
Il freddo della Scozia
«I sardi si chiedono sempre come facciamo».
«Da dove vengono loro, però, non c’è lo stesso freddo di qui… e della Scozia».
«Hai ragione, Gavin. Sei mai stato nel loro paese?».
«No. Per me c’è soltanto la Scozia e dopo la Crimea, basta».
Il commilitone annuì, stava per dire qualcosa che arrivò il sergente. «Mettiamoci in marcia».
I granatieri obbedirono e nell’arco di pochi minuti erano tutti in colonna, in marcia verso le postazioni russe.
Era trascorso un secolo e mezzo – o quasi – da quando la Scozia era stata annessa all’Inghilterra, ma per Gavin questo non era importante: lui aveva voglia di versare sangue.
All’improvviso, da dietro alcune alture, comparvero dei cavalleggeri russi.
Ulani.
Le lance erano inconfondibili.
Il maggiore se ne accorse e ordinò: «Formazione di battaglia».
I granatieri obbedirono e Gavin immaginò che la loro linea si fosse trasformata in una falange irta di baionette ad anello.
Li sfidavano: «Avanti, fatevi sotto, zaristi dei miei stivali!».
Gli ulani avevano facce dai lineamenti slavi inespressive. Il loro comandante agitò la sciabola e invece di partire all’attacco, si ritirarono.
Tra i granatieri ci fu sconcerto.
Gavin però pensava che non tutto fosse finito, non ancora.
Qualcuno fra i novellini stava per abbassare la guardia che Gavin lo ammonì: «Sta’ attento».
«Ma se non c’è nessuno!».
Un attimo dopo un colpo di carabina lo colpì alla faccia, spazzandogliela via.
Gli ulani erano tornati e c’era chi sparava, chi brandiva la lancia o la sciabola e prometteva morte.
C’era differenza, per caso, tra gli ulani zaristi e i guerrieri delle Highlands? Gavin non se ne interessava. Strinse il Brown Bess e un ulano gli finì contro.
La spinta fu tremenda, quasi Gavin scivolò all’indietro, ma tenne duro.
La mischia diventò fitta e Gavin versò sangue.
Non aveva freddo, nonostante il kilt, più che altro pensava che stava facendo il suo dovere.
Versare sangue, lì, nel freddo della Crimea… ma lui agognava il freddo della Scozia. Si sarebbe accontentato di uccidere a sangue freddo il comandante degli ulani: prese la mira approfittando di un momento di esitazione del suo antagonista e tirò il grilletto.
L’aveva ucciso.
Gavin era una creatura a sangue freddo.
Un rettile con il kilt?
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Confesso, la battuta finale mi ha fatto immaginare davvero ad un rettile con il kilt. Interessante la “qualità” del freddo avvertita dal protagonista, percepita in modo diverso nel paese straniero/guerra, rispetto al paese natale/casa.
Bene, sono contento ti sia piaciuto!