Il fermaglio ed il pugnale

Serie: L'Ineludibile


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: In un piazzale deserto un giovane uomo viene ucciso in modo brutale e macabro da una misteriosa figura. La ragazza che era lui, forse intuendo il pericolo, è fuggita via un attimo prima, ma ha perso qualcosa di suo durante la fuga.

L’alba stava iniziando a fare capolino quando il cellulare dell’ispettrice Samanta Rizzolo rimbombò. Rizzolo era l’ultimo innesto della squadra investigativa del distaccamento territoriale di Frisolle facente capo al commissariato della città metropolitana Stortona. Frisolle era una placida comunità montana incastonata tra i costoni di roccia di due enormi montagne, in quella che appariva una pittoresca gola naturale che la divideva dal resto del mondo. La Rizzolo avrebbe ambito ad una piazza più stimolante ma al momento questo era ciò che il convento poteva passare. Inoltre era da poco diventata ispettrice ed era ritenuto opportuno che i novellini del ruolo si facessero le ossa in qualche stagno di provincia prima di avventurarsi nell’oceano di fango delle metropoli. Quella sera la Rizzolo era di turno e per questo motivo toccò a lei recarsi nel polveroso piazzale antistante lo sfasciacarrozze in cui era stato rinvenuto il corpo senza vita di un giovane uomo, crivellato di colpi di arma da fuoco. 

La notizia avrebbe scosso dalle fondamenta la placida quotidianità di una cittadina che ruotava sul commercio di legname e sul turismo sciistico ed in cui il massimo picco dell’illecito poteva essere rappresentato da una rissa tra tagliaboschi ubriachi all’Orchidea, unico pub del paese.

“Scopettini vero?” domandò la Rizzolo alla giovane recluta che stava perimetrando la scena del crimine.

“Si signora!” rispose il ragazzo mettendosi sull’attenti con rigidità addirittura marziale “Giulio Scopettini signora. Sono qui per uno stage formativo. Faccio parte del commissariato di Stortona!” esclamò come se stesse scandendo uno slogan pubblicitario.

La Rizzolo sorrise quasi divertita da quell’impacciata rigidità. Lo squadrò, rimanendo colpita dal colore biondissimo dei suoi capelli e dai suoi penetranti occhi azzurri. Quel ragazzo le piaceva istintivamente.

“Rilassati Giulio Scopettini. Non ti sto interrogando” replicò la Rizzolo ridacchiando.

Il ragazzo si portò la mano sulla nuca visibilmente imbarazzato.

La Rizzolo scosse bonariamente il capo. Poi assunse un’espressione nuovamente accigliata.

“Allora Giulio Scopettini, chi ha trovato il nostro cadavere?” domandò risoluta.

“Il gestore dello sfasciacarrozze ispettrice” 

“Sappiamo l’orario di apertura dello sfasciacarrozze?”

“Dalle sette di mattina alle otto di sera” rispose Scopettini con sollecitudine.

“Bene, possiamo ipotizzare in quale fascia orario è accaduto il crimine” concluse l’ispettrice “Chi è la vittima?” domandò poi.

“Si chiama Raimondo Scrotalo”

“Cosa sappiamo di lui?”

“Era originario della città di Stortona. Ma si trovava a Frisolle in quanto era ospite di una comunità terapeutica specializzata nella cura di malattie psichiatriche e tossicodipendenze”

“Comunità? Quale comunità?” domandò la Rizzolo aggrottando le sopracciglia.

“Il Soffio”

Aveva sentito parlare di quella struttura anche se non le erano mai capitate indagini che la riguardavano.

“Ispettrice” azzardò l’agente.

“Si?”

L’agente le consegnò un’istantanea.

“Questa è la foto del cadavere”

La Rizzolo la prese dalle mani dell’agente. Increspò lo sguardo non appena notò il pugnale piantato nel dorso della mano di Raimondo.

“Cazzo” sussurrò “Dove è il pugnale?”.

“Lo sta analizzando la scientifica” rispose la recluta.

Improvvisamente la sua attenzione venne attirata da un oggetto giaceva sul terreno, alcuni metri più in là.

“Agente” sussurrò

“Si ispettrice?” rispose il ragazzo

“Non trovi strano nel piazzale davanti ad uno sfasciacarrozze ci sia un fermaglio per capelli?”

“Cosa?” sussurrò l’agente.

La Rizzolo osservò dapprima Scopettini e poi le numerose gore scure di sangue imparentate nel terreno polveroso. Probabilmente era stata un’esecuzione fredda e brutale, una vendetta premeditata da tempo, mossa da una rabbia feroce ed attuata senza rimorsi. Il pugnale era stato piantato nel dorso della mano della vittima con precisione chirurgica, e quindi, con probabilità, quando Scrotalo era già morto,  infierendo senza pietà su un cadavere inerme e già dilaniato.

La Rizzolo si guardò intorno, inondata da una sensazione di improvviso disagio. Un brivido gelido le attraversò  la schiena. Una belva feroce, piovuta chissà da dove, si aggirava boschi di Friisolle.

Continua...

Serie: L'Ineludibile


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Noir

Discussioni

  1. ​Ho letto insieme i due capitoli: mi sembra che sia andata male all’arrogante giovanotto. Forse aveva visto qualcosa e voleva mettere in atto un ricatto, ma ha fatto male i suoi calcoli; probabilmente “la sagoma” è un serial killer. Bravissimo, Gabriele!