Il germoglio dell’odio.

Serie: Dramma in poesia #2stagione


“Ho ritrovato Karen!” Disse sorridendo “Tu sei un impostore! Non mi servi più!”

La ragazza sentì un gelido brivido percorrerle la schiena. Vide Lou posare la bambola sul letto accanto a lei. Pochi attimi dopo il pavimento le fece provare un intenso dolore, era stata scaraventata a terra.

“Thomas, dovrà trovare il modo di sbarazzarsi di te, le bambole vecchie si buttano.” disse cominciando a pettinare i capelli a Karen.

Lo vide prendere una ciotola e posarla sul pavimento.

“Vedi figlia mia? Ho intenzione di nutrire il tuo animale domestico finché non avrò trovato una soluzione con Thomas.” disse rivolgendosi alla bambola.

Il cuore le batteva forte nel petto, doveva trovare una soluzione il prima possibile.

Nel frattempo.

Agata terminò di vestirsi, con la coda dell’occhio vide Ted infilare la divisa. Sentiva di essere al sicuro ed una fioca speranza nel cuore. Ted ma soprattutto Enrico, era l’odio che provava nei confronti di quest’ultimo a donarle forza. Doveva ritrovare la ragazza, rammentava del primo istante che la vide all’orfanotrofio, piccola ed innocente, aveva deciso di prenderla sotto la propria protezione trattandola come una sorella minore. Aveva un legame con lei, lo sentiva bene e sapeva di non poterla abbandonare.

Agata vide Ted camminare dinanzi a lei, arrivarono in pochi minuti sul luogo. Un poliziotto era in piedi nel mezzo del parco, l’ambulanza non generava alcun suono ed una barella era accanto all’uomo, un cadavere coperto da un telo bianco. Vide il poliziotto alzare leggermente il telo per farle vedere il viso dell’uomo.

“Lo conosce?”

“Si.” rispose stupita.

Fissò Ted con un inquietante pallore in viso e gli fece cenno di seguirla. Avanzò lungo il marciapiede senza dire niente, si udiva unicamente l’uomo continuare a domandarle cosa stesse accadendo. In pochi minuti giunsero alla porta dell’abitazione e con un calcio la aprì ignorando Ted che tentava di non farle distruggere l’entrata. Una pozza di sangue era in fondo al corridoio, a destra vi erano delle foto sul muro.

“Enrico.” disse semplicemente.

“Era lui? È morto?” chiese Ted.

Ignorandolo si avvicinò ad una delle foto e la prese in mano.

“No,” sospirò “Enrico ha ucciso il padre di…” sentì il legame con la ragazza intensificarsi così tanto da impedirle di dire il nome.

“Come sapevi di questo posto?” domandò Ted.

“Era la casa dei nonni paterni della mia amica, fu qua che iniziò tutto, vi giunse uscendo dall’orfanotrofio.”

18 Agosto.

I giorni passarono. La ragazza vide Lou fare alla bambola ciò che aveva fatto a lei. Le dava da mangiare, la lavava e sembrava non comprendere che in realtà fosse un oggetto. Lei veniva ignorata e ciò in parte non le dispiaceva. Lou si rendeva conto della sua presenza solo all’ora di cena e le poneva del cibo nella ciotola sul pavimento.

Poi, il 18 Agosto, la porta si aprì e vide una sagoma avanzare verso di lei.

“Penso tu ti senta a tuo agio a venir trattata come la bestia che sei.” Thomas sorrise.

Le catene le impedivano di alzarsi.

“Tuo padre è morto ed Enrico finalmente ha tua madre. Lou ha ritrovato la sua amata Karen ed io ho un altro oggetto da vendere.” lo vide chinarsi scrutandola “Quasi in ottime condizioni direi.”

“Mio padre…” ignorò il resto, scossa dalla notizia.

Il cuore si fermò di colpo. Qualcosa era germogliato.

“Farò tutto ciò che vuoi.” sorrise fissando Thomas negli occhi.

Aveva intenzione di ucciderlo, porre fine alla vita dell’uomo che aveva reso possibile tutto ciò.

Fine terzo atto.

Serie: Dramma in poesia #2stagione


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni