Il Drago e la Lama – Parte 1

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


L’Eletto aveva immense scaglie di platino, inscolpibili. Con una codata fracassò le ossa di dieci soldati. I golem finivano in detriti sotto le sue zampe. Le fiamme sembravano non potersi spegnere. Duncan si gettò rotolando, schivò la coda per un soffio. Strisciò dietro l’edificio.

Sehema deglutì osservando la battaglia, il cuore le tremava. Si volse, la sala principale era tetra e lui la scrutava.

Il potere assorbito era come se provenisse da egli.

Si ritrovò in un labirinto di legno, sangue scorreva nell’oscurità. La mente di Gadgarat sembrava familiare. Sehema avanzava come se sapesse le direzioni. Poi, alberi in circolo e sangue che scorreva dalle foglie, l’uomo sembrava così reale eppur lontano.

Gadgarat: Sento che tu lo comprenda…

Sehema: Mi sembri così… vivido…

Il palazzo era desolato. Daharim lo vide, uno squarcio strano che lo chiamava. Era lì che Sehema gli prese parte dei poteri.

Spettro: Torni a me per divenire colui che mi porterà nuovamente in forma fisica?

Poco distante Klemon vagava per gli scaffali. Era in cerca di indizi negli avamposti abbandonati dagli uomini corteccia. Non credeva fosse quella contro i draghi la battaglia decisiva, Gadgarat sarebbe riuscito in ogni caso a sconfiggere tutti. Stava semplicemente aspettando che uno dei due schieramenti venisse battuto.

Avanzò lungo la strada lastricata di ghiaccio. Daharim sorrise.

Spettro: Finalmente accetti il tuo destino!

Daharim: Così è dunque la mente di un essere superiore!

Bellissima eppur indescrivibile. L’uomo raggiunse la divinità.

Spettro: Concediti a me!

S’inchinò e percepì il palmo della creatura sulla sua testa. Impugnò la Lama della Radura e si sollevò di scatto trafiggendolo al cuore.

Daharim: Sarò io ad assorbire te!

La creatura si sgretolò lentamente. Bandita lontana, attorno Daharim i Demoni Bianchi comparvero inchinandosi. Alaghen era troppo sottomesso allo Spettro, non avrebbe mai potuto pensare una cosa del genere. Uccidere il padre di ogni inganno, fare di sé stesso la stessa reincarnazione del dolore. Daharim aveva pelle sfregiata e ricoperta da cicatrici, la Lama della Radura era diversa, brillava di divinità.

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


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