Il Dono
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Prima Della Partenza
- Episodio 2: Sussurro nel vento
- Episodio 3: Riflesso
- Episodio 4: Santa Muerte
- Episodio 5: Specchio Nero
- Episodio 6: Il Dono
- Episodio 7: Fiori Per i Morti
- Episodio 8: Vento Del Nord
- Episodio 9: La Via Della Morte
- Episodio 10: La Rosa Del Deserto
STAGIONE 1
Il pettine era sul davanzale quando Cassandra aprì gli occhi.
Rimase semplicemente sdraiata, a fissare il soffitto di pietra grezza della camera da letto, ascoltando il sussurro del vento che si muoveva attraverso le tegole di terracotta del tetto. La luce nella stanza era pallida, un mattino autunnale umbro. Poi voltò la testa verso la finestra e lo vide.
Era un pettine di granadillo, legno scuro, rossastro e compatto. Il legno stesso era profondamente consumato, e impigliato tra i denti c’era un groviglio di capelli neri bagnati. Cassandra si avvicinò alla finestra tenendo le mani giunte dietro la schiena come se stesse ispezionando una scena del crimine. Accanto al pettine, un singolo cempasúchil giaceva con i petali spalancati. Su uno di essi una macchia, sangue che si era asciugato da parecchio tempo. L’odore che saliva dal davanzale non era più l’odore di una camera da letto, era il tanfo pesante e soffocante di una carcassa.
«Ho già visto questo pettine» sussurrò Cassandra mentre andava a prendere la foto che le aveva dato il nonno di Dolores.
«Eccolo, e non mi sbagliavo» continuò.
L’uomo nella foto accanto a Dolores stringeva nella sua mano lo stesso pettine.
Indossò un maglione di lana spesso e pantaloni scuri, aprì la porta e uscì nel corridoio lasciando Ksenia dormire ancora un po’. L’odore la colpì prima ancora che i suoi piedi varcassero la soglia della sala.
Una torta al limone. Un capolavoro di perfezione rustica, con la crema gialla e le scorze candite lungo il bordo.
Cassandra terminò la colazione, poi fece un piatto e tornò da Ksenia.
«Ksen…» le sussurrò Cassandra nell’orecchio. «Mangia qualcosa.»
Ksenia sentì l’odore del limone che la riportò lentamente alla realtà.
«Cass, oggi devo assentarmi per un paio d’ore, forse tre» esordì Ksenia, mentre la giuria venne chiamata a raccolta preliminare.
«Un paio d’ore, forse tre… ci vogliono per una battuta di caccia. Tu sei in vacanza, tesoro mio, dove devi andare?» chiese Cassandra spostandole la testa dal suo petto.
«Cass, dovrai fidarti di me ed avere pazienza» rispose Ksenia.
La commissione era riunita in seduta straordinaria, e le arringhe difensive non erano ammesse.
«Ksen, ti ricordo il filo del rasoio sul quale cammini e non voglio aggiungere altro.»
Il pomeriggio scese sulla locanda. La luce divenne obliqua, dipingendo i muri di pietra in una tonalità calda, quasi arancione. Cassandra era seduta nel soggiorno al pianterreno, guardava il fuoco nel camino e le fiamme danzavano di pari passo alla sua furia. Ksenia entrò fermandosi sulla soglia. Le sue dita tormentavano l’orlo del maglione; poi vide i due occhi marroni di Cassandra fissarla, illuminati dal fuoco del camino come una lampada d’udienza.
«Darvishi… un paio d’ore, forse tre… sono le diciotto del pomeriggio, ma dove cazzo sei andata?» esordì Cassandra furiosa.
«Cass, la situazione mi è sfuggita un po’ di mano, ma è tutto risolto» rispose Ksenia allontanandosi lungo la parete.
Cassandra non le concesse neanche un secondo di tregua.
«Non ho richiesto un riassunto. Ho richiesto una ricostruzione dettagliata dei fatti, cazzo.»
Ksenia tentò di avvicinarsi a piccoli passi misurati tendendo le mani in avanti.
«Darvishi, ti informo che, allo stato attuale, la tua condotta disciplinare presenta profili di grave negligenza.»
«Ti invito pertanto a formulare una valida linea difensiva, perché al momento passerai in bianco tutto il resto della vacanza e ti giuro che ti faccio sbavare come una lumaca.»
Ksenia aveva pronto il jolly, una mossa degna di una giocatrice professionista.
«Cass, domani che giorno è?» le chiese con un sorriso che voleva sciogliere la tensione.
Cassandra la osservò, un sorriso le sfiorò la bocca subito represso come un gesto non ammesso agli atti.
Ksenia, per farsi perdonare, la portò a mangiare le pappardelle al cinghiale in una via storica del borgo, dove si riuniva la tavolata del rione. Durante la cena il Sagrantino scorreva di bicchiere in bicchiere. Cassandra notò subito le occhiate insistenti di uno dei commensali, che con gesti provocatori cercava un risvolto più gratificante alla sua serata.
«Ksen, amore, devo andare un attimo in bagno» disse Cassandra alzandosi.
Il vecchio era seduto su una panca di castagno, Cassandra si avvicinò e iniziò a chiedere.
«Ho trovato il pettine sulla finestra, lo stesso dell’uomo nella foto con Dolores, adesso voglio sapere tutto» iniziò Cassandra.
«Carlos Madero, un ricco proprietario terriero, avido, cattivo e incantatore» iniziò il vecchio.
«Dolores era al suo servizio, bella, intelligente, umile. Ma Carlos la desiderava così tanto che per farla cedere la portò qui in questa valle. Carlos aveva capito che Dolores poteva fruttargli un capitale per via del suo dono» parlò il vecchio.
«Una sera Dolores entrò in uno stato di connessione con la madre defunta di Carlos. Lui credeva solo nei soldi che gli avrebbe fruttato quella ragazza, e vedeva solo il suo corpo. La madre di Carlos parlò attraverso Dolores. L’uomo spaventato giurò di aver visto El Diablo apparire davanti a lui. Così, con il pettine, colpì la testa di Dolores, facendole un buco nel cranio. Il corpo giaceva a terra in una pozza di sangue. Carlos la portò al lago e la gettò dentro.»
Cassandra adesso riusciva a mettere insieme i tasselli.
«Dolores ti sta mostrando la sua morte, ti sta pregando di liberarla dalla sua prigionia. Vai alla chiesa di San Francesco» disse il vecchio mentre si alzava per scomparire dietro l’angolo.
Mentre Cassandra e Ksenia dormivano, l’uomo che per tutta la sera aveva fissato Cassandra in ogni suo movimento si presentò in giardino. Camminando verso l’apertura della finestra vide al chiaro della luna un fiore sbocciato che vomitava sangue nell’aria.
«Devo aver fatto il pieno di vino stasera» disse l’uomo.
Appiccicata la sua fronte al vetro della finestra vide le due ragazze che dormivano intrecciate l’una con l’altra.
«Stasera mi voglio divertire» sussurrò.
Una mano bagnata si appoggiò al vetro di fianco alla sua faccia. Dita scheletriche con unghie nere corvine tamburellavano sul vetro, dove si rifletteva la luna. Labbra nere si aprirono, mostrando denti scuri e scheggiati; dalla saliva densa uscivano larve di vermi. La mano lasciò la Calavera Catrina sulla soglia della finestra, prima che le unghie nere soffocassero il respiro dell’uomo in un gorgoglio di sangue che iniziò ad uscire dalla bocca. La mano di Dolores trascinava il corpo dell’uomo nella nebbia incastrata all’interno della sua gola.
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Prima Della Partenza
- Episodio 2: Sussurro nel vento
- Episodio 3: Riflesso
- Episodio 4: Santa Muerte
- Episodio 5: Specchio Nero
- Episodio 6: Il Dono
- Episodio 7: Fiori Per i Morti
- Episodio 8: Vento Del Nord
- Episodio 9: La Via Della Morte
- Episodio 10: La Rosa Del Deserto
Bello questo epsodio, vivace. Perché comincio a pensare che Montefalco non sia stata una scelta casuale?
Montefalco ha un fascino particolare credo, mi ha ispirato fin da subito per ospitare questo racconto. Poi più sono andato avanti con la scrittura e più ho capito che era stata la scelta giusta
ah! lo sapevo che non era vivo!
Comunque non mi piace quello che sta combinando Ksen, fossi stata Cassandra non avrei lasciato correre.
Laura 😀 non ti voglio rovinare la sorpresa, ti lascio in sospesa per il momento, grazie mille per i tuoi commenti
la storia ormai mi ha preso così tanto che faccio supposizioni
@LauraLaStella rileggo, è troppo forte il tuo commento 😂
Mi sono affezionata a Cassandra e Ksenia, così diverse tra loro. Sono due personaggi interessanti e molto ben delineati. Leggendo, mi sembra di essere nella bellissima Umbria. Complimenti per la serie!
Grazie mille Maria, apprezzo tanto il tuo commento 😀 La città in questione è veramente una cartolina
Tanti ingredienti in questo horror che inizia piano piano a manifestarsi come tale. I personaggi mi prendono e mi fanno venire voglia di continuare la lettura
Ciao Marco, ti ringrazio per aver letto e del tempo che mi hai dedicato 🙂 mi fa molto piacere che il racconto possa essere di tuo gradimento, grazie ancora
La storia si fa davvero sempre più interessante. In questo capitolo mi sembra che il racconto trovi un equilibrio molto preciso tra gotico, mistero e commedia di coppia.
Bella l’alternanza dei registri che costruiscono una tensione autenticamente inquietante, mentre Cassandra e Ksenia la spezzano continuamente con un’ironia quasi domestica.
Affascinante l’immagine del cempasúchil, legato al Día de Muertos e alla tradizione messicana. L’hai, secondo me, sfruttato bene perchè non dà l’impressione di esssre soltanto un semplice dettaglio esotico, ma rafforza subito il legame tra Dolores e la morte. Diventa quasi un indizio simbolico, che acquista senso pieno solo dopo la rivelazione.
E poi c’è il finale, decisamente più horror, che alza improvvisamente la minaccia. Mi piace che il soprannaturale non rimanga semplicemente decorativo.
Sono sempre felice ed onorato di suscitare la tua curiosità e il tuo interesse nel corso dei capitoli. Sempre grazie del tuo tempo 😀 apprezzo veramente tanto.
Ciao Skǫll! Si iniziano a vedere le prime connessioni fra Dolores e Cassandra (il nome già la diceva lunga), e ora capisco come mai sia solo lei ad avere tutte quelle visioni. Ottimo!👏🏻
Ciao Nicholas 🙂 esattamente. Grazie sempre del tuo tempo, spero sempre di suscitare la tua curiosità nel proseguo, grazie ancora
Dolores sembra voler vendicare non solo se stessa, ma tutte le donne. Sono ansiosa di leggere il prossimo capitolo! 🙂👏👏
Ciao Concetta 🙂 grazie di aver letto, terribile Dolores 😀