Il flashback: riportare il passato alla memoria
Articolo a cura di Tatiana Covino tratto da LibriCK – La rivista degli scrittori n. 11
Il flashback è una tecnica narrativa che interrompe il flusso della storia in corso per mostrare eventi accaduti in passato. La sua funzione è quella di far comprendere al lettore, tramite un avvenimento del passato, ciò che sta accadendo nel presente della fabula.
Il flashback svolge diverse funzioni narrative: in primo luogo fornisce contesto alla trama e aggiunge tensione e suspense; inoltre, ha anche il compito di approfondire la psicologia dei personaggi spiegando, tramite il passato, le azioni compiute nel presente, andando a creare connessioni emotive con il pubblico.
Un esempio di questo lo troviamo nel libro Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris: i flashback sul passato di Clarice Starling ci permettono di comprendere meglio le sue emozioni e azioni nel presente, e spingono il lettore a sentire un senso di protezione e di affinità con la ragazza.
Le diverse tipologie di flashback
Ci sono diverse tipologie di flashback che si presentano allo scrittore e che vanno utilizzate a seconda del loro scopo per la trama.
FLASHBACK BREVI: mostrano al lettore piccoli episodi del passato che sono fondamentali per la trama. Un esempio è presente nel romanzo Shining di Stephen King, dove i flashback del passato di violenze e alcolismo di Jack Torrance ci aiutano a comprendere meglio da dove deriva la sua pazzia.
FLASHBACK ESTESI: si tratta di intere sequenze di flashback che congiungono il passato al presente. Un esempio lo troviamo nel romanzo Se questo è un uomo di Primo Levi, in cui i flashback estesi hanno il compito di ricostruire la terribile esperienza dell’autore nei campi di concentramento. “Avevamo deciso di trovarci, noi italiani, ogni domenica sera in un angolo del Lager; ma abbiamo subito smesso, perché era troppo triste contarci, e trovarci ogni volta più pochi, e più deformi, e più squallidi.”

FLASHBACK LINEARI: mostrano gli eventi del passato in ordine cronologico. Ancora in Se questo è un uomo possiamo vedere come i flashback vengano raccontati in ordine cronologico, dal viaggio verso il campo di concentramento fino alla liberazione.
FLASHBACK NON LINEARI: mostrano
eventi passati non in ordine cronologico. I salti cronologici permettono di collegare al meglio un determinato evento del passato con uno specifico avvenimento nel presente. Un esempio è il romanzo Mentre morivo di William Faulkner, che ci racconta il passato di Addie Bundren (già morta all’inizio della storia) tramite sequenze non chiare che creano un effetto di memoria spezzata.
FLASHBACK SOGGETTIVI: mostrano i ricordi di un personaggio specifico. Un esempio lo troviamo nel romanzo Harry Potter e il principe mezzosangue, dove i ricordi che Harry vede nel Pensatoio appartengono ad Albus Silente.
FLASHBACK OGGETTIVI: mostrano elementi del passato che non sono legati a un personaggio specifico. Un esempio lo riprendiamo dal libro Il senso di una fine di Julian Barnes, dove, nella seconda parte, il passato di Tony Webster ci viene mostrato tramite documenti, lettere e testimonianze che lo ricostruiscono.
Come introdurre un flashback e gli errori da evitare
I flashback hanno il compito non solo di mostrare un evento passato che si collega al presente, ma anche quello di creare tensione e suspense nel lettore; per questo motivo è sconsigliato inserire un flashback all’inizio di un romanzo: è molto meglio creare prima un’atmosfera di confidenza tra il lettore e il contesto presente in cui si svolge la storia.
Per introdurre i flashback ci sono diversi espedienti narrativi che l’autore può utilizzare:
- Si può inserire una scena in cui il personaggio pensa e ragiona su un determinato evento, andando a ritroso con la memoria, magari a un evento simile già vissuto. Questo permette all’autore di introdurre scene del passato e di “confondere” il lettore, distraendolo dalla linea temporale principale.
- Un elemento sono i sogni: l’autore può inserire il passato tramite un sogno del personaggio in cui ci vengono mostrati sprazzi del suo passato o di un evento vissuto.
- Anche i ricordi e i racconti possono introdurre un flashback: ad esempio, un personaggio potrebbe raccontare direttamente una parte della sua storia. Lo stesso può avvenire tramite l’inserimento di lettere o documenti riferiti a eventi passati.
- Anche gli oggetti possono essere usati per mostrare un evento passato: ad esempio, un detective in pensione, guardando la sua pistola, può ricordare il suo vecchio lavoro; oppure un personaggio che soffre di amnesia può osservare un oggetto o un luogo e iniziare a ricordare il passato.
Quando si vuole arricchire la propria storia tramite il passato è fondamentale non cadere in errori.
I flashback devono sempre avere un collegamento con la linea temporale principale: un flashback che racconta un episodio insignificante del passato non è utile alla trama, ma spezzerà soltanto il ritmo della narrazione, confondendo il lettore e rendendo la storia noiosa. Ad esempio, se il nostro personaggio ha subito un trauma durante l’infanzia e questo trauma è preponderante anche nel presente, l’autore dovrà raccontarlo per permettere al lettore di comprenderne la psicologia; al contrario, se il trauma è stato superato o non ha rilevanza nel presente, l’autore non dovrà riportarlo a galla, perché non aggiunge nulla alla conoscenza e al contesto della storia.
Esercizi di scrittura
- Crea un personaggio partendo dalla sua infanzia fino a un’età stabilita da te. Racconta, in ordine cronologico, gli eventi salienti della sua vita.
