L’Erede di Herim del Picco

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


1.

I corni di battaglia risuonarono da lontano. Duncan era esausto ma si era ripreso. La battaglia contro gli uomini corteccia procedeva.

Damion: Qualcuno è giunto e non sono alleati.

I tre si guardarono.

Heselia: Un tempo era alleato dei nani Marekad.

Videro oltre la Grande Quercia gli edifici crollare, i nani erano arrivati. Avevano centinaia di troll tenuti a bada con catene di acciaio.

Duncan tentennò, vide gli altri alleati avvicinarsi.

Hubert: Perderemo la battaglia di questo passo.

Klemon: I nostri eserciti sono sfiniti!

Sehema: Ma gli uomini corteccia seguono Marekad unicamente perché lo credono Gadgarat!

Furono raggiunti da Gladem, sfinito da dopo la battaglia contro Dovotam e Derim.

2.

Hubert deglutì. Avevano elaborato il piano in fretta. Gli elfi ripararono i golem tramite la magia. L’uomo gli esseri con orecchie a punta muoversi mimetizzandosi fra le alte piante, lui avrebbe guidato i golem verso i nani ed i troll. Gli elfi gli avrebbero coperto le spalle. Le catapulte utilizzate contro i draghi si diressero verso i nemici. Gli enormi macigni venivano scagliati contro i nani mentre i golem attaccavano i troll. Impugnò la spada, forse vi era speranza.

Il terreno tremò ed enormi radici nere emersero, le vide muoversi spiaccicando alcuni elfi e muoversi scaraventando una catapulta in aria.

3.

Gli uomini corteccia erano rimasti in pochi dopo la battaglia contro Derim. Klemon ed i guerrieri arrivarono alla piazza dinanzi la Grande Quercia. Da terra videro le creature emergere.

Sehema: Non dovrebbe essere in grado di generarli! Mi è rimasto un po’ di potere di Gadgarat e percepisco due fonti! Una è Marekad mentre l’altra non la riconosco! Posso dirvi con certezza che si trova sotto di noi!

Facendosi scudo a vicenda irruppero nella sala principale.

L’esercito di uomini alle loro spalle teneva a bada i nemici nonostante le enormi radici tentassero di spappolarli al suolo.

3.

Videro Gladem e Damion sparire discendendo delle scale.

Klemon: Loro due penseranno alla seconda fonte di energia.

Nella Grande Quercia le creature stavano ancora emergendo perciò fu facile procedere, i nemici sani d’altronde erano di fuori.

Il terreno tremò. Videro la parete prendere quasi forma. Una creatura enorme interamente di corteccia sanguinante emerse da essa.

Spettro: Quel maledetto di Daharim! Assistete a cosa sono costretto a fare per sfuggire alla mia condanna! Un corpo fragile!

Lo videro schioccare le dita. Vennero sbattuti al suolo tutti e quattro.

Sehema: Dobbiamo fermare Marekad! È lui il contatto dello Spettro con questa realtà! Lo percepisco…

Klemon la vide generare la poca energia rimasta da Gadgarat parando il secondo colpo.

Heselia: Io e Duncan penseremo a lui!

Sehema: La mia energia effettivamente occorre per Marekad.

4.

I due decapitarono gli uomini corteccia facendosi strada. Gladem e Damion arrivarono in un enorme atrio sottoterra.

Voce: Mi avete abbandonato! Tu assieme a Hubert! Venni catturato dopo la battaglia contro Alaghen e nessuno se ne accorse, troppo concentrati su Gadgarat.

Fret emerse dall’oscurità dinanzi Gladem e Damion, la sua energia vitale era collegata alla Grande Quercia. Il corpo ricoperto da radici.

Uomini corteccia emersero dal terreno. Damion li teneva a bada. Gladem raggiunse l’amico ritrovato.

Fret: La Grande Quercia mi controlla! Mi sono fatto percepire da voi in questo momento per un motivo ben preciso! Uccidimi!

5.

Sehema utilizzò la magia parando il colpo. Klemon deglutì.

Marekad brandiva le tre armi divine. Il terreno tremò. Lo videro piegarsi sputando sangue. Da oltre le vetrate si videro le enormi radici crollare sgretolandosi.

Marekad: La Grande Quercia! Sta perendo!

Nel sottosuolo Gladem aveva ucciso Fret.

Al piano di mezzo Duncan schivava i colpi taglienti dello Spettro mentre Heselia a distanza colpiva l’avversario.

6.

La vide dividersi praticamente a metà. La Grande Quercia si spaccò e metà di essa crollò al suolo. Le piante che riempivano Hagem’hdal così come le radici si stavano sgretolando. Hubert sorrise, vide Sehema trarre in salvo Klemon atterrando con la magia a terra tuttavia Marekad planò poco distante.

Nella parte intatta della Grande Quercia scorse Duncan scivolare rimanendo appeso sull’orlo del baratro. Heselia non poteva raggiungerlo, c’era lo Spettro fra i due.

