorità civili e militari della città. Gran parte della valle volle esprimere il proprio sostegno a Gregorio in un momento così complesso, con la contrada straripante di gente, e le strade pullulanti di persone rinchiuse in un silenzio disarmante, capace di penetrare nel profondo dell’animo. Alla fine, dopo estenuanti ore in cui tutta la rabbia, il dolore e il rimorso repressi in cuor suo durante quei giorni difficili, esplosero in un pianto angoscioso, Cleros riaccompagnò il suo amico a casa.

«Vuoi che rimanga a farti compagnia?» gli chiese con una certa apprensione. Dal suo volto, segnato anch’esso dal pianto, si poteva percepire facilmente una viva preoccupazione nei suoi confronti.

Gregorio fissava un punto nel vuoto, le lacrime ancora pronte a lambirgli il viso, e il capo abbassato.

«Non preoccuparti. Ti ringrazio», e discese dall’auto. Lo guardò incamminarsi verso casa, giungere alla porta dell’abitazione, aprirla e chiuderla dietro di sé dopo averlo salutato nuovamente con un cenno della mano.

Finalmente, poteva distendersi su un letto comodo, sedersi vicino al camino di fronte al crepitio del fuoco, leggere tranquillamente un libro o un giornale sul sofà. Ma rispetto a prima, la differenza era sostanziale: quel piccolo scricciolo che fantasticava splendide storie coi giocattoli, disegnava e colorava felicemente, ora, non lo si poteva più veder fare tutte queste cose.

Enea, il suo Enea, non c’era. Si avvicinò al caminetto, e spinto dalla collera gettò tutto a terra. Ma proprio in quel momento lo vide: l’ultimo disegno di suo nipote. Lo raccolse dal pavimento e lo ammirò, come se fosse l’ultima opera inestimabile realizzata da un noto artista, da dover conservare con cura, da dover contemplare. Ricominciò a piangere, il cuore in tumulto. Gli sembrava di deflagrare, ma proprio in quella dolorosa situazione capì cosa fare: doveva rendergli giustizia; doveva rendere giustizia a suo nipote. La Polizia, naturalmente, stava conducendo le proprie indagini con le ovvie difficoltà di un caso difficile come quello, ma lui aveva il dovere di fare qualcosa in più. Doveva indagare. Baciò quel disegno con la residua forza in corpo di cui ancora disponeva e uscì nuovamente di casa.

«Meriti giustizia…» disse, incamminandosi.

VIA DEL TEATRO 98

Aveva assistito alle strazianti scene del funerale in totale silenzio. Vedere tutte quelle persone commuoversi per quel bambino, lo avevano colpito nel profondo. La notizia del funerale gli era giunta attraverso il chiacchiericcio della città, e non poteva certamente esimersi dal presenziare, pur restando nascosto e lontano da Gregorio. Vide quest’ultimo totalmente distrutto, e mai si sarebbe immaginato una sua simile reazione. Questo, probabilmente, lo aveva scosso più di tutto: quel dolore palpabile, segreto, ma pronto a emergere in tali occasioni.

«Numero 98. Dovrebbe essere questa» constatò tra sé e sé. Giunto nei pressi di un’abitazione, si avvicinò alla porta quest’ultima e bussò al campanello.

Nulla.

Strano, l’appuntamento era a quest’ora” pensò. Bussò nuovamente, con maggior vigore. Dall’altro lato si sentì uno scalpiccìo di passi e subito dopo il suono di una chiave nella toppa di una serratura che si apre. Dalla porta venne lasciato appena uno spiraglio, da cui sbucarono due occhi penetranti color del ghiaccio.

«Sei tu…» esclamò un uomo, osservando fuori circospetto.

«Chi altri se no? Mi hai detto tu di venire a quest’ora.»

L’altro sbuffò sonoramente e spalancò la porta. «Ieri mi accennasti a un importante favore. Si può sapere cosa hai combinato?» chiese, con tono leggermente preoccupato, mentre gli faceva strada.