- Riprendendo il personaggio, inizia la storia da un punto nell’intermezzo della sua vita. Introduci un elemento di disturbo che porti il tuo personaggio a riflettere su alcuni eventi del suo passato.
- Racconta questi flashback prima in modo sintetico, utilizzando quindi i flashback brevi, e poi mostra lo stesso flashback in modo esteso.
- Abbiamo parlato di flashback soggettivi e flashback oggettivi: inizia mostrando il flashback tramite le parole, i ricordi o i sogni di un personaggio. Mostra, poi, lo stesso flashback in modo oggettivo, tramite una lettera o un documento.
- Scegli un qualsiasi oggetto, luogo, esperienza uditiva o sensoriale e, partendo da questo elemento, crea un flashback.
Articolo tratto da LibriCK – La rivista degli scrittori n. 11
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Molto interessante e soprattutto utile! 😼
Quello che ho apprezzato di più è la suddivisione dei flashback in base alla tipologia, così ci si può allenare sperimentandoli uno per uno. 🧐
Cissima Mary, esatto, il più delle volte nei nostri articoli offriamo un approccio schematico ai concetti perchè nell’ambito della didattica diventa cruciale imparare a riconoscere e classificare i fenomeni. Grazie per il tuo costante supporto e incoraggiamento!
Grazie! Avevo già letto l’ottimo articolo di Tatiana sulla rivista e questo “richiamo” aiuta a fissare nella mente degli schemi per un uso corretto del flashback, in modo da non creare dubbi e confusione in chi legge. Capita spesso di ricorrere al flashback, a volte per compensare qualche pregressa lacuna narrativa, ma, spesso, perché funzionale a quanto si vuole raccontare. Comunque sia, l’importante è “calare” questo sguardo all’indietro con naturalezza, senza spezzare la fluidità di quanto si narra.
Caro Giuseppe, grazie per il tuo continuo supporto e per la voracità con cui assorbi queste letture di approfondimento. Alla prossima!
Ho usato la “soluzione” del flashback in due episodi del mio racconto, perché alcuni lettori (giustamente) non riuscivano a comprendere, certi comportamenti e certe paure del mio protagonista. Essendo un principiante, non ero sicuro di averlo usato nel modo giusto. Leggendo quest’articolo, ho capito di averlo fatto nel modo giusto e dato pure un “nome specifico” al metodo usato.
Sto imparando molto qui…
Grazie.
@Currauzzu Ciao Corrado! L’esercizio più utile consiste proprio nel cercare nei propri scritti gli esempi citati nell’articolo; oppure scrivere una storia dall’inizio, cercando di replicare uno degli esempi. Grazie per esserti addentrato nella lettura con spirito costruttivo.
Articolo utilissimo. Grazie.
@danielevallo Grazie a Te Daniele per l’interesse dimostrato 🙂
Breve e utilissima lezione. Molto interessanti gli esempi tratti da grandi opere. Grazie.
@dottornaso Caro Antonio, grazie, cerchiamo sempre di fornire esempi tratti dalla letteratura (a differenza dei manuali in circolazione in cui gli esempi vengono spesso tratti dal cinema…). Un caro saluto!
Tiziano
Grazie Tiziano e grazie @Tatiana per questo articolo molto utile 🙂
@cristiana Cristiana grazie a Te per il supporto costante e per l’esempio che rappresenti.
Questo articolo sembra fatto apposta per me: ne ‘Il treno delle anime’ era inevitabile fare uso del flashback e a volte ho avuto il timore di inserire i ricordi dei personaggi in modo sbagliato. Grazie!
Grazie Concetta per aver apprezzato questo articolo e soprattutto per averlo contestualizzato all’interno della tua Serie, mi sembra l’esercizio corretto.
Un articolo molto utile per avere le idee piú chiare sul flashback.
Nell’ ultimo episodio della serie “Le rose e le rouge” , ne ho inserito uno che – davo per scontato – fosse chiaro per chiunque, da intendere come una riflessione, un ricordo nella mente del personaggio, riferito al passato. Grazie alla segnalazione di un lettore-autore, mi sono resa conto che il distacco tra la scena ambientata nel presente e quella ormai datata, non era abbastanza evidente. L’ uso del tempo verbale al passato remoto e l’ inserimento di un dettaglio (la posizione particolare del personaggio intento a ricordare), ha reso possibile mostrare piú chiaramente il flashback, anche al lettore che non ricordava o non aveva letto dal principio tutti gli episodi precedenti.
In conclusione: una tecnica che puó valorizzare la narrazione o mettere in confusione il lettore, se non viene usata bene, come, quando e dove serve.
Ciao Maria Luisa, grazie per aver calato questo articolo in un esempio concreto. Il flashback andrebbe introdotto con un dettaglio rilevante che faccia comprendere al lettore che la narrazione è andata indietro rispetto alla linea del tempo. Un marcatore può essere l’indicazione della data a inizio paragrafo, magari in corsivo; oppure spiegare (come hai fatto tu) che il personaggio sta ricordando; o ancora introdurre i fatti indicando esplicitamente che si sta andando indietro (ad esempio “Ricordo ancora cosa accadde la prima volta che presi in mano questa fotocamera, tre anni fa, proprio in questo periodo. Faceva molto caldo e come al solito avevo fame. Il telefono squillò: era Mario…”). Sono numerosi gli espedineti da sperimentare, grazie per aver citato un esempio tratto da un tuo racconto.
Grazie a voi che mi avete accolto e continuate ad ospitarmi in questa bolla che mi avvolge, spesso con la sensazione di stare dentro un sogno fantastico.