Hubert deglutì rendendosi conto di non vedere Damion e Gladem. Si volse facendo cenno di attaccare. Gli elfi tartassarono i nani dando l’ennesima opportunità ai Golem di sovrastare i troll.

Gli uomini corteccia stavano diminuendo a vista d’occhio. Poi lo Spettro ululò e migliaia di portali si aprirono. I Demoni Bianchi si scagliarono sugli uomini.

7.

Ululava ma sanguinava. Heselia bianca cadaverica scambiò lo sguardo con Duncan, l’uomo era in bilico sul precipizio. Lo vide sorridere e capì. Era una divinità ma come detto da lui stesso, bloccato in un corpo fragile. Con la caduta della Grande Quercia si stava indebolendo, sanguinava da solo. Tese l’arco e lo colpì al polpaccio. Duncan si tirò su di colpo afferrando lo spadone e colpendo lo Spettro all’avambraccio.

Dalla battaglia udirono una voce amica.

Hubert: Adesso! Mirate allo Spettro!

Le catapulte e gli elfi smisero di colpire i troll puntando alla parte sana della Grande Quercia.

Heselia deglutì mentre Duncan colpiva nuovamente lo Spettro alla schiena.

Prese fiato e raggiunse l’amico. I due si gettarono giù di sotto.

Mentre precipitavano videro le frecce tartassare lo Spettro ed i macigni schiacciarlo.

La Grande Quercia crollò del tutto.

8.

I Demoni Bianchi si stavano ritirando ed i portali si chiudevano. Marekad impugnò le armi. Vide Sehema distrarsi salvando Duncan ed Heselia da morte certa.

Mosse il Martello della Misericordia. La ragazza venne colpita dall’onda d’urto ruzzolando a terra svenuta. Marekad vide Damion e Gladem emergere dalle macerie, Heselia e Duncan raggiungere Klemon. I cinque lo circondarono.

Alle loro spalle Hubert aveva dato l’ordine di attaccare Marekad poiché Nani e Troll erano fuggiti accettando la sconfitta.

9.

Mosse il Martello della Misericordia e l’onda d’urto fracassò le catapulte. Il secondo colpo per poco non colpì Damion e Gladem.

Lo videro materializzarsi sgozzando con la Lama del Solstizio gli elfi mimetizzati.

Marekad: Io sono l’erede di Herim del picco! Hagem’hdal è mia di diritto!

Klemon tese la mano strappandogli telepaticamente la Lama del Solstizio. Marekad impugnò la Lama della Radura ed i Golem si ribellarono attaccandoli. Heselia raggiunse Hubert per aiutarlo.

Il Martello causò un altra onda d’urto colpendo Duncan. L’uomo ruzzolò a terra tuttavia accadde qualcosa.

L’arma tornò in mano a Duncan avendo ucciso Dovotam.

Klemon: Ho il sospetto che tu in realtà non sia nessuno, solo una creatura colma d’ira poiché consapevole di essere stata odiata e dimenticata!

Gli eserciti lo avevano abbandonato, Marekad era isolato. Strinse la Lama della Radura e raggiunse Klemon. Le due spade si scontrarono ed un esplosione li avvolse.

Klemon tossì sangue. Vide in lontananza il Martello della Misericordia sgretolarsi in mano a Duncan e subito dopo la Lama della Radura e la Lama del Solstizio fare la medesima fine. Era a terra sfinito. Vide Marekad alzarsi in piedi furioso.

Klemon: Hai perso, arrenditi.

Lo vide zoppicare verso di lui ed afferrare una spada.

Marekad: Io meritavo di più! Io sarei dovuto essere il degno erede di Gadgarat! Nonché erede di Herim del Picco!

Scorse Damion emergere alla sue spalle decapitandolo con lo spadone.

10.

La Battaglia di Hagem’hdal era terminata. Daharim e lo Spettro confinati lontani con i Demoni Bianchi non sarebbero mai più tornati. Nani e troll tornarono sulle montagne ed i Draghi senza la guida dell’Eletto rimasero nelle proprie terre natie.

Hagem’hdal venne ricostruita e ripopolata in cinque anni. Si protraeva un epoca di pace.

Gladem fece una degna sepoltura a Fret ed Oromat divenendo il capo delle guardie reali assieme a Hubert. Duncan ed Heselia si innamorarono e decisero di partire, viaggiare ed esplorare terre lontane.

Damion divenne il signore dei clan degli uomini, nuovi feudi attorno il più importante e potente di tutti ovvero Hagem’hdal.

Sehema sorrise. Alla parete vi era il ritratto di lei il giorno delle nozze, suo figlio di tre anni dormiva. Raggiunse Klemon per coricarsi, così il re e la regina di Hagem’hdal si assopirono. I poteri di Gadgarat svanirono definitivamente dal suo corpo con il tempo. Un epoca di pace era iniziata.

Fine.

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


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