Il Giuramento di Pandora

Serie: Scuola per giovani damigelle della Signora Bennington


Non sono mai stata una persona da visite mediche, anche quelle di routine, anche perché non sono mai stata normale fin dal principio.

Essere una non-umana in un mondo abitato prevalentemente da umani rende il controllo delle mie condizioni problematico e la cura delle malattie ancora più complicato, per non parlare dei possibili problemi causati dal contagio. Fortunatamente succede poco spesso, ma la Peste Nera non è passata inosservata.

Ad ogni modo oggi sono qui in per la mia prima visita medica dopo molti secoli, da un dottore che negli ultimi anni ha fatto parlare molto di sé. Ovviamente non potevo perdere l’opportunità di farmi fare una visita di controllo. L’ho conosciuta leggendo il suo nome su alcuni articoli di medicina e gossip, ma questi raramente sono affidabili o veritieri quando si parla di noi.

Mentre guardo i vari non-umani, sia ibridi che mostri, mentre aspettano il loro turno qualcuno di essi mi guarda storto e sbuffa, pensando che io sia una normale umana. Non li biasimo, considerando che il mio aspetto è tipico di una donna umana nei trenta, con capelli lunghi e biondi e occhi azzurri, decisamente stereotipata per gli standard umani di oggi ma molto comune tra quelli come me. Almeno c’è gente e questo vuol dire che è in gamba. Forse.

“Signora Bennington, la dottoressa Wilkinson la riceverà a momenti.”

La voce squittita dell’infermiera è difficile da sentire. Uno sgabello stride sul pavimento e finalmente riesco a vedere il suo viso: un topo femmina ibrida alta poco più un metro e con parecchi anni sulle spalle, a giudicare dalla voce meno squittita del solito. Giusto il tempo di risponderle che la porta della dottoressa si apre e un orco ne esce fuori, con giacca e cravatta in una mano e un foglio scarabocchiato nell’altra, probabilmente una ricetta medica su misura per lui. È un buon segno.

“Signora Bennington?” l’infermiera mi chiama con tono più severo, anche se è difficile da capire a causa della voce così squittita che pare uno stridio. Mi alzo in piedi e mi scuso con l’infermiera.

Non appena entro dentro lo studio vengo sopraffatta da una moltitudine di lauree attaccate alle pareti – per tranquillizzare i pazienti, immagino – un letto medico, vari libri, e la dottoressa dietro la scrivania. È con il telefono in mano e ha la schiena rivolta verso di me. Non riesco a capire di cosa parli ma dal tono di voce non pare nulla di buono.

Non appena si gira posso finalmente vedere i suoi lineamenti: non solo le corna di origine demoniaca ma anche il viso e il corpo. È una donna dai capelli neri e con occhi rossastri, con una corporatura molto simile alla mia, e posso vedere il suo seno traboccare dalla vestaglia in modo alquanto provocante… non esattamente quello che mi aspettavo di trovare ma cerco di ritornare al mio lavoro e di parlarle. Dopotutto, non voglio darle brutte idee su di me.

Appena nota la mia presenza mi fa cenno di aspettare. Ha un anello nuziale al dito. Chissà chi è il marito?

Do una rapida occhiata alla scrivania e una foto particolare attira la mia attenzione: una bambina con quello che sembra essere suo padre, ma la bambina ha dei segni molto particolari: corna, coda e ali, ovvi segnali di ibrido. Non è una cosa strana di questi tempi, molti bambini nati da demoni e umani tendono ad avere tratti dominanti da uno di loro, ma di norma tendono a creare problemi fin dall’infanzia.

La dottoressa chiude la telefonata. “Le chiedo scusa signora Bennington, era una chiamata molto importante. Sono la dottoressa Pandora Wilkinson, piacere di conoscerla.”

“Cassandra Bennington, piacere mio” ci scambiano una stretta di mano, la sua è molto flebile. Deve essere molto stanca.

“Devo ammettere che mi sembrava umana a prima vista, ma poi ho sentito qualcosa provenire da lei: per caso è una divina? Di sicuro non una dracoide, di solito hanno la coda anche in forma umana.”

“Direi che la sua intuizione è corretta, neppure gli umani sanno distinguermi da uno di loro. Sono molto impressionata.”

“Faccio il mio lavoro di dottoressa per non-umani! Comunque, cosa posso fare per lei signora Bennington?”

Indico la mia schiena: “Vede, sono molti secoli che soffro di continui dolori alla schiena, nell’area tra la spina dorsale e la scapola, come se avessi delle cicatrici che mi bruciano.”

Mi guarda alzando un sopracciglio. Mi fa sedere su una sedia vicina, per poi chiedermi di abbassare il vestito fino ai fianchi. Mi aiuta a svestirmi ma si ferma non appena vede qualcosa. Le sue mani tremano sulla mia pelle.

Immagino abbia capito chi io sia.

“Questo marchio è la causa del suo dolore ma non posso fare nulla… qui c’erano le sue ali vero?”

“Sì, ma suppongo che lei abbia un’idea di chi me le abbia strappate… non è vero, Pandora la Castigatrice?”

