
Il Maestro
Serie: Bulgakov a Nord Est
- Episodio 1: Una strana telefonata
- Episodio 2: La preparazione del Viaggio
- Episodio 3: Il viaggio a Venezia
- Episodio 4: Il Sior Rioba
- Episodio 5: Il Maestro
STAGIONE 1
La Chiesa di San Zaccaria brillava nella notte di un candore lunare, morbida con il suo timpano tondo, inconfondibile rispetto alle altre chiese veneziane. Una lieve brezza muoveva le fronde degli alberi e increspava la laguna la quale sembrava ormai un organismo dotato di una sua particolarissima coscienza, testimone di una storia secolare, di guerre, miti, leggende, ma soprattutto del mistero arcaico che lega l’uomo all’acqua. In questa atmosfera vibrante, il suono di un violino trasportato dal vento si insinuò nelle orecchie del trio, una melodia che mai avevano udito prima e che sembrava provenire proprio dalla chiesa. Saul e Agata si immobilizzarono per ascoltare: chiunque fosse era un violinista esperto, con una sonorità piena e pastosa, e quella musica… ah quella musica! Un assolo sublime, carico di nostalgia, passione, desiderio, in grado di rievocare pulsioni sopite, di raccordarsi con esse, di portarle alla luce, colorarle, renderle pienamente esteriori.
« Conosci il compositore?» chiese Agata ad un Saul assorto nell’ascolto.
« Ho udito tanta musica nella mia vita, tanta che non puoi immaginare, ma questo è qualcosa che va oltre la mia comprensione.» rispose ancora incredulo « in ogni caso la Capra non può suonare in quel modo e chiunque sia potrà indirizzarci verso il luogo dove il Demonio si nasconde.»
Decisero quindi di entrare nella chiesa scendendo direttamente nelle cripte, le cui navate erano parzialmente allagate; costretti a immergersi fino ai polpacci, si addentrarono in profondità, tra tombe secolari immerse come embrioni nel liquido amniotico, attirati dal suono del violino. Nella penombra, appoggiato ad una delle colonne portanti, un uomo dai capelli rossi, vestito di un mantello vermiglio, suonava quella che sembrava essere a tutti gli effetti una partita in Re minore. Nel suo sguardo poteva leggersi una sorta di inquietudine che si trasformò presto in puro stupore alla vista dei visitatori, i quali tuttavia esplosero in un applauso scrosciante accompagnato da un “bravo!” al termine dell’esecuzione. Tutti tranne Zelda la quale odiava l’acqua e rimase appollaiata sulla spalla di Agata. l’uomo, accortosi di Zelda, distese finalmente il volto in un sorriso:
« cara Zelda, dovevi dirmelo subito che erano con te, pensavo foste spiriti dell’al di là. Che burlona!»
« Caro Maestro, sono anni che vi dico che siete morto eppure per una curiosa forma di testardaggine insistete nell’ignorarlo.»
« Mia cara, il mondo è pieno di uomini e donne che vivono come morti, lasciate dunque che per una volta siano i morti a comportarsi come vivi!»
Agata, che ormai aveva deciso di stare al gioco del Surreale, si presentò:
« Ehm…Buonasera, magnifica esecuzione davvero. Suppongo io debba chiamarvi Maestro. Possiamo sapere il vostro nome?»
« Maestro Antonio Vivaldi, per servirvi».
Agata si accasciò: non sapeva come né perché, ma se lo sentiva nelle viscere che quel tizio con i capelli rossi e il volto sognante era davvero Vivaldi. Saul aprì gli occhi e se ne stette per qualche minuto in una sorta di stupor contemplativo. Zelda riprese parola:
«Dovete perdonarli Maestro, insistono ancora a credere nell’esistenza del Tempo».
Il Maestro sobbalzò:
«Questo è un curioso limite storico. Se il Tempo esistesse io non potrei essere qui con il mio violino a cercare la Musica Definitiva; d’altra parte, se il Tempo non esistesse la Musica stessa sarebbe un’incomprensibile accozzaglia di suoni incoerenti. Si può quindi dire che il Tempo non esiste di per sé, ma che è stato creato dall’Uomo per risolvere un certo caos interiore. Dalla risoluzione di questo caos nasce la Musica signori miei! Ma essa, come tutte le realtà artistiche e come il tempo stesso e forse come lo stesso Dio, è invenzione umana. Ora permettete che io continui a portare ordine con il mio violino: la troverò, l’Armonia perfetta, la Sintesi del Caos. Sono secoli che la cerco, qui, a Venezia, so che è qui».
«E naturalmente noi speriamo che la possa trovare. A tal proposito, Lei, quale illustre Genio, sarà stato senz’altro informato dell’arrivo della Capra in città» dichiarò Saul.
Alla notizia Vivaldi ebbe uno strano singulto, e si avvicinò ai visitatori. « La Capra? In città? Ma questo renderà impossibile la mia contemplazione musicale, lo sapete che sono persona sensibile, perché non sono stato avvisato?»
« Oh beh, la notizia non è stata fatta trapelare per non creare disordini. Ma siamo stati inviati proprio qui, forse perché Lei, Maestro, può dirci dove si trova» rispose Agata.
« Curioso. Non vedo la Capra da quasi 300 anni. All’epoca era mio personale allievo, ma non durò. Il suono del suo violino mi ricordava molto il sibilo delle mie stesse crisi asmatiche, tanto che puntualmente al termine di ogni scala venivo colto da malore. Alla fine cedetti e lo indirizzai verso qualche Genio postumo. Eh sì, mai talento fu più carente. E mai vanagloria fu meno giustificata! Inutile dire che non la prese per niente bene: fece un incantesimo ai Veneziani e li indusse a stancarsi della mia musica: fui perciò costretto ad emigrare a Vienna. Ora a ripensarci…non ricordo come sono tornato a Venezia, in effetti potrei non essere mai partito davvero.»
« Allora Maestro, fate senz’altro a caso nostro. É evidente quanto conosciate i limiti e i pregi del vostro ex allievo. Ora vi devo informare che si è impossessato dello Stradivari, ed essendo oggi giorno di Equinozio capite bene che non c’è un minuto da perdere. Se suonerà il trillo del Diavolo, il Caos tornerà sulla terra e non potrete più trovare la vostra Armonia Finale. Su Maestro, diteci quale luogo potrebbe aver scelto per il Concerto apocalittico!» insistette Saul.
« Giovanotto: 15 Luglio 1989.»
«Ehm, come prego?»
« Ve lo devo ricordare io cosa successe in questa città in quella precisa data? Da un palco galleggiante nel bacino di San Marco…orsù, lo so io che ero già morto da 250 anni.»
« Pink Floyd a Venezia» intervenne Zelda « io c’ero.»
Mentre Agata si girava a guardare la sua gatta, Saul non credeva alle proprie orecchie.
« Sta dicendo che vuole strimpellare uno Stradivari mentre galleggia in laguna acclamato da centinaia di migliaia di persone?»
«Ebbene, sì.»
Serie: Bulgakov a Nord Est
- Episodio 1: Una strana telefonata
- Episodio 2: La preparazione del Viaggio
- Episodio 3: Il viaggio a Venezia
- Episodio 4: Il Sior Rioba
- Episodio 5: Il Maestro
Sempre molto piacevole leggere la tua prosa colta e raffinata, ricchissima di informazioni e molto suggestiva. Uno strano incontro, fra quelli già avvenuti e altri che ci aspettano. Una Venezia magica fatta di luoghi impregnati di mistero e misticismo. In primo piano una protagonista stupefatta e a volte incredula, spesso divertita.
grazie :))
Vivaldi e Pink Floyd? La faccenda si fa sempre più interessante, attendo trepidante il seguito 🙂
Davvero molto bello.
Il modo in cui mischi musica e filosofia, condendoli con un filo di ironia, è semplicemente gustoso. Un vero piacere da leggere.
grazie mi fa molto piacere!
Ho sentito tanto parlare del concerto dei Pink Floyd a Venezia. Fu un disastro, la gente sporcò dappertutto!
“Si può quindi dire che il Tempo non esiste di per sé, ma che è stato creato dall’Uomo per risolvere un certo caos interiore”
L’affermazione che il tempo non esiste di per sé, ma è stato creato dall’uomo per risolvere un certo caos interiore, è una riflessione affascinante che apre a diverse considerazioni.
Prospettive filosofiche:
Idealismo: questa corrente di pensiero sostiene che la realtà è una costruzione della mente umana. In quest’ottica, il tempo sarebbe un prodotto del nostro intelletto, un modo per ordinare e dare senso alle nostre esperienze.
Fenomenologia: secondo questa filosofia, il tempo è un modo di percepire la realtà, non una realtà in sé. Il tempo sarebbe quindi una struttura della nostra coscienza, che ci permette di cogliere il divenire delle cose.