I due attraversarono un corridoio e si accomodarono intorno a un tavolo in legno.

«Io nulla, ma devi ritrovare una persona.»

«Necessito di una foto, non posso immaginarla.»

«Tieni…» ribatté la figura, un’immagine posata sul tavolo. L’altro, soppesandola con fare indagatore, la osservò.

«Chi è?»

«Una persona a cui tengo molto. È scomparsa da alcuni giorni e non so che fine abbia fatto. Sei l’unico in grado di rintracciarla…»

«Ah sono l’unico…» canzonò l’altro. «E se la trovassi cosa mi daresti in cambio?»

Era un freddo calcolatore, lo si poteva capire osservandolo attentamente.

Alla sua richiesta, la figura rispose coi fatti: due anelli in oro con due piccoli diamanti incastonati furono riposti di fronte all’uomo. Quest’ultimo allungò la mano bramosa per afferrarli, ma fu prontamente fermato da una reazione fulminea dell’interlocutore.

«Dopo averla trovata, ne avrai uno» specificò. «L’altro, l’avrai non appena me la riporterai sana e salva. Chiaro?»

L’uomo titubò qualche secondo. Ciò che gli domandava, non era certamente una sciocchezza, ma con quali garanzie glielo chiedeva?

«Queste tue promesse, al momento, valgono meno di zero!» ringhiò.

«Lo so.»

Alzando la mano dagli anelli, la figura lasciò cadere sui microbici diamanti un raggio di sole, permettendo in tal modo ai due preziosi di risplendere. «Ma devi fidarti.»

«Potrei anche rifiutare…»

«Non lo farai.»

Un pesante silenzio pregno di tensione calò nell’ambiente, mentre gli sguardi dei due si scontrarono come spade in un tacito duello.

«Va bene. Come vuoi. Tuttavia, non ti assicuro nulla…»

L’altro si alzò e, dopo aver ripreso gli anelli, si avviò verso l’uscita, lasciando l’uomo ancora seduto all’altro capo del tavolo.

«Mi bastano i tuoi tentativi» affermò, risoluto, e dopo aver aperto la porta, andò via.

Serie: LA VALLE DELLE LACRIME


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Continuo a leggere con attenzione questa bella storia che mi appassiona e mi commuove. Ci sono indizi, sparsi qua e là, ma anche tanto mistero e la conclusione di questo episodio non aiuta certo a capire, piuttosto, confonde il lettore. Quindi, direi, operazione molto ben riuscita! Mi frulla continuamente in testa una domanda: ‘dove è finita la mamma del bimbo?’

  2. devo rileggermi gli altri episodi e cercare gli occhi color del ghiaccio…magari no, ma magari si, e sono un indizio. mi hai messo curiosità! anche dopo il ritrovamento del disegno, non so perchè, ho pensato ci potessero essere indizi sull’ultima opera lasciata dal bambino…molto interessante questa svolta, e direi che viene anche in un buon momento. si rimescola tutto, si risolleva la tensione, e ancora ci interroghiamo sull’origine delle figure.
    una curiosità: le immagini sono fatte con AI?

  3. “quel piccolo scricciolo che fantasticava splendide storie coi giocattoli, disegnava e colorava felicemente, ora, non lo si poteva più veder fare tutte queste cose.”
    davvero lacerante questa immagine

  4. Intrigante, un altro episodio ben scritto e una trama fitta, ben costruita, che alimenta molte curiosità. Devo recuperare qualche episodio che mi sono persa e poi aspetto il prossimo.

    1. Mh chissà, forse sì, forse no 🤣.
      Comunque mi fa tantissimo piacere poter vedere alimentata la vostra curiosità e il nascere di nuove ipotesi dietro la figura. Ho raggiunto il mio obiettivo!
      Grazie mille Concetta!