
Il freddo bianco
Serie: Zug
- Episodio 1: La prima missione
- Episodio 2: I BA64
- Episodio 3: In morte dell’ufficiale
- Episodio 4: Il deserto e la stella a sei punte
- Episodio 5: Il volo dell’avvoltoio
- Episodio 6: Guardie di confine
- Episodio 7: Ombre rosse
- Episodio 8: Sabotaggio
- Episodio 9: Il freddo bianco
- Episodio 10: La fine dei tempi
STAGIONE 1
Data e ora: 15 maggio 2023, 03.00 (ora locale)
Quadrante: penisola di Kola
Numero uomini: 22
Armi: Heckler & Koch MP5SD6
Obiettivo: catturare un sottomarino russo
***
Lo Zug sbucò dall’anfratto nella foresta. Davanti a loro, si parò la base dei sottomarini. Le guardie sembravano distratte, Egon Meyer non si fece illusioni: lo erano eccome.
Egon si tuffò a terra, con lui i suoi uomini. Era venuto il momento che fossero tutti, il plotone adesso era a pieno organico: lui, il caporale e venti soldati semplici di diverse classi.
Prese la mira. Con il red-dot individuò una guardia.
La scelta dell’Heckler & Koch MP5 non era stata casuale: l’MP5SD6 ha il silenziatore.
Tirò il grilletto.
La raffica corta dell’Heckler & Koch MP5SD6 colpì il soldato perforandogli la testa, l’esplosione di purpureo si notò appena nelle tenebre.
«Ora in avanti» borbottò Egon.
Lo Zug si comportò come al solito: come un martello pneumatico, andò fino alla recinzione. Avvenne sempre la stessa cosa: tagliarono il reticolato, poi la rete del perimetro, superarono le barriere dove già sapevano c’erano le mine, ma le evitarono.
La base dei sottomarini li accolse come l’antro di un orco. Quella però non era una favola, bensì una missione clandestina.
I tedeschi non versarono altro sangue, raggiunsero il capannone che dava sul mare, quello che più gli interessava. Incuria russa, la porta la trovarono spalancata. Di quel passo, Egon si augurò di non finire affondato come il K-141 Kursk nel Mar Bianco.
Il sottomarino classe Tifone gli diede il benvenuto: un mostro marino che sembrava sbucato da una leggenda vichinga.
Lo Zug si mosse. Circondò la passerella che li avrebbe portati all’interno del battello. Non c’era nessuno. Salirono a bordo. Spalancare il portello in cima alla vela fu semplice. Fecero il loro ingresso nel sottomarino russo.
Egon si considerò fortunato a disporre di uomini esperti. Anche se appartenevano allo Heer, erano sempre in grado di manovrare un sottomarino.
Axel Weber, caporale, lo affiancò. «Siamo tutti ai posti di manovra».
Egon annuì. «Avviare i motori».
Così avvenne.
Davanti a loro c’era il portello chiuso, quello del capannone. La vela del sottomarino lo sfondò.
Il frastuono doveva aver risvegliato l’intera base, Egon confidava nella velocità delle turbine.
Per il momento non si immersero, prima dovevano uscire dalla baia. Avevano bisogno di una navetta che li rimorchiava, per organizzarsi avrebbero corso molti più pericoli.
Egon controllò la mappa digitale. «Rotta zero-nove-zero».
«Verso l’uscita dalla baia» borbottò Axel Weber.
Egon non commentò.
Sarebbero potuti anche uscire ad ammirare il cielo stellato dalla cima della vela, ma non si sapeva mai che qualche fante di marina russo gli sparasse.
Adesso sembrava stesse andando per il meglio, quando ci fu un urto colossale; molti caddero a terra con delle urla.
Il caporale si era imporporato. «Abbiamo colpito uno scoglio».
Egon si batté la mano in faccia: Che fallimento! Ora dovevano pensare a fuggire, il sottomarino l’avrebbero abbandonato.
Serie: Zug
- Episodio 1: La prima missione
- Episodio 2: I BA64
- Episodio 3: In morte dell’ufficiale
- Episodio 4: Il deserto e la stella a sei punte
- Episodio 5: Il volo dell’avvoltoio
- Episodio 6: Guardie di confine
- Episodio 7: Ombre rosse
- Episodio 8: Sabotaggio
- Episodio 9: Il freddo bianco
- Episodio 10: La fine dei tempi
Beh, stavolta compare un bel “You failed!” a pieno schermo e tanti saluti al sottomarino.
Scherzi a parte, un’altra bella missione dello Zug! 👍
Grazie 🙂 ! Domenica, l’ultimo episodio
Ho appena sistemato il racconto. Ieri, non avendo la connessione Internet al PC, ho praticamente scritto con la tastiera del cellulare il racconto, in questo modo ci sono state molte inesattezze, come ad esempio i sergenti dalla grandezza anomala e il fatto che non sono riuscito a inserire l’episodio nella serie, non c’erano i tag… insomma, una cosa molto raffazzonata. Mi scuso con i miei lettori!
Ma come? Ti riesce di scippare un sommergibile ad una base russa e vai a sbattere sugli scogli? Sicuro Kenji che il pilota fosse tedesco? Non è si chiamasse Skettin?
Grazie per il tuo commento! In ogni racconto ci dev’essere sempre un conflitto, e questo significa che i personaggi sono imperfetti e fanno errori. In passato, prima di aver studiato a lungo la narratologia, faceva fare errori molto grossolani, neppure fossero novellini, poi ho un po’ affinato le mie doti e ho cercato di essere più credibile. Grazie anche della battuta 😀 Anche se sono trascorsi dodici anni dal disastro della Costa Concordi, tutti lo ricordano ancora come comico e grottesco (anche se morirono delle persone).
ma che cattivi questi russi: perché si permettono di esistere? Ma lo ZUG è magnanimo: un solo morto!