Prospettive scientifiche:
Relatività: la teoria della relatività di Einstein ha rivoluzionato la nostra concezione del tempo. Secondo questa teoria, il tempo non è un assoluto, ma è relativo alla velocità e alla gravità.
Fisica quantistica: la fisica quantistica mette in discussione la nozione di tempo come un flusso lineare e continuo. Alcune teorie quantistiche ipotizzano l’esistenza di universi paralleli e di linee temporali multiple.
Riflessioni:
Esperienza del tempo: la nostra esperienza del tempo è soggettiva e influenzata da diversi fattori, come la nostra età, il nostro stato d’animo e le nostre esperienze.
Percezione del tempo: la percezione del tempo può variare in base al contesto. Ad esempio, in situazioni di pericolo o di forte concentrazione, il tempo sembra rallentare.
Misurazione del tempo: la misurazione del tempo è una convenzione umana. Usiamo strumenti come orologi e calendari per scandire il tempo, ma questi strumenti sono solo approssimazioni di una realtà più complessa.
Conclusione:
L’affermazione che il tempo non esiste di per sé è una questione complessa che ha implicazioni filosofiche, scientifiche e psicologiche. Non esiste una risposta definitiva a questa domanda, ma la riflessione sul tempo può aiutarci a comprendere meglio noi stessi e la nostra relazione con la realtà.
Esempio:
Immaginiamo di vivere in un mondo senza orologi o calendari. Come percepiremmo il tempo? Probabilmente, non avremmo la stessa concezione del tempo che abbiamo oggi. Il tempo sarebbe un flusso continuo, senza divisioni nette tra passato, presente e futuro.
Citazioni:
“Il tempo è il modo in cui la natura impedisce a tutto di accadere contemporaneamente.” (Albert Einstein)
“Il tempo è la sostanza di cui sono fatto io. Il tempo è un fiume che mi attraversa e mi porta via, ma io sono il fiume; è ciò che di me rimane.” (Jorge Luis Borges)
Hugo, il significato del Tempo mi ossessiona da anni, per cui grazie per questo excursus filosofico, letterario e scientifico!
Davvero notevole, di alto pregio il contenuto ed altrettanto la prosa, solo fintamente scherzosa nei dialoghi ma in realtà serissima e solo appena un po’ ironica. I miei complimenti.
grazie davvero!
“Giovanotto: 15 Luglio 1989”
Uno dei miei più grandi rimpianti, non essere stato lì.
“Si può quindi dire che il Tempo non esiste di per sé, ma che è stato creato dall’Uomo per risolvere un certo caos interiore”
E qui siamo nella filosofia contemporanea (oltre che antica). L’enattivismo di Varela e l’embodied cognition!
“Caro Maestro, sono anni che vi dico che siete morto eppure per una curiosa forma di testardaggine insistete nell’ignorarlo”
Ed ecco un altro elemento interessantissimo: i vivi, “The Others” percepiti come creature dall’aldilà da chi è morto e non lo accetta.
“tra tombe secolari immerse come embrioni nel liquido amniotico”
Notevole il raffronto circolare della fine con l’inizio, mediata dall’acqua che è essa stessa componente centrale della vita e primo elemento che si perde insieme con la morte.
Ciao Zelda, i tuoi testi sono sempre super. La prima parte del racconto si legge come un mix tra poesia e prosa, dal ritmo – guarda caso – musicale. La parte intermedia, surreale, leggera e spassosa; eppure infarcita di alcune note filosofiche. Il finale spiazzante. L’ accostamento di Vivaldi con i Pink Floyd non me l’ aspettavo, ma, anche la loro e` musica.
grazie mille cara:)
“La Chiesa di San Zaccaria brillava nella notte di un candore lunare, morbida con il suo timpano tondo, inconfondibile rispetto alle altre chiese veneziane.”
Le sensazioni che si provano di fronte a questa scena sono di:
Ammirazione per la bellezza della chiesa.
Pace e serenità.
Rassicurazione e protezione.
Invito alla riflessione e alla preghiera.
La Chiesa di San Zaccaria, nella sua veste notturna illuminata dalla luna, è un esempio perfetto di come l’arte e la natura possano combinarsi per creare una scena di grande bellezza e spiritualità.👏
fantasioso, colto e ironico, ma soprattutto scritto con arte agile e disinvolta. Si percepisce perfettamente quanto tu ti diverta a scriverlo, e cioè almeno quanto io stessa a leggerlo.
grazie!!