Lei mi guarda senza dire nulla e torna alla sua scrivania per prendere carta e penna. Il suo passo è affrettato. È molto spaventata. Lo credo, non pensava che io potessi essere viva, ne tanto meno nel suo studio medico. Mentre scrive qualcosa su un foglio di carta i suoi occhi mi guardano pieni di paura.

“Non lo trova ironico? Lei, che mi ha tolto le ali secoli fa, pensando di avermi uccisa, ora si ritrova a curare me, in uno studio medico, dove ora cura i non-umani come me. Come ci si sente a essere la causa del mio male?”

Lei alza lo sguardo e mi guarda negli occhi. “Non è facile dimenticare tutto. Non è lo è mai stato e non lo sarà mai. È come una cicatrice, invisibile ma fa male come la sua. E non importa quanto ci riesca: non dimenticherò mai quello che ho fatto”. Si ferma un attimo ad asciugare le lacrime agli occhi.

“Poco dopo che è stata cacciata dagli Inferi, io stessa fui esiliata, e mi ritrovai sola in mezzo al nulla. Da quel momento ebbi l’impulso di fare qualcosa, di aiutare le persone come me e te e quindi iniziai a studiare medicina non-umana. Ho giurato di cambiare e l’ho fatto, e ora dopo tanto tempo sono sposata, ho una figlia e un marito che mi ama. E ora tu ritorni a farmi ricordare un passato di cui non vado fiera…”

Mentre ascolto la sua confessione, prendo un’altra foto dalla scrivania. Dice il vero: i due sposi si tengono per mano, in mezzo c’è la loro bambina. Sembrano molto felici. Non riesco a ignorare la bambina: ancora piccola ma già si notano i segni di succube. “È adorabile, come si chiama?”

“Mara, ha nove anni.”

“Vedo che ha già le corna e la coda come lei. Non le crea problemi?”

“Purtroppo sì: a causa del suo sangue succube tende ad attaccare i ragazzi a scuola e potrebbero espellerla. Mara è un angioletto che non farebbe del male a nessuno, ma il mio sangue le fa perdere il controllo e non sa cosa fare, e piange quando cerco di tranquillizzarla”, fa un sospiro, prendendo la foto dalle mie mani e dandomi una ricetta medica. “E ad ogni modo dubito che possa fare qualcosa per me, quindi ora prenda questa ricetta e mi lasci in pace. Preferibilmente per sempre.”

“Certamente dottoressa Wilkinson, ma prima di andarmene vorrei darle questa.” Le do il mio biglietto da visita. Lo legge con attenzione, fino a quando non sgrana gli occhi.

“Scuola di Damigelle? Londra? ”Un posto per ognuno di noi”?

“Vede dottoressa, non è l’unica persona che è cambiata: anche io, come lei, quando sono arrivata qui, ho avuto l’impulso di aiutare gli altri ad avere una vita migliore, a trovare un posto da poter chiamare casa, e avere vita nuova. Ma purtroppo, a differenza di lei, io non sono più capace di aiutare coloro sono malati e soffrono di dolori come il mio, ed è per questo che sono qui a chiederle, non come divina, non come ex prigioniera di tortura, e neppure come vendicatrice, ma solo come Signora Bennington: per il futuro di altre come noi che sono finite qui senza nessuno, senza speranze, e senza una casa dove tornare, vuole lavorare per la mia scuola di damigelle?”

                                                                                              – : –

Rapporto Missione 042

Nome: Dottoressa Pandora G. Wilkinson

Stato: Reclutata

Razza: Demone Succube

Specializzazione: medicina e patologie non-umane

Note: ha una figlia ibrida succube, anni nove (9), si richiede aiuti supplementari e una possibile rieducazione in caso di fuga. Utilizzare la massima delicatezza nel trattamento. Si considera l’ammissione alla scuola di damigelle nel tentativo di allontanarla da presenze maschili. Nel caso di possibili sviluppi di poteri oscuri, chiedere maggiori informazioni alla professoressa Rondeaux

Serie: Scuola per giovani damigelle della Signora Bennington


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Discussioni

    1. Grazie, inizialmente era stato scritto per un concorso ma non ho vinto, quindi ho pensato di metterlo qui per vedere se ha più successo.

  1. ““Sì, ma suppongo che lei abbia un’idea di chi me le abbia strappate… non è vero, Pandora la Castigatrice?”
    AH! mi piace questa cosa! Cassandra ha sicuramente un passato misterioso, non è una semplice succube, ed anche Pandora è più di un semplice medico per non umani. Sir, avete la mia attenzione! 😀

    1. Mi fa piacere che sia piaciuto, ho dovuto accorciare perchè avevo scritto questa storia per un altro concorso, quindi ho dovuto fare notevoli modifiche e accorciare. Ero molto preoccupato se si capiva bene, siccome avevo più spazio prima.

  2. “foglio scarabocchiato nell’altra, probabilmente una ricetta medica “
    se è scarabocchiato, sicuro è una ricetta! cambiano i mondi, cambiano le creature, me le ricette mediche son sempre così! 🙂